Allattare e lavorare si può? Si può!

Rientro a lavoro e allattamento
Come posso farcela?

Una delle preoccupazioni delle neo mamme che allattano riguarda il rientro a lavoro
Ti sei accorta di quanto abbiate bisogno l’uno dell’altro e ti chiedi come farete a separarvi! Come farà baby senza di te!

“Meglio che lo abitui al biberon, perché dovrò rientrare a lavoro”
“Come farà a stare senza di me se neanche dorme senza seno?”
“Come potrò fargli cmq avere il mio latte?”
“Con tiralatte estraggo massimo 20ml, come posso lasciare il latte necessario?
“Quanto latte devo lasciare?”

Se ti sei posta una o alcune di queste domande e pensi di non avere soluzioni se non introdurre altro latte, ti dico che se ti va di proseguire allattamento, le soluzioni ci sono e sono anche tante!

👉🏻Tiralatte si o no? Quale?
Comodità e non sacrificio!

Una prospettiva che cambia molto, tutto direi!

Per la tua scelta valuta sempre che possibilità hai a lavoro come spazio, presa elettrica e privacy, oltre a ciò che ti va di fare!

👉🏻Serve sapere come ottimizzare uso tiralatte. Trovi articolo dedicato a questo argomento. Riassumo qui;

– scelta del tiralatte – -misura della coppa – modalità di estrazione, tempi e schemi – tempi di utilizzo

Se hai bisogno di supporto per questo scrivimi 🤗

👉🏻Come conservo il latte estratto?

Se scorri tra gli articoli trovi una tabella in cui riassumo tutto. Brevemente…dipende quante ore stai via, tragitto in macchina compreso. Può servire una borsa frigo o una borraccia termica. Se hai frigo a lavoro ancora meglio! Oppure qualcuno che a metà giornata viene a prendersi le tue estrazioni per metterle in frigo a casa.

Pensiamo di dover estrarre chissà quante volte e invece potrebbe bastare fare 2 estrazioni in 4-6 ore si lavoro, 10 min per seno e via. Magari mentre sei in auto o in pausa. Non pensare a quante volte si attaccherebbe baby a casa se foste insieme, perché non lo siete e questo cambia tutto. Ascolta il tuo corpo, questa la chiave di tutto!

Che tu scelga di estrarre oppure di fare estrazioni lievi a volte e di estrarre solo 1 volta, va bene così!

Obiettivo; benessere!

Ottimizzare tempo, praticita e comodità è fattibile! A volte non riusciamo a vedere al di là del nostro naso, un detto del film di mary poppins che adoro!

💪🏻❤️Le possibilità dipendono molto dalle nostre paure, dai limiti che queste provocano e da quanto supporto abbiamo o NON abbiamo

👉🏻Puoi fare tutto👈🏻

Non c’è una strada giusta ed una sbagliata

Esiste la strada adatta a voi! Un disegno tutto vostro che nessuno può e deve incidere a modo proprio, ne influenzare.

Potresti partire con una strategia e poi cambiarla cammin facendo!

Si, puoi!

😞E se non mi va di estrarre?


💪🏻❤️Nessuna forzatura! La vivresti male e anche il tuo corpo non risponderebbe al meglio.

👉🏻Potrebbe sorprenderti la capacità del tuo corpo di reagire ad una nuova routine a distanza dal tuo baby!
È il baby che grazie a presenza e vicinanza e contatto stimola l’arrivo del latte, il rilascio di ossitocina e tutta la produzione in generale!
💪🏻❤️Quando siete distanti il tuo corpo lo sa e lo sa anche baby!
💪🏻Una consapevolezza che permette ad entrambi di autoregolarvi!!!
👉🏻Potrebbero aiutarti delle estrazioni lievi, dipende anche quante ore starai fuori, e poi rientrando a casa potrai riprendere ad allattare serenamente!
👉🏻Il baby invece potrebbe scegliere di attenderti, lo sapevi?😮
Spesso si attua “allattamento a ciclo invertito”. Te ne parlo in altro post.🤗

👉🏻Devo perforza inserire altro latte?

Per rispondere a questa domanda è necessario sapere età del bambino. Certamente ad un bambino non ancora introdotto al cibo, serve avere latte! Quindi prima dei 6 mesi è necessario organizzarsi con il latte estratto o con la formula.

Potrai valutare anche di dare entrambi, il tuo latte estratto finché ti va di farlo(anche solo 1 volta al giorno) quando hai voglia e tempo, e per il resto la formula.

👉🏻Quanto latte devo lasciare?

Dal secondo mese in poi il tuo corpo produce in media dai 700 ai 900 ml al giorno di latte, un range che riguarda la diversità di ogni bambino. Una quantità che una volta stabilizzata con la calibrazione dei seni e la richiesta costante di baby, resta invariata fino all’introduzione di altro latte o cibo. Quindi in media siamo a 800ml al giorno

Calcola le sue poppate in 24h e dividi per questa quantità

Esempio 800 ml : 8 poppate in 24h = 100ml a poppata

Una quantità puramente indicativa. Sai bene che baby non prende mai la stessa quantità di latte al seno, ma si regola in 24h. Potrai raccontare a chi si prenderà cura di baby che conta molto come si da il biberon, la postura del bambino mentre mangia e le pause da fare. Simulare il suo atteggiamento al seno sarebbe l’ideale. Si può allattare a richiesta anche al biberon! Anzi è raccomandato così da OMS. Lo sapevi?

Parlo di questo in articolo dedicato a come dare il biberon. Scorri tra gli articoli e sui social e troverai tutto.

👉🏻E se rifiuta il biberon?

Spesso capita

E spesso si forza un po’ il baby proprio per la paura di non poterlo nutrire in tua assenza.

E chi dice che va nutrito al biberon per forza?!?

Cucchiaino, tazzina, siringa. Sono tutti strumenti utilizzabili e facili da gestire ma potrai scoprirlo solo provandoli.

Per il biberon, a volte può dipendere da come viene dato. Rispetto al seno è molto diverso, ci sta che baby non lo accetti! E cercare si abituarlo potrebbe cmq metterti difronte un suo rifiuto soprattutto dopo i 3-4 mesi, perché sviluppa consapevolezza si se, perde alcuni riflessi tra cui quello di suzione, per cui è in grado di scegliere per se cosa fare. E allora averlo abituato non è servito a niente. Frustrazione e ansia prendono il sopravvento. Ecco perché consiglio sempre di agire in prossimità del cambiamento, 3-4 settimane prima con estrazione e dando latte con metodi alternativi al seno. Tutto con molta gradualità.

Il mio consiglio è quello di fare sempre ciò che senti!

Ma anche quello di non forzare nulla! Perché questo cambiamento, il tuo rientro a lavoro, la vostra separazione, avverrà e potrai scoprire quanto sia gestibile solo vivendola.

Comprendo bene le tue paure. Vorresti che tutto fosse pronto prima del grande giorno in cui ti alzerai e andrai per la prima volta a lavoro.

Per quanto vorrai provare ad avere tutto pronto, sarai tu a non esserlo fino in fondo, finché non lo vivrai!

Cerca di non forzare nulla! Viviti allattamento con serenità e coinvolgi chi si prenderà cura del baby in tua assenza in tutto questo💪🏻❤️

– come dare biberon in modo ottimale (vedi altro post e articolo e video dedicati a questo tra le mie storie in evidenza su ig)

– come dare il latte con strumenti alternativi al biberon

– come gestire eventuale allattamento a ciclo invertito (prossimo articolo)

– come ottimizzare uso tiralatte

– come gestire i seni se non ti va di estrarre o non puoi farlo, a lavoro

👉🏻💪🏻Tutto è fattibile se siamo informate e supportate!❤️
Famiglia e colleghi possono fare la differenza per te in questo cambiamento da vivere!

L’aspetto più sfidante riguarda la separazione, lo so!

nonseisola

Parlo di tutto questo negli incontri del 4-5-6 ottobre in occasione della SAM 2023🤗❤️
Scrivimi per partecipare

E se ti va puoi avere una consulenza privata 🤗❤️

Come hai vissuto rientro a lavoro? Ti sei sentita supportata?
Raccontami❤️

Puoi scrivere qui, o sui social Instagram e facebook, o al numero whatsapp 3930086189

Per te ci sono!

Dal lettone al lettino. Quando e come fare ?

Stai vivendo la tua esperienza di genitorialità

Stai scoprendo la paura di sbagliare, l’ansia che possa accedere qualcosa di male, lo sconforto e la frustrazione nel non riuscire a fare tutto quello che vorresti fare, quando lo vorresti fare e come lo vorresti fare.

Stai facendo i conti ogni giorno con tutto questo

E fai del tuo meglio affinché si possa arrivare a fine giornata

Uno dei motivi più frequenti di stress riguarda la gestione della notte

Tra risvegli e ri- addormentamenti sembra un tempo infinito e quando fuori vedi che il cielo inizia a schiarirsi pensi…

“Anche oggi si dorme domani”

“Come farò ad affrontare questa giornata”

“Mi sento l’unica che non dorme come vorrebbe”

Fai qualche respiro di sbuffo e via si parte

Resta tutto tra te e te

Una frustrazione mista a forza che solo tu conosci…

Il tuo bambino non si lascia mettere giù in culla?

La notte dorme solo se a contatto con te nel lettone?

Richiede spesso il seno e pensi che sia questa la causa dei suoi risvegli?

Sembra che dorma beato/a ma quando passa da te al lettino, si sveglia dopo pochi minuti se non secondi?

Bene!

Ti posso dire che siamo sulla stessa barca!

Esatto, non sei l’unica a vivere tutto questo! Anzi tutti i genitori vivono queste dinamiche!

Mi sento serena nel raccontarti che “tutti” vivono queste dinamiche, perché al di là del tipo di genitore che sei, qui si parla di bambini ed esigenze fisiologiche che vanno al di là di come poi tu scegli di comportarti.

Abituarlo alla culla è per molti una forte esigenza, anche un po’ sotto pressione per i consigli di chi prima di te ce l’ha fatta e ti mostra la strada della vittoria

Come se si potesse agire allo stesso modo avendo gli stessi risultati con chiunque!

Impossibile

Non esiste una strategia comune

Esistono strategie da tentare che rispettano le esigenze del bebè come:

⁃ The swaddle, la fasciatura. Contenimento e conforto per i bebè 0-3 mesi. Mai per tutta la notte, max 1 oretta e con te ancora sveglia poi dolcemente apri il lenzuolo

⁃ Allattare , addormentarsi da sdraiati e poi tentare di alzarsi se ne hai bisogno, senza spostare il bambino. Sempre con letto in sicurezza con sponde o culla ancorata, senza cuscini e coperte attorno al bambino. Dai 3-4 mesi inizia il movimento circolare e poi roteatorio quindi occhio se resta solo in camera!

