Diventare genitori stravolge ogni equilibrio Al di là di ogni aspettativa
Capita spesso che la coppia ne risenta Ci si credeva di farcela insieme, ma poi arriva la realtà che racconta una storia in cui ogni genitore crede che l’altro possa e debba fare di più…
Sì innesca spesso un meccanismo per cui la madre si sente unica e sola in grado di prendersi cura del piccolo, che richiede molto attaccamento e non se lo aspettata fosse così…
E il partner che si sente spesso poco utile, non sa cosa può fare per aiutare la propria donna, che vede così diversa, che sente così distante. La connessione della diade mamma-bimbo può spaventare il partner. Al punto da creare distanza.
Quello che spesso capita è che si pretenda dall’altro di più… Più di quanto si stia facendo o dicendo… Si pretende dall’altro di essere come sei tu, così da poterci essere per il bimbo “allo stesso modo”.
Ma come questo potrebbe essere possibile?!!
Non esiste persona uguale ad un’altra. Non esiste persona che provi le stesse emozioni nello stesso momento di un’altra Ci si può comprendere Ci si può connettere Si resta comunque diversi, per natura. Il vissuto di ognuno di noi, il carattere formato, ma anche l’amore e i sentimenti…tutto questo incide
Si potrebbe iniziare da qui… Dalla consapevolezza dell’essere diversi Ma anche dalla consapevolezza che entrambi potete arrivare al bambino, esserci, far sentire la vostra presenza e il vostro amore!
Il primo passo da fare quando una coppia non si sente più coppia è agire… Non attendere che l’altro agisca! Punta al benessere, agisci tu! L’orgoglio è un freno! Serve un cambiamento? Allora togli il freno!
Perché credere che solo l’altro debba agire diversamente? Che solo all’altro spetti fare qualcosa! Perchè non agire per se ancora prima che per l’altro?
“Ciao amore, mi manchi! Mi manca stare con te come prima, mi mancano i tuoi sguardi, mi mancano le tue mani su di me. Stasera ti va di fare un bagno in vasca con noi? Lo so che l’arrivo del bambino ha cambiato tutto, ma nel mio cuore non è cambiato cosa provo per te! Ho bisogno di te! Allattare ed esserci per il bambino mi prende a 360gradi, e credo che tu ti senta isolato da noi… invece non lo sei! Pensi a noi, lo so. Lavori ogni giorno, la sera sei stanco lo vedo. Sono stanca ne ache io! E se penso che presto dovrò rientrare a lavoro mi viene l’ansia, non ho idea di come farò a lasciare nostro figlio! Come farà lui senza di me?
Se ti va anziché andare a letto presto, potremmo stare un po’ sul divano insieme, mangiamo una pizza e stiamo vicini! Guardaci! Guarda il tuo piccolo mentre sta al seno, lui ha tutto ciò di cui ha bisogno. Il nostro allattamento è un dono! Il tuo bambino sta bene grazie a questo, sta avendo il miglior nutrimento al mondo. Ho bisogno del tuo supporto, non voglio sentirmi sola! Ci sono momenti in cui credo che tu non voglia che allatti…e mi dispiace tanto. Perché a me piace farlo, mi sento appagata e poi vedo come grazie a me lui sta bene! Vorrei lo vedessi anche tu! Si, ci sono momenti in cui non so perché si comporta in certi modi…ma poi passano. Ho bisogno che tu mi dica che posso farcela!
Fammi sentire amata, vista, ascoltata come hai sempre fatto! Ho capito che abbiamo ruoli diversi, non devi pretendere da te di essere me. Se riesci a tenere il piccolo ogni tanto io posso ricaricarmi un po’. E poi questo fine settimana usciamo! Andiamo a passeggiare al mare… Ti va? Ti va se ricominciamo a parlare?!! Sono qui, ti ascolto e so bene che puoi sentirti poco utile. Ma credimi, non lo sei! E l’ho capito! Si, il bambino ha catturato la mia mente e il mio corpo. Ma anche tu hai catturato il mio cuore…tanto tempo fa! Non dimentico nulla di noi, nulla!!!
Forse non sono fisicamente disponibile adesso, ma posso amarti in 1000 modi, voglio farlo!
