Come funziona il sonno dei bambini?

Uno dei motivi che più destabilizza i genitori nella crescita dei bambini è il sonno. I primi giorni a casa il bambino in pratica mangia e dorme, e si riesce anche a metterlo giù in culla durante le sue dormite diurne e notturne. Un atteggiamento del bambino che di certo fa sentire il genitore soddisfatto, competente, in grado di fare il genitore! Ci si rende presto conto che il bambino cambia. Passano i giorni, le settimane, e il sonno del bambino sembra essere disturbato, interrotto spesso fa risvegli, qualcosa è cambiato, ma cosa? Cosa non permette al bambino di riposare bene, di stare nella sua culla mentre dorme? Per quale motivo vuole stare in braccio sempre e piange dopo poco che lo metti giù?

Il primo pensiero è legato alla fame…”di certo se non dorme bene è perché ha fame”. Allora chi da formula in biberon o latte estratto dal seno ma in biberon, pensa di aumentare le dosi. Per chi allatta al seno pensa di non avere abbastanza latte. Incertezze che nei giorni diventano paure, paure che si colmano solo integrando con altro latte. E allora il bambino dormirà di più, o meglio…riuscirà a stare giù in culla più di prima. Allora era la fame a tenerlo sveglio! Certamente dormirà più di prima , perché è ipernutrito, al punto da abbattersi nel sonno con pesantezza…

Hai presente quando a natale o per le feste in generale ci sono quelle cene in cui si mangiano più portate, e che alla fine ti fanno sentire pesante, non riesci a muoverti, hai difficoltà a fare tutto…? Hai presente quella sensazione? Ecco, il bambino nutrito oltre le sue esigenze si sente così. E non va bene sentirsi così! Non va bene nutrire oltre le esigenze che per natura si è portati a rispettare. I bambini nascono competenti, sanno ascoltare le loro esigenze e sanno capire di cosa hanno bisogno. Per ottenere ciò che gli serve, il bambino mette in pratica tutto ciò che conosce di se, il pianto, contorcersi, muovere testa bocca e mani così da mandare segnali che possano essere colti, e trovare dunque soddisfazione. I bambini nascono competenti e hanno anche esigenze legate a riflessi istintivi del loro corpo, come il riflesso di suzione. Un riflesso che li porta a gestire con difficoltà il flusso di latte che scende da un biberon, rispetto al flusso del latte del seno, perché la portata di latte che arriva è diversa, e mentre al seno impara a gestire la suzione affinché abbia o meno il latte di volta in vola, al biberon ogni movimento provoca discesa di latte, sempre! Quindi fermarsi diventa difficile, non semplice come al seno. Ad un certo punto il bambino si addormenta e si ferma al biberon, così il flusso smette. Al seno invece cambiando il movimento di suzione, gestisce fame, sete, relax…

Il sonno del bambino è legato all’alimentazione? Certamente si! Se non si è appagati dal nutrimento non si dorme bene, se non si dorme in modo adeguato si accumula stanchezza che poi diventa stress, pianto, difficoltà a gestire tutto ma anche a nutrirsi serenamente. E il genitore vive momenti molto sfidanti,crede di sbagliare tutto, si convince di non essere adeguatamente “bravo” come genitore, crede di non capire cosa serve al suo bimbo. Il sonno dei bambini è uno dei modi per comprendere come stanno, è uno dei tasselli del quadro generale. Un quadro che ci racconta come sta, come cresce, come vive la sua crescita momento dopo momento, giorno dopo giorno.

Cosa aspettarsi sul sonno dei bambini? Nessuno ci prepara adeguatamente al grande cambiamento che si vive diventando genitori, nessuno ci racconta che uno dei primi segni del cambiamento è legato al sonno. I risvegli notturni dei bambini sono necessari, sia per istinto di sopravvivenza nel rendersi conto di essere protetti e al sicuro spesso, sia per nutrimento. Nei primi 6 mesi di vita in cui il latte è l’unico nutrimento che si assume, l’esigenza del bambino di nutrirsi la notte è di almeno 2-3 momenti. Per notte si intende dalle 20:00 alle 6:00 del mattino orientativamente, facendo riferimento agli orari di sonno e veglia che mediamente vengono mantenuti in questo range di età. Oltre ai risvegli notturni per il nutrimento, ci sono i risvegli “di guardia” così lo ho chiamati, risvegli utili a soddisfare il bisogno di suzione al seno o con il ciuccio che magari si era perso dormendo, ma anche per accertarsi di avere accanto i propri riferimenti. Per natura la solitudine non piace, per natura serve contatto e presenza, e sempre per natura l’uomo ha bisogno di aiuto per sviluppare le sue competenze. Sapere, accogliere ed aiutarsi in questo credo aiuti ad affrontare tutto con meno stress. Essere preparati aiuta la mente ad adattarsi al cambiamento con più semplicità, a viverlo con la consapevolezza del “posso farcela!”.