⁃ Allattare e/o coccolare il tuo bebè secondo i consigli del sonno sicuro, grazie al suo lettino ancorato al tuo lettone, e tu che puoi entrare in parte nel suo per dare conforto e allattare, per poi rientrare nel tuo posto, senza spostare mai il bebè

⁃ Addormentarsi sul letto in posizione semireclinata con il bebè a contatto sul petto e poi dolcemente scivolare giù e posizionarsi comodi con testa sul cuscino e cuscino dietro la schiena per te, posizione a cucchiaio (tu laterale verso l’esterno del letto e ginocchia sollevate, bebè al seno pancia a pancia con te) finita la poppata potrai spostarlo in culla accanto al letto e proseguire contatto finché non riprende sonno.

⁃ Allattare e confortare e coccolare il bebè a centro del letto solo finché siete svegli, momenti meravigliosi di contatto della triade che vi consiglio caldamente di vivere! Per il bebè sono di grande benessere! Ma sempre si torna in posizione sicura laterale lato culla, mai far dormire bebè al centro!Donare momenti così, di interazione benessere conforto non può che fare bene a tutta la famiglia, conciliare benessere equivale ad un sonno più sereno.

⁃ Utilizzare fascia o marsupio nelle ore serali così da soddisfare il bisogno del bebè di avviare la sua notte, ma anche il tuo di passare la serata tra cena e relax di coppia, prima di andare a letto. Ambiente sereno, stimoli minimi, luce bassa…una cena a lume di candela ogni tanto può fare piacere alla coppia❤️

⁃ Fino ai 12 mesi si consiglia di condividere camera con bebè. Un lettino a terra potrebbe aiutarti! Sai che il bebè non può cadere o essere schiacciato, e inoltre si avvia alla conoscenza di un lettino che poi sarà il suo anche in altra camera. Addormentatevi insieme li, vicini e poi torna nel tuo letto accanto. Per i risvegli si torna li, e si ritorna a letto poi. Per il bambino scoprire di avere i suoi spazi e non essere svegliato(si, anche noi svegliano loro a volte muovendoci!) grazie al materasso separato è un modo per imparare a gestire il passaggio da un ciclo all’altro di sonno più facilmente. Da provare!

Ti sto parlando della gestione notturna del sonno.

Quando attuare qualche strategia? Quando senti di volerlo fare! Tutte strategie fattibili da subito ma anche dopo mesi dalla nascita. Il vostro benessere ha una ricetta scritta da voi. Ok prendere appunti e spunti da altri, ma poi sta a voi famiglia scrivere la vostra storia, fare le vostre scelte.

Alla base di tutto…

👉🏻Comodità, anche la tua! Non solo quella del bebè

👉🏻sicurezza

👉🏻Temperatura ambiente adeguata, ideale intorno ai 25 gradi estate e 18 gradi inverno

👉🏻sapere che quei risvegli non sono strani, ma che fanno parte del suo essere al mondo da poco, per natura. La sua capacità di gestire il sonno maturerà. E sai chi può aiutarlo in questo? Tu, facendo esattamente ciò che fai!

Esserci

Rispondere ai suoi bisogni

Grazie alla associazione al sonno che gli offri, lui o lei saprà come fare

Il resto verrà da se

Nel tempo

Non oggi, non subito

Piano piano

Voglio anche fare una breve precisazione su ciò che riguarda il tuo sonno.

Per il bebè questi risvegli non sono veri e propri risvegli, si ok si nutre 2-3 volte ma per lo più può dissetarsi al seno (suzione breve) e ricercare la sua associazione al sonno per proseguire il suo sonno.

Per te invece, come va con il riaddormentamento?

Comodità e rispetto del cosleeping sono d’aiuto per un sonno sereno

Sai che siete al sicuro!

Ma anche…la tua alimetazione, la qualità della tua vita in generale, il movimento fisico, preoccupazioni e stress

Tutto questo incide

Nel senso che se anche il bambino dormisse 8 ore consecutive, il tuo sonno sarebbe cmq disturbato, avresti anche tu dei risvegli e difficoltà ad addormentarti!

Ma in una dinamica per cui i risvegli del bebè ti svegliano, allora viene facile pensare sia solo quella la causa del tuo sonno non sereno

Ma è davvero quella la causa?

Ti abbraccio

Stai facendo del tuo meglio per il bebè

Prova a farlo anche per te

Allattamemto e…separazione della diade. Inizio del nido e rientro a lavoro

Allattamento e separazione della diade

Inizio del nido e rientro a lavoro…quante domande ti passano per la mente? Tante vero! Lo so e voglio dirti che non c’è nulla di strano. È un grande cambiamento che state per vivere e ci sta che tu ti chieda come possa avvenire senza traumi per il tuo bambino! Sei la sua mamma e vuoi il meglio per lui/lei! E allora scopri le tue possibilità così da viverti questo passaggio con meno stress possibile. Posso dirti che solo vivendolo potrai comprendere quanto sia fattibile, ma fino ad allora avrai quel senso di angoscia e preoccupazione che non ti lascerà, ok! Accogli queste emozioni e raccogli quante più informazioni possibili. Sarà poi il tempo a rasserenarti.


Devo smettere di allattare?
Come gestirò il seno quando non sarò con il bambino?
E come farà il mio bambino senza di me tutte quelle ore? È così abituato a stare con me, non posso neanche metterlo in culla che piange, come faremo? Starà bene senza di me?

Ti stai ponendo alcune di queste domande e mille altre vero?

L’inizio del nido è sempre più precoce!
Le statistiche aggiornate al 2022 raccontano che fino al 2018 l’ingresso al nido avveniva per il 65% a ridosso del primo anno di vita del bambino, per il 23% tra i 9 e i 10 mesi
E per il 12% prima degli 8 mesi

Invece l’aggiornamento nel 2022 racconta che l’ingresso al nido avviene per il 60% a di sotto degli 8 mesi, e c’è anche un 15% prima dei 5 mesi, resta una parte residuale del 25% a ridosso dei 12 mesi.

Un cambiamento certamente evidente e che mostra una società in cui le madri rientrano a lavoro sempre prima
Gran parte di questa percentuale riguarda le madri lavoratrici in partita iva, riguarda invece la percentuale più bassa l’ingresso al lavoro per le dipendenti per cui restano maggiori diritti in termini di maternità e aspettativa.

Potete seguire @cdlvalentinafilippini per maggiori info riguardo i tuoi diritti al lavoro

Come gestire tutto questo?

Non serve smettere di allattare velocemente e non serve far piangere il bambino per abituarlo a stare senza di voi
Fermate questa ruota di pensieri! E scoprite le vostre possibilità!

Si tratta di un cambiamento che certamente coinvolge la diade nel suo insieme.

Per te mamma…ti posso garantire che puoi farcela! E ti dico anche che puoi proseguire allattamento anche se siete separati per alcune ore!
Serve gestire il seno, certo, ma quando poi sarete insieme recupererete entrambi la distanza con tante coccole e contatto e latte a richiesta come sempre!
Il tuo corpo ti stupirà 💪🏻❤️
Vedrai come in pochi giorni troverete un nuovo equilibrio entrambi, tu e il tuo bambino starete bene!!!

Cosa aspettarsi da questo cambiamento?

Certamente nei momenti insieme il tuo bambino potrebbe cercarti di più.
La “poppata del ricongiungimento” sarà quasi un rito che avverrà tra di voi
Che avvenga a casa o direttamente a nido, potresti notare che appena ti vede vorrà subito attaccarsi al seno!
Se ti fa stare bene accontentarlo subito, allora fermati ovunque siate e ritrovatevi per quanto basta a rasserenare entrambi.
Allattare direttamente al nido offre sei vantaggi che in pochi conoscono

  • saprai soddisfare nell’immediato le esigenze di contatto del tuo bambino potendo poi rientrare a casa con serenità ed evitando il tragitto in lacrime
  • allattare direttamente nell’ambiente in cui il bambino sta permette al tuo corpo di entrare in contatto con lo stesso ambiente, e gli stessi bambini von cui è stato e starà il tuo piccolo, e questo vuol dire anche con i loro virus e batteri presenti sul posto. Il tuo corpo saprà reagire a questi sviluppando adeguato anticorpi che passerai al tuo bambino attraverso il latte
    Non è magnifico!!!
    Lo è davvero!
  • inoltre contribuirai a rendere quel posto un posto felice, perché ne fai parte anche tu. Questo porta il bambino a vivere poi con meno stress il distacco

Per il tempo insieme a casa invece cerca di soddisfare il suo bisogno di te quanto più possibile giocando insieme, stando a terra insieme, interagendo e svolgendo attività in cui sei partecipe e non solo spettatrice. Potrai anche gestire allattamento ad offerta oltre che a richiesta, una scelta che potrebbe aiutarti nella gestione della notte in questo periodo così intenso!

Se la separazione avviene tra gli 8 e i 10 mesi noterai una forte fortissima ansia da spera zio e tipica di questa età, ma enfatizzata da tutto questo. Ci sta! Cerca di accogliere questo suo bisogno di te per quanto avvolte ti sembrerà faticoso, saprai donare serenità e forza al tuo bambino e lasciati aiutare dai suoi riferimenti! Sei sempre un essere umano e devi avere momenti per te!

Potresti valutare qualche attività che ti faccia stare bene, magari 1-2 volte a settimana per 1 oretta.

Il senso di colpa? Si, lo conosco bene. Quello che ti blocca nel prenderò tempo per te dopo che rientri a lavoro perché pensi di togliere tanto tempo oltre a quello già tolto al tuo bambino…conosco quelle emozioni molto bene! E ti dico che prenderti quel tempo per te è importante tanto quanto stare con tuo figlio! Si, lo è! Una madre serena, che sappia stare bene con se stessa, che abbia rispetto per i suoi bisogni oltre che per quelli della famiglia, saprà esserci e prendersi cura di chi ama con maggiore pasienza ed energia e voglia di fare! Rispetto ad una mamma che subisce tempo ed eventi senza dare valore ai suoi bisogni!

Prenditi cura di te! E poi torna dai tuoi figli più forte ed energica e con tanta pazienza in più! Questo vale, vale tanto!

La qualità del tempo insieme conta molto più della quantità del tempo insieme! Resta nella nostra memoria quel tempo in cui le emozioni sono condivise con chi amiamo e non i momenti trascorsi tra se e se. Vale per adulti e bambini!

Per ogni separazione che avverrà il tuo bambino potrebbe mostrare le sue emozioni attraverso il pianto. Non vorrebbe separarsi da te se potesse scegliere. E non comprende il motivo della separazione.