Arriverà il momento in cui potremo riconnetterci, lo so! Ma adesso serve che accidiamo lui. Ha bisogno di noi come l’aria che serve per respirare! Di noi, di me e di te!
Attaccatelo addosso e proverai in emozione unica! Senti la sua pelle sulla tua, passeggia con lui, e scoprirai che sei padre tanto quanto io sono madre!
👉🏻Poppate distratte Hai superato l’avvio del vostro allattamento. Hai conosciuto e affrontato con mille dubbi i primi scatti di crescita del tuo bimbo. Hai trovato un equilibrio più o meno nella gestione della vostra routine.
Ecco che un pomeriggio il tuo bambino inizia ad avere un atteggiamento al seno che ti porta a pensare ad uno scatto di crescita…ma qualcosa è diversa da ciò che hai visto finora…
🙄fa attacca e stacca dal seno 🙄sembra volere il seno, ma si stacca e si gira e poi si vuole attaccare dinuovo Ma lo fa velocemente e quindi provi fastidio al seno dopo poche ore che fa così 🙄ti chiedi se si stia nutrendo abbastanza, perché non lo vedi stare effettivamente al seno a poppare per qualche minuto 😕risvegli notturni come sempre, ma fatica a riaddormentarsi
Anche in questa occasione vi dico che… Non state sbagliando nulla!
Iniziano le “poppate distratte”. Si apre un nuovo capitolo della vostra storia. E lo scriverete insieme…
State vivendo la sua crescita ormai da qualche mese, ma ti sorprendi come se fosse il primo cambiamento che vivete!
Ogni volta che crediamo che nostro figlio non si nutra abbastanza, entriamo in modalità “campanellino” Quel campanellino fa tin tin nella nostra testa e ad ogni tin risuonano le domande che abbiamo, i dubbi e le incertezze!
Serve fermarsi un attimo!
È importante riuscire a ritrovare la razionalità. In questo il partner può aiutare molto. Ecco perché condividere le informazioni che si acquisiscono è importantissimo. In momenti meno lucidi uno dei due della coppa è sempre più lucido dell’altro e questo aiuta a ritrovare la via!
Adesso che il tuo bimbo ha circa 4 mesi, avendo affrontato e superato tante dinamiche insieme e tanti cambiamenti, “tu sai”
Tu sai che.. 👉🏻ogni volta che hai dubbi sul fatto che si nutra abbastanza nei primi 6 mesi in cui il latte è l’unico nutrimento, sono i pannolini a raccontarci come sta, quanto mangia, se è idratato. Quindi se hai dubbi monitora i pannolini in 24h e vedrai che il tuo bambino è ormai in grado di nutrirsi e di soddisfare i suoi bisogni in modo fantastico!
👉🏻hai ormai un’idea delle volte in cui cerca il seno durante il giorno, ma ora noti che quegli orari non esistono più… Distraendosi il tuo piccolo sta al seno in modo diverso. Ma nelle 24h saprà prenderai il suo latte! Fidati di lui Fidati di te
👉🏻il suo bisogno di te è sempre tanto. Si, si distrae, ma ha sempre il bisogno primario di stare con te. Noti adesso che hai difficoltà anche a metterlo giù in culla durante il giorno Noti che la notte ha bisogno di contatto per più tempo Noti che anche quando va in braccio agli altri spesso piange perché vuole te Questo ti fa piacere, tanto piacere, ma allo stesso tempo ti fa sentire limitata nel fare tutto! Anche una semplice doccia Perché quando lo senti piangere non riesci ad ascoltare passiva, e la doccia dura pochi secondi perché devi tornare dal tuo piccolo in lacrime
👉🏻è sempre stato con il suo papà, e hai potuto farti aiutare almeno la sera, quando il tuo compagno o compagna torna da lavoro, per fare qualcosa in casa, per prenderti cura di te, per cucinare qualcosa… Ma adesso il piccolo sembra non voler stare molto neanche con il tuo partner… E lui o lei, il partner, risente molto di questo e prova emozioni contrastanti, si sente poco utile, sente di non fare abbastanza, sente di essere indietro nel rapporto con il piccolo rispetto a te
Tu vivi tutte queste dinamiche in pochi giorni E ti sovraccarichi di emozioni non espresse, ma anche di “vorrei ma non posso” che pesano nella mente, tanto🥺
E arriva la sera… E la giornata diventa una zaino pesante sulle tue spalle, e non sai come gestire tutto Ti chiedi come facciano gli altri Ti convinci che stai sbagliando qualcosa…
Questo momento arriva prepotente Le poppate distratte destabilizzano spesso le diadi mamma-bimbo Chi più chi meno, vive questo cambiamento ponendosi domande e credendo che sia nel latte la causa.. “Se davo il biberon forse non vivevo momenti così…”
Chi di voi non se lo è chiesto almeno una volta?