Durante la notte aspettati questo: addormentamento, “risveglio di guardia” dopo 1 oretta circa e addormentamento veloce; 2-3 ore di sonno consecutive; poppata e riaddormentamento sereno; altre 2-3 ore di sonno; poppata e risvegli più frequenti da qui in poi. Mantenere assetto notturno fino all’orario di sveglia è molto importante, quindi luci basse, voci basse, restare a letto, nessuno stimolo, anche se il piccolo sta sveglio.

Durante il giorno aspettati questo: dal risveglio dopo la notte, entro 1 oretta-1 oretta e mezza vorrà di certo fare il primo riposino, poi da 0 a 3 mesi aspettati momenti di veglia minimi, a volte pochi minuti altre fino a mezzoretta, dal 3-4 mese in poi aspettati momenti di veglia più lunghi fino a 2 orette, poi riposino. La chiave per gestire al meglio sonno e veglia è anticipare la troppa fame offrendo il seno non oltre le 2 ore-2 ore e mezza da ultima poppata, e anche il troppo sonno cercando di farlo rilassare massimo entro 2 ore da ultimo risveglio. Riposini diurni che nelle prime settimane dureranno anche 2 ore, si ridurranno a mezz’ora/45 min-1 ora tra il 3 e il 5 mese. E così avanti fino a tardo pomeriggio, un momento che spesso si presenta come difficile da gestire sia per bambini che per i genitori. Si accumula stanchezza, si metabolizza tutto il vissuto e tutti gli stimoli avuti durante la giornata, e spesso si crede che dormire nel tardo pomeriggio possa poi far tardare la messa a letto serale. Invece è proprio il contrario!!!

I bambini nei primi 3 anni di vita crescono più velocemente che in tutta la vita, una velocità che comporta cambiamenti frequenti e veloci e un accumulo di stress direi inevitabile a volte. Anche in questo caso sapere credo possa aiutare. Crescere non è facile, richiede impegno, si affrontano davvero tanti ostacoli, tanti cambiamenti fisici e neurologici molto importanti! Stare al passo con questa informazione può far comprendere quanto conti stare accanto ai nostri piccoli, accogliere le loro difficoltà non come vizi o capricci, non sanno neanche di cosa si tratta, ma come esigenze reali, difficoltà che si trovano ad affrontare e che necessitano di aiuto, supporto e accoglienza!

Tornando al sonno, il tardo pomeriggio è necessario assecondare un riposino chiamato “power nap” proprio perché dona potere, rigenera, permette di arrivare sufficientemente riposati per poi affrontare la notte in modo ottimale. Quindi la troppa stanchezza fa riposare male. Arrivare alla sera adeguatamente riposati permette poi di dormire meglio la notte! Verso le 18:30-19 potresti notare l’esigenza del bambino di riposare, 30-45 min, assecondalo! Una volta sveglio dopo un’oretta-un’oretta e mezza sarà porto per andare a letto! Ti sembra strano? Lo so, ma è proprio così! Sarà pronto per la notte. E poi inizia la sua notte e varrà ciò che ho scritto prima.

Fidati di ciò che senti. Fidati di ciò che il tuo bambino ti dice attraverso segnali del suo corpo! Un istinto che è forte e che merita ascolto! Il sonno dei bambini è legato a risvegli frequenti perché così la natura vuole.

Inoltre scatti di crescita e cambiamenti nella routine quotidiana possono influire sul sonno. Si tratta di momenti che arrivano e poi vanno via.

Crescendo tutto cambia, e cambierà anche il sonno. Sonno rem (più leggero) e sonno non rem(più profondo) avranno i loro tempi e i cicli di sonno che nei piccoli sotto i 12 mesi durano max 45 min e poi ne ricomincia un altro, dureranno di più ma soprattutto sapranno addormentarsi in modo indipendente, sicuri di non essere soli, certi di essere al sicuro! Stai vivendo il suo momento di crescita più difficile e anche il più breve. Se ci pensi bene si tratta di una fetta di vita minuscola, intensa ma minuscola! Forza a te!

Pubblicato da gangiuli

Consulente professionale allattamento IBCLC, Insegnante di massaggio infantile, Educatrice prima infanzia in formazione. Ideatrice progetto "la mamma sei tu"

Una opinione su "Come funziona il sonno dei bambini?"

  1. Articolo utilissimo…sapere che i risvegli notturni del mio bimbo sono normali e sapere cosa aspettarmi nel corso della giornata mi sta aiutando a capire meglio i suoi ritmi e ad assecondarli con più serenità ❤️

    Piace a 1 persona

Lascia un commento