I bambini non hanno ancora la capacità di comprendere il tempo nel suo scorrere, vivono nel “qui ed ora” e quando vi separate vivono quell’emozione come se fosse per sempre così😞
Sarà il ripetersi degli eventi a permettergli di comprendere che poi ritorni da lui💪🏻❤️

Quindi vivrete un periodo diciamo di assestamento in cui la sua ricerca di te potrebbe aumentare
Per poi ritrovare un nuovo equilibrio grazie alla nuova routine che si consoliderà per entrambi!

Come posso gestire il seno quando non siamo insieme?

Dipende da quante ore starete separati, potrai valutare la possibilità di estrarre il latte o attraverso delle estrazioni brevi potrai evitare tensioni e ingorgo
Non c’è nulla che tu non possa fare! E non c’è nulla che il tuo corpo non possa fare!
Sapere aiuta come sempre
Avere riferimenti a cui poter chiedere informazioni fa la differenza
E poi…la tua volontà!

Spesso le decisioni vengono prese come se non ci fossero alternative
E invece ci si può scrivere un libro sulle mille possibilità che una madre ha nella gestione del suo allattamento
@nonseisola @tupuoitutto @allattamentoenido @allattamentoelavoro

𝗟’𝗮𝗹𝗹𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗡𝗢𝗡 𝗗𝗘𝗩𝗘 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼! 𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗮 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗲 𝘁𝘂 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗼 𝗱𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗶!

Parlane con le educatrici del nido quando partecipi agli open day e approfondisci le loro modalità di accoglienza in tema allattamento!

Il 18 Marzo 2014 il Ministero della Salute ha pubblicato il 𝑻𝒂𝒗𝒐𝒍𝒐 𝒕𝒆𝒄𝒏𝒊𝒄𝒐 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒅𝒊𝒔𝒄𝒊𝒑𝒍𝒊𝒏𝒂𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒎𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒍𝒍𝒂𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒂𝒍 𝒔𝒆𝒏𝒐.

🔎 https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2113_allegato.pdf

In questo documento si esplicita come “𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑖 𝑎𝑑𝑑𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑢𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑜𝑡𝑖𝑑𝑖𝑎𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑠𝑖𝑙𝑖 𝑛𝑖𝑑𝑜 𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑛𝑜 𝑙’𝑎𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑙𝑙𝑎𝑡𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑎𝑙 𝑠𝑒𝑛𝑜”.
È parer comune che un bambino allattato al seno abbia maggior difficoltà nel distacco con la mamma, quindi si reputa necessario interrompere l’allattamento prima di iniziare l’inserimento al nido.

Ora, tralasciando il fatto che questa credenza (perché è solo di questo che parliamo) non ha alcuna evidenza scientifica, questo atteggiamento può far sì che al nido arrivino mamme estremamente stressate che cercano in ogni modo di staccare dal seno il loro bambino. Di conseguenza, potremmo relazionarci a bambini che saranno in crisi ancor prima di iniziare il percorso di ambientamento.

È pertanto importante che le educatrici al nido lascino andare personali pregiudizi sull’allattamento, frutto di credenze sulla possibile “morbosità” nel rapporto mamma-bambino se esso si dilata nel tempo.
Purtroppo, l’allattamento ne ha subite di ogni, dal pregiudizio alle discriminazioni e il nostro retaggio culturale non ci aiuta.

𝗣𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗲̀ 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗱 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗺𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲, 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗱 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗼 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮𝘁𝘁𝗲 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼.

Promuovere l’allattamento al nido significa avere delle basi in materia: sarebbe auspicabile conoscere le linee guida dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in merito all’allattamento, così da non scoraggiare ma sostenere le mamme che dovranno staccarsi dai loro bimbi.

🔎 https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/259386/9789241550086-eng.pdf;jsessionid=703C1C0B06CCDDEED6CE620D50C92561?sequence=1

Molte volte le educatrici sono le prime figure a cui le neomamme affidano i bambini: sempre più spesso questi sono estremamente piccoli.

Proprio perché l’età dei bimbi che iniziano l’asilo si è notevolmente abbassata, è doveroso avere delle informazioni oggettive sull’allattamento e non viziate dai propri pregiudizi in merito.
È importante conoscere come conservare il latte materno; la metodologia di somministrazione dello stesso al nido; sapere come gestire lo svezzamento o l’inizio del percorso di alimentazione complementare.

Per ricevere informazioni corrette le educatrici possono partecipare a serate di diffusione e promozione dell’allattamento o affiancarsi a consulenti o peer che si occupano di supporto in questo ambito.

Dopo anni in cui è stato demonizzato, l’allattamento va rispettato: è necessario rispettare e valorizzare le scelte di ogni diade, non solo quando si parla di bambini “piccoli” ma anche di allattamento prolungato, supportando ciascuna mamma nelle eventuali fatiche quotidiane.


ℒℯℊℊ𝒾 𝒶𝓃𝒸𝒽ℯ:
http://www.uppa.it/nascere/allattamento/allattamento-prolungato/

▶️ Fonte:
Questo post riprende in parte il post di
@mum’smood, ed in parte è stato scritto da me
Le fonti utilizzate da mum’s mood sono
✍🏻 Sᴀʀᴀ Bᴏsᴀɴɪ, ᴇᴅᴜᴄᴀᴛʀɪᴄᴇ ᴅɪ ɴɪᴅᴏ, ᴄᴏɴsᴜʟᴇɴᴛᴇ ᴀʟʟᴀᴛᴛᴀᴍᴇɴᴛᴏ ᴇ sᴜᴘᴘᴏʀᴛᴇʀ ʙᴀʙʏᴡᴇᴀʀɪɴɢ
https://percorsiformativi06.it/promuovere-lallattamento-e-il-portare-al-nido/
✍🏻 Dᴏᴛᴛ.ssᴀ Jᴇssɪᴄᴀ Dᴀʟ Bᴏʀɢᴏ, Eᴅᴜᴄᴀᴛʀɪᴄᴇ ᴅɪ ɴɪᴅᴏ, Pᴇᴅᴀɢᴏɢɪsᴛᴀ ᴇ IBCLC http://www.instagram.com/p/CpkbxEeNFPF/?utm_source=ig_web_copy_link&igshid=MzRlODBiNWFlZA==

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Lettera aperta da una mamma al pediatra di sua figlia

Salve Dottore
Le scrivo perché sento l’esigenza di raccontarLe le mie emozioni dopo il nostro ultimo incontro, e visto il breve tempo a mia disposizione non ho potuto dirLe quanto segue in quel momento.
Le sue parole hanno pesato molto su di me!
Sto davvero facendo del mio meglio per accudire e far crescere la mia bambina di soli 26 gg
Io non capivo nulla di curve di crescita e percentuali e non so di certo valutare se mia figlia può avere patologie.
Per questo mi fido e mi affido a Lei, medico riferimento per la mia bimba scelto per noi da un sistema automatico.
Una scelta che deve per forza includere un pediatra che sappia cosa vuol dire allattare, come gestire le diadi in allattamento, cosa attendersi da questi bambini, che eventuali avversità possono trovare le mamme e soprattutto che dovrebbe sapere a chi rimandare il delicatissimo compito di seguire mamma e bimbo in un momento così delicato della loro vita!
Comprendo bene il suo immenso lavoro di studio e pratica quotidiano, non metto in dubbio la sua professionalità e capacità lavorative.
Ma perché mai non sceglie di saperne di più su allattamento!?!?
E non mi risponda che “si è sempre fatto così” perché allora per Lei che ha fatto della scienza un lavoro, la scienza non conta nulla! L’evoluzione delle cose e gli studi fatti non contano nulla! E poi l’esperienza, quella che va a segnare il passaggio da un testo alla pratica, anche questa non conta nulla!

Mi sono informata io però!
E oggi posso dirle che quelle parole dette in studio riguardo la mia scelta di allattare e le difficoltà che sto riscontrando, ora so che quelle parole non me le sono meritata!
Io ho voluto approfondire le mie ricerche perché dentro di me sentivo che non stavo bene nel vestito che Lei stava cucendo su di me, un vestito scomodo e stretto e per nulla resistente!

Ora so che la curva di crescita di un bambino allattato al seno è diversa da una curva di crescita staandardizzata su chi prende la formula
Ora so che oltre alla crescita la valutazione va fatta su peso e altezza certo, ma soprattutto sulla clinica del bambino, come sta, come si comporta, come va il suo sonno e cosa raccontano i suoi pannolini.
Ora so che il motivo per cui ho dolore al seno è perché la mia bimba ha un frenulo linguale corto, che può risolversi grazie ad un piccolo intervento
Ora so che il motivo della sua crescita lenta e del suo stare tanto al seno era per compensare questo problema ed avere comunque il suo latte.
Ora so che dandole il biberon non avrei potuto capire le sue difficoltà alla lingua e che questi avrebbe potuto avere un impatto futuro su alimentazione e linguaggio.

Io ho resistito, ho voluto farlo, una mia scelta certo!

Ma sentirmi dire da Lei “signora il suo latte non va bene, dia artificiale subito!” E ancora “sta mettendo in pericolo la sua bambina per una ostinazione senza senso, tra qualche settimana introdurrà altro cibo e il suo latte sarà ancora meno valido”. E ancora “va a finire che così si ammala lei, non la vedo messa bene, siamo sicuri che allattare le faccia bene?” E non ho finito qui…
Al nostro 2 incontro (si, tutto questo è accaduto in soli due incontri di circa 15 minuti ciascuno!) mi sono sentita dire che se scelgo di mettere a rischio la salute di mia figlia in quel modo, dandole il mio sangue dal seno e non Il latte, sarebbe stato meglio trovare altro pediatra!
Quindi alla fine dei conti Lei mandava via me!
Ed io non ho avuto in quel momento la lucidità di risponderle, avevo solo la testa a ciò che aveva detto, che la mia bimba era in pericolo, e non ho avuto il tempo di capire cosa stava accadendo!

Ma adesso sono lucida!

E voglio rendere pubbliche queste parole!
Allattare è un dono per me!
L’ho sempre desiderato e ora che ho vissuto cosa vuol dire non ho intenzione di smettere! La mia bimba al seno mi guarda come se fossi tutto il suo mondo!
Lei sta bene, gliel’ho sempre detto che la vedevo serena, attiva, con occhi aperti e vispi, ma questo per Lei sembrava non contare.
Contata solo il peso “deve crescere almeno 300 gr a settimana, e invece ha preso 150gr”
La mia bimba dopo 2 settimane ha recuperato il calo fisiologico ed è cresciuta di altri 200gr, e continua a crescere!
È riuscita ad avere il suo latte nonostante il mio dolore. La fatica stava nel capire perché io avessi male, ed invece si puntava su una crescita definita scarsa e pericolosa senza mai andare a fondo del problema reale!
Grazie ad una figura specializzata in allattamento sono riuscita ad attaccarla senza troppo dolore (da dolore 10 sono scesa a 2-3 in una scala da 0 a 10). In attesa del suo intervento al frenulo!