L’essere attratti dal mondo esterno, capire e notare che oltre te mamma c’è altro, fa parte della crescita di ogni bambino. Al di là di come viene nutrito. Tu che allatti te ne accorgi così, ma ogni madre vive con il proprio bambino questo momento della crescita!
Gestire la notte dopo una giornata così diventa più difficile Il piccolo ha bisogno di dormirti addosso in pratica A volte neanche accanto a te riesce a stare se non poche ore In culla non se ne parla proprio🤯. I risvegli notturni ti mostrano le sue nuove competenze come se fosse giorno. Si alza sulle gambe, rotola, si siede. Gesti che nel farlo lo svegliano più del normale, e quindi anche addormentarsi richiede più tempo!
Cosa puoi fare?
❤️monitora i pannolini e constata che si sta nutrendo adeguatamente, questo rasserena sempre
❤️dedica al momento della poppata un momento in cui le distrazioni esterne a voi sono minime. In questo momento anche una mosca distrae il bambino e lo fa staccare dal seno. Un gioco o la tv o rumori vari provocheranno il suo staccarsi dal seno e spesso anche per tanto tempo. E quindi poi cercherà il seno più spesso per recuperare. Se potete appartarvi, sarebbe meglio. La notte è in generale quando dorme si nutrirà con più serenità.
❤️Se hai altri figli, creare un momento per voi durante la poppata potrebbe essere più difficile. E spesso a casa sei sola con loro💪🏻
❤️Provaci, parlando con il tuo bimbo più grande. Dai valore al dialogo, è un mezzo petente! Chiedigli aiuto! Fallo sentire utile, partecipe. Serve calma per mangiare, poi si gioca.
❤️Potresti utilizzare una collana per mantenere l’attenzione del tuo bimbo a te. Una collana allattamento, oppure una che hai già. Qualcosa che possa afferrare e catturare vista e attenzione.
❤️Le compressioni al seno sono un valido aiuto per ottimizzare la poppata ed agevolarle il latte, così da assicurarti che anche se in poco tempo, si sta nutrendo.
Evita di fare compressioni se hai un riflesso di emissione forte 💪🏻❤️potresti infastidirlo e portarlo a staccarsi dal seno
❤️La sua suzione al seno diventa sempre più efficace, quindi fidati delle sue capacità!cambia il suo modo di stare al seno, cambierà ancora crescendo! Fidarsi l’uno dell’altro vi aiuterà!
❤️La notte quando si sveglia e sembra voler giocare, mantieni assetto notturno. Luci basse, voce bassa, portalo vicino a te, cullalo, stringilo. Questi momenti passeranno. Lui imparerà a gestire le sue nuove competenze fisiche. Tornerà a dormire più a lungo, anche meglio di prima. Vedrai.Può capitare adesso che poi la sveglia la mattina per lui sia più tardi, proprio perché svegliandosi e stando sveglio perde sonno. Ma poi recupera. Valuterai se servirà svegliarlo prima qualora la qualità della giornata in generale dovesse stravolgerai e nel rispetto dei suoi bisogni.
👉🏻Arrivano I 6 mesi I segnali di prontezza per iniziare ad introdurre altri alimenti ci sono! E si comincia
Ti rendi conto presto che il tuo bimbo sta cambiando ancora…
Digerire altri alimenti richiede capacità nuove, che lui deve maturare Fastidi Pianti, soprattutto quando arriva il momento di fare pupù
Ma non solo questo. Questa età porta con se tante nuove scoperte per lui e per te. Scoprirete il cibo insieme. Lo accompagnerai in questo viaggio e sarà stupendo potergli far mangiare cibo sano, alimenti naturali. Saranno assaggi le prime settimane. Ma va bene così, è giusto così. Dagli tempo e andrà bene. Osservalo e asseconda i suoi bisogni, fidati di lui come hai fatto fino ad ora!