Stiamo vivendo momenti unici!

E mi chiedo perché in questi 20 giorni io abbia dovuto sentirmi dire queste cose da Lei, parole che mi hanno fatto sentire così abbattuta e incapace quando invece andavo incoraggiata e seguita al meglio come meritavo!

Mi chiedo perché lei non mi avesse dato il contatto di una consulente IBCLC (nella nostra zona ce ne sono 3, lo sapeva?)

Mi chiedo perché lei non sappia che il mio latte non è acqua, anzi è il miglior nutrimento al mondo per un neonato!
E non è affatto vero che nel tempo perde sostanza, ma si modula di continuo per far fronte alle esigenze del bambino
Un alimento VIVO unico al mondo!

Mi chiedo perché Lei non abbia dato valore alle mie volontà e ascoltato davvero le mie parole invece di insultare le mie scelte in modo inappropriato!

La mia bimba grazie a Dio cresce benissimo! La sua serenità racconta benessere e ora che la vedo stare al seno con serenità posso solo farmi i complimenti ogni volta e sorridere perché questo ci meritiamo, serenità e benessere!

Mi fermo qui, basandomi su ciò che ho vissuto con Lei, ma posso solo immaginare che nel nostro futuro insieme avremmo avuto altri momenti intensi e in cui mi sarei sentita inadeguata, perché accudire un bambino richiede impegno e collaborazione tra genitori e riferimenti, un lavoro intenso e costante. Il pediatra credo sia il riferimento primario, ponte tra noi e tutte le altre figure, per 14 anni! E non poche settimane. Tanti passaggi si affrontano insieme, serve fiducia e serve rispetto. Non ho trovato nessuna delle due cose e mi dispiace molto.

Con questa lettera Le comunico che la mia bimba non sarà più sua assistita, abbiamo cercato e trovato un riferimento che ha scelto di seguire appositi corsi su allattamento, corsi che non sono inclusi nella sua formazione medica e specialistica se non per grandi linee e non aggiornate.(non lo dico io ma i suoi stessi colleghi che organizzano corsi di formazione ad hoc)
Inoltre si sta creando una rete locale tra professionisti e mamme in grado di confrontarsi e donarsi il supporto che meritiamo, rete che sono certa crescerà ogni giorno! Tutto questo in appena 5 giorni, incredibile vero!
Potrebbe farne parte anche Lei, se solo volesse!
Potrebbe scegliere di sapere come non far vivere più queste emozioni a nessuna mamma, e andare avanti nel suo lavoro potendo trovare nella sua formazione professionale un impatto davvero meraviglioso nella pratica con i suoi piccoli pazienti e le loro mamme, le loro famiglie!

Spero vivamente che Lei scelga di farlo
Così come spero vivamente che ogni pediatra possa avere una adeguata formazione su allattamento perché davvero non se ne può piu!
Il protrarsi del luoghi comuni credo dipenda anche da figure professionali che come lei restano legate al “si è sempre fatto cosi”.

Basta!
Basta!
Basta!

La vita scorre in avanti e con essa la scienza.
Farò del mio meglio perché ogni mamma possa trovare la forza di parlare apertamente ai propri riferimenti, nella speranza che cose del genere non capitino mai più!
Pubblicare questa lettera è solo il primo passo!

Le cose devono cambiare, e non tra 20 anni ma subito!

Le auguro una buona giornata

Condividi più che puoi
E se vuoi sfogarti ti aspetto nei commenti
Un abbraccio a te che fai del tuo meglio!
La mamma sei tu❤️

Allattare la notte. Tra benefici e difficoltà

Allattare la notte sin da subito diventa la parte dell’allattamento “meno gradita” dalle mamme.

Vari studi raccontano che si da la colpa del sonno mancato all’allattamento notturno.

Le cause più raccontate sono:

Scomodità

Risvegli continui

Difficoltà a riaddormentarsi per la madre

Letto condiviso

Difficoltà a far dormire il bambino in culla

Discussioni con il partner che spesso non dorme con la diade

Stanchezza costante a causa della mancanza di sonno

A questo si aggiungono dubbi riguardo

allattamento notturno e:

⁃ possibili carie del bambino

⁃ nutrire troppo il bambino

⁃ svezzamento che tarda a causa dell’allattamento, soprattutto notturno per le tante volte in cui il piccolo si attacca

Facciamo chiarezza!

Inizio raccontandoti come cambia il tuo latte la sera/notte rispetto al giorno.

Il latte diventa più ricco in grassi, aumenta anche la melatonina (c’è un picco verso le 18:30-19) ormone utile al sonno nel momento dell’addormentamento.

Questo permette al bambino di poter riposare meglio e di avere i suoi momenti di sonno profondo la sera/notte.

Grazie alla gestione del sonno adeguata di tutta la giornata.

Voglio raccontarti anche che allattare la notte vuol dire gestire al meglio la produzione in generale, grazie al fatto che la prolattina aumenta la produzione di latte, induce un senso di rilassamento nella madre, ha un ritmo circadiano e i suoi livelli in circolo aumentano nelle ore notturne, per cui le cellule della ghiandola mammaria producono una maggiore quantità di latte la notte.
La produzione di prolattina è infatti agevolata dal riposo e dall’assenza di luce. Poppate notturne frequenti facilitano l’incremento della produzione di latte e l’aumento di peso del tuo bambino. Questo spiega anche perché, se la notte il piccolo o la piccola si attacca al seno più spesso, la mattina seguente potresti avere l’impressione di avere più latte e avvertire il seno pieno.

Per attaccarsi “spesso” cosa si intende?

C’è la madre che racconta risvegli ogni ora

Altre volte si parla di 6-8 risvegli

Altre ancora 2-3

È tutto molto soggettivo

E gioca un ruolo importante la gestione del sonno nelle 24h, l’alimentazione del bambino, il suo movimento libero….

Dalle 19 circa si sera fino alle 5-6 del mattino tendenzialmente un bambino potrebbe ricercare la sua associazione al sonno 2-5 volte

Poi ci sono scatti di crescita, passaggi di crescita, progressioni del sonno, e quindi tutto cambia sempre in modo soggettivo, spesso destabilizzando la diade.

Sapere aiuta!

Sapere che questi sono momenti legati alla crescita, sapere che non si è le sole a vivere queste dinamiche grazie al confronto con altre mamme, sapere che esserci non è viziare, ma è raccontare che può contare su di te oggi e per sempre …

Aiutati così! Ricercando le tue risposte, togliendoti ogni dubbio grazie ai riferimenti che scegli di avere! E allora tutto potrebbe essere meno complicato!

E soprattutto, dedicati a te! Al tuo benessere!

Parliamo adesso dei motivi per cui allattare la notte viene associato a mancanza di sonno e difficoltà generali della madre.

Ti chiedo….tu che allatti, hai mai provato ad alzarti la notte per preparare la formula 3-5 volte, per nutrire il tuo piccolo dalle 18-19 di sera alle 5-6 del mattino (orario considerato notte dal bambino piccolo)?

Se consideriamo il tempo adeguato per preparare la formula in polvere in sicurezza secondo le linee guida (almeno 15-20 min), certamente sia tu che il bambino avreste un effettivo risveglio ogni volta.

Consideriamo che quelli che chiamiamo comunemente “risvegli” altro non sono che ricerca della propria associazione al sonno e nutrimento, ma il tutto avviene dormendo, rimanendo distesi, e mantenendo un sonno attivo seppure in fase rem (il sonno dei bambini è per lo più leggero per il 70-75% del totale sonno)

Quindi il bambino soddisfa la propria esigenza di sonno, come ogni altra sua esigenza grazie alla sua innata competenza nel gestire se stesso.

Il problema qui riguarda la mamma!

Addormentarsi una volta svegliate per la maggior parte delle mamme non risulta semplice affatto!

Il tempo che si riprende il sonno che poco dopo arriva una nuova richiesta

Ecco che ci si ritrova a non dormire

Sentendosi frustrate poi la mattina e stanche durante la giornata!

Ma Perché questa difficoltà di addormentamento?

Spesso avviene quello che viene chiamato “eco dei pensieri”

Altre volte il corpo reagisce allo stress impedendo il sonno sereno a causa del rilascio di cortisolo

Può incidere una alimentazione non adeguata

Incide certamente il non avere un villaggio attorno per crescita e accudimento del bambino!

Fumo e tabacco hanno un ruolo importante sulla qualità del sonno

E poi le emozioni…la frustrazione, il sentirsi non adeguate, non appagate, tutto questo incide!

E allora i vari risvegli-non risvegli del bambino diventano causa di qualcosa che ha cause ben più profonde dell’allattamento!

E a ben guardare, allattare risulta essere uno strumento valido e di aiuto, rispetto alla formula da preparare e al doversi alzare in generale!

Ciò che spesso capita allattando la notte riguarda la comodità della madre.

Il dover “subire” una posizione per il rischio che il bambino/la bambina si svegli e pianga, è tra i disagi che più mi vengono raccontati dalle mamme da sempre!

Il timore che il bambino pianga, o si svegli, o mostri quanto una tua scelta possa non essere gradita in quel momento, è un timore che andrebbe capito fino in fondo.

Serve agire curandosi di se oltre che del bambino.

Siete una diade, e meritate entrambi benessere

Nessuna dei due dovrebbe subire nulla

Anzi!

Dovresti sentirti serena nel gestire il vostro allattamento nel modo più rispettoso delle vostre esigenze!

Cambia posizione se stai scomoda!

E se il bambino/la bambina risente del cambio, vedrai che mantenendo il contatto riprenderà sonno!

Hai mai provato davvero?!?

E se serve, ritenta e ritenta

Lotta per te!

Insisti per stare bene facendo stare bene chi ami.

Altra storia è la possibilità di dissociare seno e addormentamento per il bambino.

Esigenza che spesso nasce proprio da una frustrazione generale nella gestione del sonno personale, della giornata, di se.

Te ne parlerò in altro articolo.

Stai facendo del tuo meglio per il tuo bambino

Adesso fai del tuo meglio per te stessa!

Per scoprire che puoi farcela, serve tentare, serve saper gestire il bambino e le sue emozioni con serenità e consapevolezza.

Sei tu l’adulta

Tu conosci le emozioni

Tu sai gestirle

Tu sai che lui/lei può stare comodo e dormire anche se cambi posizione!

Lui/lei non lo sa!

Non sa gestire le emozioni che prova e per farlo piange!

Non conosce le sue possibilità

Ciò che vive “qui ed ora” per lui è per sempre!

Non sa andare avanti nel tempo per almeno i suoi primi 2 anni!

Tu sei la sua guida!

Forza a te!

Ti abbraccio

Latte materno e malanni. Come funziona la protezione immunitaria?

Latte materno e protezione immunitaria

Come funziona?

In che senso il latte materno aumenta le difese immunitarie?

E perché un bambino allattato al seno si ammala comunque spesso?

Si dice sempre “il latte materno fa bene”, senza entrare mai nel dettaglio del perché faccia bene

E cosa cambia rispetto a qualsiasi altro latte.

Il latte materno è composto da circa 100 sostanze e oltre 4000 cellule.

Va considerato un alimento vivo e in continuo cambiamento.

La formula artificiale per legge deve avere una ricetta che comprende dosaggio e sostanze quanto piu riconducibili alla composizione del latte materno (per quanto possibile)

Gli ingredienti della formula sono sintetizzati industrialmente dal latte di altri animali e da vegetali. Poi industria Ale te lavorati. Una ricetta uguale per ogni latte, di ogni marca, al di là di latte speciale ideato per gestire bambini con bisogni particolari legati a patologie specifiche.

Ma non tutte le sostanze che il nostro corpo produce si possono sintetizzare, sia perché altri animali non producono un latte uguale al nostro umano, sia perché per fare la formula non usano latte umano e quindi per natura la base di partenza è diversa.

Ogni sostanza di cui si compone il latte fa parte del tuo corpo da sempre, accumuli ognuna di esse durante tutta la tua vita.

Il sapore di ciò che mangi invece lo trasmetti in diretta, e questo permette al bambino di prepararsi a quando gli offrirai altro cibo, ne riconoscerà il sapore!

Quindi ciò che mangi oggi incide, oltre che nel sapore, nel senso che il tuo corpo continua a creare riserve necessarie al tuo benessere, affinché tu stia bene. Per il latte invece si attinge da riserve ben più vecchie.

È un continuo utilizzo di energie, per te stessa e per il bambino. Il tuo corpo merita un adeguato nutrimento per sostenere tutto questo!

Ci sono sostanze che non possono trovarsi in altro latte perché la mucca non produce gli stessi fattori immunitari di una donna umana, così come la scimmia, la balena, il cane, il gatto…e ogni mammifero.

Ognuno di essi produce un latte specie-specifico connesso con i bisogni di quel cucciolo ed anche della sua specie.

Oltre ad essere specie-specifico è anche individuo-specifico, quindi si modula nella sua composizione in base al bambino e alle sue esigenze del momento, oltre che nel tempo per la crescita.

Quindi tutte le sostanze che aiutano la maturazione del sistema immunitario ed anche del microbiota intestinale, sono unicamente prodotti dal latte della propria specie.

Cosa fanno queste sostanze?

Rafforzano tutto il sistema immunitario del bambino, sia mentre è allattato, sia per la vita intera! Si crea una corazza interna protettiva!!!

Stessa cosa vale per il microbiota intestinale. Immaginate un velo che ricopre le pareti del l’Intestino, e fa da filtro ad ogni distanza che ci passa dentro, filtro che permette di difendere intestino da batteri cattivi, virus, ed anche di digerire al meglio ogni alimento.

Il microbiota intestinale matura nel tempo.

Risulta essere pronto a gestire altri cibi intorno al sesto mese di vita. E se l’alimento del lattante è stato il latte materno, il microbiota ha uno spessore e un filtro decisamente più forte ed efficace. Studi ne hanno dimostrato la differenza rispetto a qualunque altro latte assunto.

Ogni goccia di latte contribuisce a questo

Anche per chi da in parte latte materno e in parte altro latte, si va a rafforzare questo prezioso filtro tra ciò che entra in corpo e il corpo stesso.

Il microbiota che si forma nei primi mesi di vita, contribuirà a proteggere il bambino in tutta la sua vita.

È sempre in evoluzione, ma le radici restano quelle date nell’infanzia.

Oltre a questo incide sempre il patrimonio genetico dei genitori, certamente

Un mix di ingredienti che permette ai bambini di avere reazioni uniche a tutto!

Quando un batterio o un virus entra in contatto con il bambino si ritrova un forte sistema difensivo, una serie di filtri che il corpo del bambino aziona….dalla produzione di muco che avviene proprio a questo scopo, alla protezione intestinale che protegge da chi riesce ad oltrepassare le tante barriere

Si stima che circa 100 batteri e almeno 20 virus diversi tentino ogni giorno di entrare nel corpo del bambino

Immagina che lavoro costante e continuo fa il suo corpo

E immaginate quante volte questi riescono ad entrare ma il suo corpo li combatte, e nel farlo hanno fastidi che non possiamo comprendere ma di cui ci accorgiamo.

Ma tante altre volte, la maggior parte delle volte, neanche ci accorgiamo che qualche piccolo esserino è entrato nel suo corpo ed è stato gestito dal forte sistema immunitario che si sta creando!

Un sistema che cresce e si evolve ogni giorno, ad ogni attacco, e diventa sempre più forte!

Anticorpi che riceve grazie al latte materno, e che non potrebbe ricevere da nessun altro latte, donati da te a lui/lei dal tuo corpo e dalla tua storia immunitaria!

Prendere il latte materno quindi non vuol dire non ammalarsi mai!

Vuol dire donare al bambino la capacità di reagire con forza e con strumenti efficaci ad ogni attacco !

Per lo più non vediamo nulla!

E per chi riesce a colpire il bambino, la reazione è forte e tempestiva!

Un patrimonio genetico unito ad anticorpi e sostanze protettive trasmessi goccia dopo goccia attraverso un latte in continua evoluzione!

Pensa a quanto questo sia un super potere pazzesco! Sia per te, sia per il tuo bambino!

Si stima che un bambino allattato al seno possa gestire in generale ogni malattia in un tempo ridotto di oltre il 35% rispetto a chi non riceve latte materno!

E che sintomi ed effetti di ogni malattia siano mostrati e vissuti con meno forza!

Tutto questo per dirvi che ogni goccia conta!

Che state facendo ai vostri bambini un dono unico oggi e per la vita intera!

Sapevate tutto questo?

Condivido qui le parole di Natalia Camarda Pediatra e IBCLC, in un articolo scritto per la rivista Uppa

Latte materno e formule artificiali: quali differenze?

Il latte materno e le formule artificiali non sono affatto equivalenti. La loro composizione differisce infatti in maniera significativa per quantità e, soprattutto, qualità dei nutrienti

«Perché ti fissi con questa storia dell’allattamento? Tanto crescono bene lo stesso!»: è una frase che probabilmente abbiamo sentito, o detto, tante volte. L’opinione comune, infatti, è che il latte materno e le formule artificiali si equivalgano, per cui sarebbe pressoché lo stesso, per il bambino, assumere l’uno o le altre.

Per verificare questa affermazione, analizzeremo le principali differenze di composizione tra il latte materno e le formule artificiali, senza soffermarci sui vantaggi dell’allattamento e i rischi dell’alimentazione con formula. Ma iniziamo con po’ di storia…

Dagli anni ‘70 a oggi

Da cosa nasce la convinzione che siano uguali? Per capirne di più dobbiamo tornare agli anni ’70 del secolo scorso, quando ci fu il boom delle industrie produttrici di alimenti per l’infanzia. In laboratorio venne creato quello che si chiamava “latte artificiale” e le industrie sostennero che fosse addirittura migliore rispetto al latte materno. Le nostre nonne e le nostre mamme vennero bombardate da pubblicità che affermavano questa presunta superiorità e si assistette dunque a una crescita esponenziale delle vendite di prodotti per l’alimentazione artificiale. D’altronde, quale madre non vorrebbe il meglio per il suo bambino?

Oggi le cose sono un po’ cambiate e il termine “latte” viene riservato a quello prodotto da una madre per il proprio piccolo, mentre per i sostituti artificiali si parla di “formule”, così da sottolineare che non si tratta di sostanze uguali o simili al latte materno, ma di veri e propri composti creati in laboratorio a partire dal latte vaccino.

Le differenze nella composizione

Il latte materno è costituito da nutrienti specifici e perfetti per i piccoli della specie umana: vediamo quali sono e in che cosa differisce la composizione delle formule artificiali.

Proteine

Il contenuto di proteine nel latte materno è relativamente basso se paragonato a quello del latte di altri mammiferi, ma è ovviamente del tutto adeguato ai bisogni del bambino. Nelle formule artificiali di varie marche è progressivamente diminuita, nel corso degli anni, la quantità di proteine, e oggi è pari a quella contenuta nel latte materno (può trattarsi di proteine di origine animale o vegetale). La differenza sostanziale sta nella loro qualità. Nel latte umano, infatti, circa la metà delle proteine è destinata a essere digerita, trasformandosi in mattoncini per l’accrescimento dei vari organi e apparati, mentre l’altra metà è di tipo “funzionale”, svolge cioè diverse funzioni, soprattutto di tipo immunitario (anticorpi) ed enzimatico (attività antibatterica e volta alla digestione e all’assorbimento di altri nutrienti). È il caso per esempio della lattoferrina, una proteina enzimatica che favorisce l’assorbimento del ferro. Nelle formule artificiali questa tipologia di proteine, quando presente, non mostra la stessa efficacia. La proteina contenuta in maggior quantità nelle formule è la caseina, che tende a formare aggregati e rende il prodotto meno digeribile.

Grassi

Il latte umano ha un contenuto abbastanza elevato di grassi, i componenti che servono a fornire l’energia. La quantità di grassi varia nel corso di una singola poppata: aumenta man mano che questa si allunga, contribuendo alla sensazione di sazietà del bambino. I grassi del latte materno sono essenzialmente i cosiddetti DHA e ARA, acidi grassi a lunga catena fondamentali per lo sviluppo del cervello. Da quando questi nutrienti sono stati scoperti, le industrie produttrici di alimenti per l’infanzia hanno cercato di aggiungerli ai loro prodotti, ricavandoli soprattutto da microalghe. Tuttavia, nonostante le pubblicità martellanti, non ci sono studi scientifici a confermare che tali sostanze addizionate vengano davvero assorbite e svolgano la stessa funzione di quelle naturalmente presenti nel latte materno. Nelle formule si trovano grassi perlopiù di origine vegetale, come oli vegetali non nobili (palma, colza, soia, girasole). Le formule artificiali, inoltre, sono meno digeribili del latte materno, perché in esse manca la lipasi, una proteina funzionale che entra in gioco nella digestione dei grassi.

Carboidrati (zuccheri)

Il lattosio è lo zucchero principale sia nelle formule artificiali sia nel latte materno, e quest’ultimo ne è uno dei più ricchi in natura: gli zuccheri favoriscono la crescita del cervello e nessun mammifero, nei primi anni di vita, ha uno sviluppo cerebrale paragonabile a quello dei piccoli dell’essere umano.
Nelle formule artificiali mancano però gli oligosaccaridi, particolari zuccheri di cui fino a poco tempo fa si ignorava la funzione. Recentemente si è scoperto che servono a nutrire i batteri “buoni” della flora intestinale del bambino, permettendone un adeguato sviluppo.

Un latte su misura per ogni bambino

Ogni goccia di latte materno contiene più di 4.000 cellule, ferro, ormoni, vitamine, fattori di crescita. Non va considerato quindi un semplice alimento, ma piuttosto un tessuto vivente, come il sangue, completo di tutti i nutrienti necessari per una crescita sana ed equilibrata. Inoltre, si modifica continuamente: di mese in mese, di giorno in giorno, nel corso della stessa giornata e, come abbiamo visto, anche durante una poppata. Esiste una sorta di “comunicazione” costante tra il poppante e il latte materno, grazie alla quale quest’ultimo si adegua non solo ai bisogni specifici legati all’età, ma anche alle particolari esigenze di quel bambino.

Oggi sappiamo che il latte materno, oltre a essere specie-specifico, cioè adatto ai piccoli della specie umana, è anche individuo-specifico: ogni mamma produce un latte su misura, perfetto per il proprio bambino. Il suo sapore, poi, varia in relazione all’alimentazione materna, e questo aiuterà il piccolo ad accettare i nuovi odori e gusti della dieta familiare al momento dell’introduzione dei cibi solidi. È chiaro quindi che non esiste una formula artificiale paragonabile per qualità e benefici al latte materno, e proprio da questa constatazione nascono i numerosi sforzi per la difesa e la promozione dell’allattamento. Tuttavia è importante ricordare che la formula rappresenta l’alternativa più adeguata e sicura laddove l’allattamento non sia possibile o ci sia bisogno di un’integrazione (e non è disponibile latte materno tirato o donato). Sarebbe opportuno, forse, considerarla come un farmaco, da usare solo se strettamente necessario.

Natalia Camarda

Pediatra, Consulente IBCLC, insegnante massaggio infantile AIMI

Articolo scritto per UPPA

Allattare un bambino prematuro

Tra dubbi e possibilità

Allattare un bambino nato prima del suo tempo.

Allattamento e Prematurità

Quando si può definire un bambino “prematuro”?

Quando nasce prima della 37sima settimana

Esistono dei livelli di valutazione dei neonati.

L’indice di APGAR ci permette di classificare il benessere del bambino alla nascita.

Si basa su 5 criteri:

Frequenza cardiaca

Tono muscolare

Attività respiratoria

Riflessi

Colorito della pelle

Ad ogni voce viene dato un punteggio da 0 a 2. Il totale quindi può portare ad un punteggio da 0 a 10.

Si valuta dal primo al quinto minuto dalla nascita, e si ripete ogni 5 minuti se serve.

Nei bambini prematuri l’età gestazionale condiziona alcuni parametri come tono muscolare e respirazione (maturazione neurologica minore quanto più bassa è l’età gestazionale)

Viene dato un punteggio che divide in 3 categorie i neonati appena nati:

⁃ da 7 a 10 neonato normale vitale e sano

⁃ Da 0 a 6 neonato in condizioni gravi o gravissime

Questa valutazione è la prima valutazione che permette di valutare il benessere del bambino e il suo eventuale ricovero in Terapia Intensiva Neonatale (TIN).

I bambini che nascono prima della 37sima settimana vengono di norma portati in terapia intensiva per le dovute precauzioni.

Il tempo di permanenza dipende certamente dal grado di benessere valutato ma sopratutto dalla settimana di gestazione in cui è nato.

La maturazione di organi e apparati deve portarsi a termine in sicurezza e l’assistenza medica è strettamente necessaria.

Ecco che inizia il periodo intenso in cui i genitori sono fuori e il bambino resta dentro.

Una separazione che fa soffrire, che spaventa, che mostra tutte le fragilità del genitore ma anche l’immensa forza che esce fuori!

Una delle frasi più frequenti che si dice una volta superato il periodo di ricovero è “non so come abbia potuto farcela!”

Si, ce la state facendo!

Si, ce l’hai fatta!

Una forza che nasce dalla voglia di vedere il proprio bambino sano e sereno il prima possibile!

Una forza che si chiama “amore”

Un amore che non può paragonarsi a qualunque altro sentimento.

Un amore che ti fa capire quanto la vita sia un dono!

Un dono che tu hai donato al tuo bambino e che i medici fanno il possibile per accudire!

Si diventa una squadra

Tutti uniti verso lo stesso obiettivo: il benessere di un piccolo guerriero!

A questo scopo è necessario che madre e padre possano stare insieme al bambino, toccarlo, parlare con lui o lei

È necessario che venga data loro la possibilità di ESSERCI!

Non da dietro un vetro, ma in presenza.

Come poter avviare allattamento in un clima del genere?

Stando con il bambino ad orari

Con tutto lo stress che questo periodo porta con se

Serve supporto

Serve dare le giuste informazioni

Priorità:

⁃ Nutrire il bambino

⁃ Salvare la produzione

Il supporto principale riguarda l’attacco al seno guidato da un/una consulente allattamento esperto, mettendo in pratica dovuti accorgimenti affinché si favorisca attacco al seno e dovuto trasferimento di latte

Va stimolato e drenato il seno adeguatamente manualmente prima, e con tiralatte dopo se lo si preferisce.

Ogni 2 ore va drenato il seno e dato al bambino il suo latte

In quantità adeguata in base alle sue esigenze di crescita

Il latte materno meglio di qualsiasi altro alimento saprà rispondere alle esigenze del bambino, arricchendosi per natura delle sostanze necessarie anche in caso di nascita prematura! Un dono che vale ogni goccia!

Se scegli di allattare meriti tutto il supporto possibile!

Un bambino prematuro potrebbe avere difficoltà a gestire respirazione-suzione- deglutizione in modo ottimale.

La settimana di gestazione racconta già molto delle sue capacità.

E serve un supporto mirato affinché possa avere il suo latte.

Alla base di ogni avvio allattamento andrebbe favorito il contatto pelle a pelle!

Un contatto che non solo funziona in termini di terapia, regolando temperatura del corpo, riducendo battito cardiaco, facendo sentire il neonato al sicuro e quindi rilassando muscoli e respirando con calma… ma anche in termini di benessere generale sia del bambino che della madre nel vederli sereno grazie a lei!

Ecco un prezioso video che mostra come avviare allattamento con un bambino prematuro, video fornito da @Lalecheleagueitalia

6A – Allattare il tuo bambino prematuro o di basso peso

Alla diade serve questo!

E allora facciamo in modo che ci sia questa possibilità per ogni diade.

Non ostacoliamo, agiamo in questa direzione!

Come?

Dalla famiglia…che può incoraggiare e supportare i genitori in questo difficile momento

Magari con mente più lucida potrebbe ricercare informazioni e donarle ai genitori se non si riesce a far valere i propri diritti di presenza in TIN soprattutto per favorire avvio allattamento

Al personale sanitario…che sceglie di sapere come le normative si sono adeguate all’evidenza scientifica e che quindi constata e favorisce la vicinanza di genitori e bambini prematuri in terapia intensiva

Ai dirigenti medici…che certamente hanno l’obbligo di mettere il personale sanitario nelle condizioni di aggiornarsi e di seguire le indicazioni più aggiornate.

Tutti possiamo fare qualcosa

Anche tu!

La legge permette e riconosce il valore della presenza dei genitori per il bambino prematuro, precisando che è stato rilevato essere di grande aiuto al bambino il contatto e la presenza dei genitori in terapia intensiva neonatale per tutto il tempo necessario, nel rispetto delle cure del neonato e del lavoro dei medici, riconoscendo quanto la vicinanza dei genitori abbia effetti positivi su ogni terapia, e dando importanza all’allattamento e al rispetto dei suoi valori riconosciuti sia per la madre sia per il bambino.

A te che stai vivendo il tuo bimbo in Terapia Intensiva

A te che hai vissuto questa esperienza

Ti mando un forte abbraccio! E ti faccio i complimenti per tutta la forza che stai avendo o che hai

Sei fantastica! Spero tu ne sia consapevole!💪🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻❤️

Oggi

Ogni giorno

Sempre

Indice di Apgar – Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

senato.ithttps://www.senato.it › leg › DdlpresLegislatura 17ª – Disegno di legge n. 469 – Senato della Repubblica

quotidianosanita.ithttps://www.quotidianosanita.it › art…Neonati prematuri. Neonatologi: “Vicinanza genitori indispensabile anche durante l …

https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3091_allegato.pdf

https://www.ospedalebambinogesu.it/allattamento-materno-del-bambino-ricoverato-80504/

Ciuccio si o Ciuccio no? Difficile da inserire! Difficile da togliere!

Ciuccio si o Ciuccio no?

Difficile da inserire!
Difficile da togliere!

Alla base di tutto…addormentamento sereno!

Cerchi di trovare una alternativa al seno
E il bambino ha bisogno della suzione, soprattutto le prime settimane/ mesi di vita…
E poi…?
Poi succede che lo strumento ciuccio che ha conosciuto, diventa utile, fondamentale Ai suoi occhi! Soprattutto come associazione al sonno

E come ogni associazione al sonno, non è semplice cambiarla!

Dormo solo con il mio cuscino
Se c’è la tv accesa non riesco a dormire
Mi serve buio e silenzio
Dormo solo con pigiama pesante
La coperta non deve essere troppo spessa

Queste alcune associazioni al sonno di noi adulti
Un adulto riesce ad avere più associazioni al sonno, al contrario un bambino riesce ad averne solo una, e se la tiene ben stretta!

Ma un bambino come fa a conoscere le tante possibilità che ha?
Grazie a te
Sei tu a presentare lui le sue possibilità, e lo fai accompagnandolo nella crescita in tante dinamiche! Magari non ci fai caso, ma sempre e per istinto presenti lui le tante cose che può fare…
Per muoversi ad esempio
Nel linguaggio
Giocando insieme
Inserendo nuovo cibo

Grazie a te scopre cosa può fare e sceglie come farlo!
Lasciati guidare dal tuo istinto
Lascia che lui scopra cosa può fare grazie a te!
Il@potere del linguaggio, di uno sguardo e di un forte abbraccio sono sottovalutati, ma altamente efficaci!

Rispettare i suoi tempi vuol dire accogliere le sue emozioni, raccontargli come può rilassarsi in modi nuovi ed esserci quando il cambiamento lo spaventerà!
Esserci ❤️
Al tuo bambino interessa che tu sia con lui
Gli interessa sentirsi visto sentito e amato

Non cercare strategie o metodi!
Tu sai cosa serve fare! Lo sai perché conosci il tuo bambino! Temi di non riuscire perché ti serve incoraggiamento…eccolo!
Te lo sto dando!
Tu puoi fare tutto!
La diade che state costruendo da mesi è forte, connessa, unica!
E allora vai!

Il ciuccio Ei uno strumento di consolazione, lo è anche il vostro rapporto, e lo è in modo molto@più forte e intenso!

Fidati di te
Fidati di voi!

CIUCCIO SI O CIUCCIO NO?

“MIO FIGLIO RIFIUTA IL CIUCCIO, COME POSSO FARE?”

“VORREI TOGLIERE IL CIUCCIO AL MIO BAMBINO, MA NON SO DA DOVE INIZIARE”

Il tema “ciuccio” crea sempre mille perplessità nelle mamme

Nelle prime settimane di vita ci si rende conto che il bisogno di suzione è molto forte nel bambino, che la suzione aiuta a farlo calmare, gli permette di gestire tante sue difficoltà…

E allora entra in gioco il ciuccio pensato come “alleato” nella cura del bambino

Dopo il primo anno si prova a toglierlo e si riscontrano difficoltà, il bambino ha “imparato” a gestire tante dinamiche grazie al ciuccio, e non è in grado di comprendere che può farne a meno, non pensa proprio di doverne fare a meno! Spesso si muove e gioca con il ciuccio messo.

Si va avanti con l’età e arrivano i primi commenti…”ancora il ciuccio usa questo bimbo?!” “ma non sei troppo grande per il ciuccio?”

Tutti commenti che arrivano anche a chi prosegue allattamento oltre l’introduzione di alimenti, figuriamoci se non arrivano a chi supera il primo anno!

Tutti commenti che fanno sentire in colpa le mamme, che iniziano a chiedersi “dove sto sbagliando?”

E allora un giorno decidi di essere meno morbida, scegli di togliere il ciuccio da un momento all’altro, lo fai credendo di farcela e che questa sia la scelta giusta per tutti!

Una convinzione che spesso, forse sempre, mostra poi episodi di forte stress per la diade.

Da un lato un bambino inconsolabile e dall’altro una madre che forse si aspettava che lui potesse da solo trovare altre soluzioni per consolarsi, per sostituire uno strumento che conosceva da mesi e che lo ha aiutato per tanto tempo a gestire fastidi, sonno e tanto altro…

Siamo qui, oltre i 2 anni.

Il ciuccio è ancora presente, magari solo per dormire e nei risvegli, ma è qui. E pensare di toglierlo diventa stressante! Soprattutto adesso che il tuo bambino mostra le sue intenzioni con forza, che mostra le sue emozioni con forza, e che non accetta un NO.

A questa età il tuo bambino sta scoprendo la sua indipendenza, non più solo fisica ma anche mentale, decisionale!

Ecco perché a questa età inizia la selettività alimentare

Ecco perché a questa età iniziano gli scontri genitori-figli

Ecco perché a questa età diventa difficile gestire in generale ogni cambiamento.

Strumento valido ed efficace che spesso viene sottovalutato è il dialogo!
Si pensa che siano troppo piccolo per capire, e invece sono in pieno ascolto e tutto ciò che raccontiamo loro, noi che siamo i riferimenti primari, per loro conta! Sempre!

Altro fattore importantissimo da valutare riguarda gli effetti che il ciuccio ha sulla conformazione di bocca, palato e denti. Una conformazione che solo in parte si potrà correggere con interventi ortodontici e che potrebbe influenzare tanti aspetti della sua vita.

Linguaggio

Masticazione

Sorriso

E di conseguenza…digestione, aspetti psicologici legati al linguaggio e ad aspetto estetico

Effetti che certamente andrebbero evitati seguendo ciò che le linee guida ci raccontano.

Basandosi su studi e conoscenza della crescita di tutto il sistema buccale, cercando di evitare possibili conseguenze, le linee guida raccomandano di non andare oltre i 12 mesi con l’uso del ciuccio

E come si fa se non ci si riesce o se si arriva ben oltre questa età?

Ciò che puoi fare è:

  • Limitare al minimo l’utilizzo del ciuccio sia nel numero di volte in cui lo prende, sia nel tempo in cui lo tiene
  • Parlare con il tuo bambino, raccontargli che questo strumento va salutato e accompagnarlo in questo.
  • comprendere che potrebbe non prenderla bene questa scelta, aiutarlo e consolarlo con la consapevolezza che sai di fare il suo bene.
  • mostragli che ci sei! Che ogni volta che avrebbe richiesto il ciuccio lui può avere supporto ed essere consolato! Ha bisogno di questo!

Se stai allattando allora offri il seno in conforto senza temere che possa diventare un vizio, non lo è, non lo è mai stato e mai lo sarà.
Il seno è parte della relazione, ne è parte in modo sano ed efficace

Perché si introduce il ciuccio?

Per colmare il bisogno di suzione del bambino, bisogno legato alle tante difficoltà che la suzione gestisce.

Se stai allattando al seno potresti scegliere di non introdurlo affatto, in te lui trova tutto ciò che serve

Se stai dando il biberon potresti scegliere di utilizzare altri strumenti, solo nelle prime settimane di vita e sempre limitando il tempo di utilizzo: il tuo dito indice o medio per fargli fare suzione, una tettarella di forma allungata riempita di ovatta o dischetti trucco, offerta come se fosse il seno (“pace feeding”) e facendogli afferrare tutta la porzione di tettarella.

Limitare l’uso di questi strumenti alle sole volte in cui è assolutamente necessario, è importante!

Il ciuccio si introduce per “consolare”, per aiutare il piccolo a rilassarsi…

E cosa ti impedisce di trovare un nuovo modo per farlo rilassare?

Perché si pensa sia solo il ciuccio uno strumento valido e non un forte abbraccio, una voce calma che ti sussurra che andrà tutto bene, uno sguardo intenso unito a coccole in punti strategici come testa, viso, schiena, gambe….?

Cerca di dare il biberon il modo ottimale, facendo pause e rispettando i suoi tempi e le quantità che lui sceglie di mangiare in un certo momento. Anche facendo così soddisfi i suoi bisogni di suzione, una suzione più efficace e da lui gestita, in un tempo più ampio. Si tende a dare biberon e a farglielo finire in pochi secondi…

Cerca di limitare il ciuccio ai momenti in cui per entrambi risulta uno strumento valido, ma allo stesso tempo contemporaneamente presentagli nuove forme di “associazione al relax”

Esempi: una bambola/un bambolotto che possa abbracciare nel suo lettino, una copertina del sonno, oppure dei gesti come abbracciarsi, movimento del corpo stando sdraiati, qualunque strumento possa farvi stare comodi, e che rispettino le esigenze di entrambi

Non esiste una strategia valida se non si tenta di fare qualcosa.

Inizia, muovi un passo verso questo cambiamento…e poi saprai se quella strategia è valida oppure se serve cambiare qualcosa.

Stare fermi non permette di cambiare nulla!

Il bambino “da solo” non può muoversi, serve accompagnarlo.

Gli serve avere la sua mamma accanto.

E’ grazie al tuo esserci che saprà fare tutto!

Le sue possibilità può scoprirle grazie a te
Presentagli le alternative
Dagli tempo
E saprete vivere insieme il cambiamento!

Lasciati stupire dal potere del dialogo e di un abbraccio.
Sei il suo tutto!

I primi 3 mesi. “Luna di latte”. La prima volta di ogni cosa

Eccolo, è nato.

Finalmente puoi vedere e stringere tra le braccia il cucciolo che hai portato in grembo per mesi.

Finalmente puoi vederlo e annusarlo e toccarlo…

Il tuo cuore vive così tante emozioni che a volte sembra debba scoppiare!

E’ tutto così grande!

Talmente grande da farti sentire piccola, forse non del tutto preparata, e ti chiedi se sarai in grado di prenderti cura del tuo piccolino o della tua piccolina

Ansia, tanta ansia.

Sto sbagliando qualcosa? E’ la domanda che più ti risuona nella mente

E poi arriva la stanchezza, prepotente si presenta e sembra non voglia più lasciarti.

Una stanchezza così non l’avevi mai provata!

Ed ecco che tutto quello che credevi di poter fare, diventa irraggiungibile.

Aspettative e desideri che si scontrano con la realtà

Una realtà in cui ti senti incapace, non organizzata, demotivata

E chi ti sta intorno potrebbe non comprendere a pieno ciò che provi.

O non come ti aspetteresti…

E questo ti destabilizza ancora di più.

Tutti sembrano esperti, tutti sembra che sappiano meglio di te come far stare bene il tuo bambino.

Questo ti sconforta, e anche se pensi “certo, hanno più esperienza di me perché sono già genitori”, in realtà ti chiedi se mai riuscirai ad essere “capace” di fare la mamma!

Incoraggiamento

Supporto

Sostegno

Informazioni

Tempo e spazio senza interferenze

Aiuto in casa e per i pasti

Complicità e comprensione nella coppia

Ecco gli ingredienti necessari affinchè tu possa vivere al meglio la “luna di latte”

Quello che adesso sai con certezza è che diventare genitori stravolge tutto.

Tutto!

E che ogni aspettativa in questi primi momenti, sembra davvero non fattibile.

Si tratta di un nuovo inizio!

Tu riuscirai a fare tutto!

Tu riuscirai a gestire casa, bambino, persone..

Tu viaggerai

Tu tornerai a lavoro

Tu starai bene!

E questo articolo lo scrivo per raccontarti che queste emozioni che provi, le tue incertezze, il tuo sentirti inadeguata, altro non sono che la dimostrazione più forte di quanto sei madre, e di quanto cerchi di fare del tuo meglio per il tuo bambino.

E’ il contesto in cui ti trovi che amplifica tutto

E’ il sentirti sola e non compresa che fa sembrare tutti più capaci di te nell’accudire il tuo bambino

Ma in realtà nessuno può comprendere di cosa lui o lei abbia bisogno prima e meglio e di te

E soprattutto, al tuo bambino servi tu! Ha bisogno di te più che di chiunque altro!

E’ il contesto in cui ti trovi che amplifica tutto

E’ il sentirti sola e non compresa che fa sembrare tutti più capaci di te nell’accudire il tuo bambino

Ma in realtà nessuno può comprendere di cosa lui o lei abbia bisogno prima e meglio e di te

E soprattutto, al tuo bambino servi tu! Ha bisogno di te più che di chiunque altro!

Di questo mondo in cui si ritrova non conosce nulla

Si rende conto da subito che anche se tutto è cambiato intorno a lui/lei, ci sei tu sempre li

In te riconosce casa!

Riconosce il tuo odore

Riconosce la tua voce

Riconosce persino il tuo battito cardiaco, che per mesi ha sentito dentro di te

E’ grazie a te, al tuo esserci, al contatto, che si rende conto di poter gestire questo grande cambiamento!

La connessione e unione mamma-bimbo è un potere immenso.

E durante la “luna di latte” si scopre questo potere!

Un tempo in cui ci si riconosce, ci si ambienta in questa vita insieme.

Un tempo in cui tutto cambia, tutto va adeguato ad una nuova te, non più solo donna ma anche madre.

Un tempo che ogni diade merita di vivere in modo sereno.

Senza interferenze

Perché chiunque si sentirà in dovere di darti consigli, basandosi sulla propria esperienza e nella convinzione di fare del bene aiutandoti così.

E tu ti sentirai insicura. E crederai di non avere latte, di non sapere come calmarlo, di non capire di cosa ha bisogno, di non essere in grado di farcela.

Ma in realtà tu hai un istinto forte, fortissimo! Se sai dargli valore, se saprai ascoltare ciò che per natura ti guida da madre, in ogni momento saprai cosa fare.Va

Scegli di chi circondarti, scegli di avere riferimenti e supporto, creati la tua rete di salvezza! Ti serve! Te la meriti!

Certamente avrai dei momenti in cui stanchezza e dubbi potrebbero avere il sopravvento, e allora il tuo partner sarà per voi un rifugio, un conforto, un sostegno.

Diventare genitori stravolge ogni cosa, e spesso la coppia ne risente.

Siete entrambi sulla stessa barca

Siete entrambi stravolti

Siete entrambi in ansia affinche il bambino possa avere il meglio sempre

Ed entrambi siete importanti per la cura del vostro piccolo. In modi diversi, ma entrambi necessari.

Tu mamma accudisci il tuo piccolo, lo nutri attraverso il tuo corpo, te ne prendi cura giorno e notte e scopri quanto si possa essere necessari e dipendenti da altri, un amore sconfinato oltre ogni aspettativa.

E poi il padre, che ha il potere di far sentire la diade protetta, al sicuro da ogni cosa, di non far mancare loro nulla. Un dono che ogni diade merita.

Ma che non sempre si può avere.

E allora più che mai serve avere un villaggio, crearsi un contesto che possa insieme a te accudire il benessere del piccolo ma anche il tuo. 

Un villaggio che sappia comprendere e rispettare i bisogni di una madre, che sta svolgendo al meglio il proprio ruolo ma che ha certamente bisogno di sapere sempre che può contare su qualcuno, che sta andando alla grande, che va tutto bene. 

Un villaggio che sappia darti modo di connetterti con te stessa quando ti senti persa.

Partner o non partner

Che ci sia sempre o solo a volte

Meriti il tuo villaggio!

#sonoquiperte #nonseisola

Voglio darti alcune informazioni utili sugli argomenti che più di altri possono destare preoccupazione o far sorgere dubbi nei neo genitori:

– Sonno del bambino

– Come gestire allattamento e come capire che va tutto bene

– Il sovraccarico serale. Cosa cambia dalla terza settimana.

– Come gestire il pianto. Quando si tratta di coliche

Nei primi giorni di vita il bambino ha bisogno di dormire 16-18 ore ogni 24h.

Una esigenza di sonno che potrebbe sembrarti eccessiva, e potresti raccontare che il tuo bambino non dorme così tanto, perché sta sempre al seno e sempre sembra avere fame.

In realtà mentre sta al seno, mentre fa suzione, per la maggior parte del tempo sta dormendo!

Nel tuo grembo il bambino dormiva facendo suzione 24/24h! 

Sapevi che era così?

La suzione è un bisogno del bambino, attraverso cui si nutre ma non solo. Grazie alla suzione rilassa i muscoli, gestisce il suo sonno, gestisce digestione, ed anche le sue emozioni. Un gesto che per il bambino è assolutamente necessario. 

Allattando ti rendi conto che soddisfare questo bisogno richiede un attaccamento praticamente costante, sono pochi i momenti in cui riuscirai a stare senza lui o lei attaccato al seno.

E questo ti porta a pensare che forse qualcosa non va,  che stai sbagliando qualcosa.

Davvero tutto il tuo tempo deve trascorrere in questo modo? Avendo il piccolo in braccio e attaccato al seno sempre o quasi?

Ti rispondo raccontandoti che il tuo bambino il primo mese, solo il primo mese di vita, ha bisogno di avere 1litro-1,2 litri di latte al giorno. Inoltre per stare al seno utilizza oltre 25 muscoli tra viso e collo, quindi si stanca spesso, e fa tante pause.

Osservandolo potrai notare che la sua suzione cambia, da momenti in cui è attiva e collegata alla deglutizione, a momenti in cui è lenta e rilassata.

Questo porta il bambino a stare al seno per un tempo lungo per arrivare ad avere il suo latte. Proprio perché stancandosi e facendo pause, serve più tempo per arrivare a saziarsi.

Non stai sbagliando nulla!

Non c’è nulla che non va!

I suoi bisogni sono questi al momento, ma tu non potevi immaginare si trattasse di questo!

Per gestire al meglio il vostro tempo insieme è molto utile non rincorrere il tempo.

Cerca di non programmarti mille cose da fare

Cerca di non pensare al “prima” 

Cerca di non importi la capacità di fare tutto e al meglio

Ti ritrovi la sera a chiederti come mai non sei riuscita a fare nulla di quello che avresti voluto fare

Penserai di non essere in grado di farcela…

E invece puoi fare tutto! Devi solo darti un po’ di tempo!

Non avere fretta!

In questo momento la vostra connessione è necessaria ad entrambi.

Il tuo bambino si mostrerà sereno e appagato

E tu saprai riconoscere i suoi segnali, saprai comprendere i suoi bisogni, saprai soddisfarlo e questo ti renderà forte, appagata, serena!

Il mondo può attendere.

Adesso è qui che serve stare. 

Se riesci a liberarti da pensieri e aspettative, ti ritroverai esattamente dove vorresti essere.

Non c’è nulla di meglio per te che vedere il tuo bambino sereno e beato, e sapere che il suo benessere è legato a te!

Una sensazione unica di forza!

Scegli di darti la possibilità di scoprirlo!

Questa forza poi crescerà nel tempo, sempre di piu!

Resta connessa con il tuo bambino e scoprirai i tuoi poteri.

Il sonno del bambino è per il 75% REM, quindi leggero. Quel sonno che ti fa riposare ma che ti permette di sentire cosa c’è intorno a te. Un sonno che facilmente si interrompe con rumori forti, o a causa del sentirsi soli e non a contatto, perché per natura si è in allerta!

In caso di pericolo ci si sveglia e si cerca conforto!

Questo ci insegna la natura, in questo modo il bambino saprà mostrare di cosa ha bisogno sempre, e i genitori potranno capirlo e aiutarlo a stare bene sempre.

Ci saranno pochi momenti di sonno profondo, ti accorgerai della differenza.

Il bambino nasce senza avere un ritmo circadiano, una distinzione consapevole tra il giorno e la notte. Inoltre non produce melatonina, una sostanza utile al sonno. La riceverà grazie a te, al latte che produci. Inizierà a produrla dal terzo mese circa.

Per gestire al meglio il suo sonno gli serve essere guidato.

Crea una distinzione tra il giorno e la notte con luci, suoni e contesti diversi.

Accompagnalo nel suo sonno ai primi segnali, senza forzare la sua veglia. In queste prime settimane ha bisogno di dormire tanto e spesso. Noterai che i momenti di veglia aumenteranno nel tempo gradualmente.

Il giorno favorisci contatto e nutrimento al seno spesso.

La sera/notte dalle 18.30-19 riceverà grazie al latte un picco di melatonina, inizia la sua notte!

Limita gli stimoli esterni, abbassa le luci, cambia stanza se serve. Favorisci il relax. Sdraiatevi e mettetevi comodi.

Aspettati dunque un momento di sonno più lungo, ma aspettati che abbia bisogno di mangiare anche la notte.

Spesso il bambino mostra stress il pomeriggio e la sera, soprattutto dalla terza settimana dal parto in poi. E anticipare questi momenti, favorire il riposo quando serve, eviterà ad entrambi momenti di stress difficili da gestire.

Detto questo, potrebbe capitare un momento di stress al bambino, un pianto inconsolabile e che dura a lungo. E crederai che qualcosa non vada!

Anche in questo caso, chi ti sta intorno può essere per te fonte di grande conforto!

E per quando credi di non farcela, allora cedi il bambino a chi con te se ne prende cura. Respira profondamente, ripercorri la giornata e valuta come è andata dai pannolini al benessere generale. Renditi conto che quello è un momento sfidante, ma è solo un momento!

Quindi torna in contatto con lui o lei, calmalo grazie ai tupi strumenti più potenti:

SUZIONE, MOVIMENTO E CONTATTO. Dosa questi strumenti di volta in volta. Una volta calmato, saprà stare al seno e rilassarsi. E domani andrà meglio, andrà sempre meglio!

La sera il tuo latte cambia, si arricchisce di grassi e diventa più denso. Avrai la sensazione di averne meno, in realtà cambia la sua composizione perché si adegua alle sue esigenze di riposo maggiore e permetterà ad entrambi di riposare, stando accanto e allattando da sdraiati.

Fidati di te!

Quando piange e sembra inconsolabile, non pensare di non avere latte perché non smetti di produrre latte da un momento all’altro! Il bambino vivrà la sua emozione, e poi si calmerà. Ha bisogno di te per questo.

Sei il suo tutto! Sempre.

Possono esserci difficoltà in allattamento, certo.

Il primo segnale che racconta che qualcosa andrebbe ottimizzato è il dolore al seno.

Il benessere del bambino racconta se sta bene.

E inoltre i suoi pannolini mostrano come sta andando il trasferimento di latte, 5-6 pannolini almeno in 24h, pipì chiara e inodore e feci giallognole e cremose.

Tutti strumenti che permettono di valutare andamento allattamento sempre.

Al primo segnale che qualcosa non va, non esitare a chiedere aiuto. Il vostro benessere vale tanto e nessuno deve sopportare niente!

Termino parlandoti delle coliche.

In realtà ti ho già raccontato che può capitare di notare stress nel bambino soprattutto pomeriggio e sera e che questo racconta la sua stanchezza. Tutto questo viene spesso, se non sempre, raccontato come “il mio bimbo ha le coliche, e calmarlo non è facile!”

Comprendere e sapere come agire quando il tuo bambino piange non è facile! Lo so!

Siete insieme da poco, vi state conoscendo, state conoscendo l’uno dell’altro i segnali del vostro corpo, i bisogni, e state capendo come agire momento dopo momento.

Serve tempo!

La fretta è nemica!

In te c’è tutto cio che serve al tuo bambino per stare bene!

Fidarsi di questo non è sempre facile, ma queste parole spero possano aiutarti a vivere al meglio momenti sfidanti.

Sei fantastica!

Sei in grado di accudire il tuo bambino meglio di chiunque altro!

E per tutti quei momenti in cui pensi che non sia così, fai riferimento al tuo villaggio, cerca le tue risposte e ottieni l’incoraggiamento che meriti!

Ti abbraccio