E la notte?
Beh…la notte diventa una incognita La digestione certamente influisce Sta vivendo qualcosa di nuovo, quindi si rifugia in te che se il suo porto sicuro Lo senti richiedere il seno più spesso la notte ma anche dopo che assaggia altri alimenti.
“Quando chiederà meno il seno e mangerà di più?”
Domande come questa ti gireranno nella mente
Si apre un altro capitolo. Di cui ti parlerò.
Per ora viviti questo momento intenso. Ora sai che è un momento, che passerà, e che ne arriveranno altri. E sai anche che insieme potete davvero superare tutto! Questa consapevolezza in te diventa sempre più forte!
E anche stavolta ti chiedi se percaso stai sbagliando qualcosa…
Ormai stai capendo che avere dubbi e chiedersi come fare del proprio meglio fa parte dell’essere genitore… Ma direi che dimostra anche che sei fantasticamente genitore Presente Attento Disponibile E stanco, si Sei anche stanco
Ma poi ti sorride alle 3 di notte e tu ti ricordi che quel cucciolo ha bisogno di te per stare bene E allora ti arrendi a quell’amore così incondizionato Senza se e senza ma Amore puro e semplice
E ce la fai! Riesci a farcela sempre Ogni giorno
Ma ricorda! Una madre ha bisogno di restare connessa con se stessa prima di connettersi con chiunque altro. Se senti che questa connessione sia distante, se credi di non sentirla più… Cerca l’aiuto che meriti Prenditi un attimo per ritrovarla Tornerai carica e saprai esserci al meglio per i tuoi figli, per il tuo partner, per te stessa 💪🏻❤️
Siamo nello stesso mare Non sei sola Mai Goccia tu Goccia io
Uno dei motivi che più destabilizza i genitori nella crescita dei bambini è il sonno. I primi giorni a casa il bambino in pratica mangia e dorme, e si riesce anche a metterlo giù in culla durante le sue dormite diurne e notturne. Un atteggiamento del bambino che di certo fa sentire il genitore soddisfatto, competente, in grado di fare il genitore! Ci si rende presto conto che il bambino cambia. Passano i giorni, le settimane, e il sonno del bambino sembra essere disturbato, interrotto spesso fa risvegli, qualcosa è cambiato, ma cosa? Cosa non permette al bambino di riposare bene, di stare nella sua culla mentre dorme? Per quale motivo vuole stare in braccio sempre e piange dopo poco che lo metti giù?
Il primo pensiero è legato alla fame…”di certo se non dorme bene è perché ha fame”. Allora chi da formula in biberon o latte estratto dal seno ma in biberon, pensa di aumentare le dosi. Per chi allatta al seno pensa di non avere abbastanza latte. Incertezze che nei giorni diventano paure, paure che si colmano solo integrando con altro latte. E allora il bambino dormirà di più, o meglio…riuscirà a stare giù in culla più di prima. Allora era la fame a tenerlo sveglio! Certamente dormirà più di prima , perché è ipernutrito, al punto da abbattersi nel sonno con pesantezza…
Hai presente quando a natale o per le feste in generale ci sono quelle cene in cui si mangiano più portate, e che alla fine ti fanno sentire pesante, non riesci a muoverti, hai difficoltà a fare tutto…? Hai presente quella sensazione? Ecco, il bambino nutrito oltre le sue esigenze si sente così. E non va bene sentirsi così! Non va bene nutrire oltre le esigenze che per natura si è portati a rispettare. I bambini nascono competenti, sanno ascoltare le loro esigenze e sanno capire di cosa hanno bisogno. Per ottenere ciò che gli serve, il bambino mette in pratica tutto ciò che conosce di se, il pianto, contorcersi, muovere testa bocca e mani così da mandare segnali che possano essere colti, e trovare dunque soddisfazione. I bambini nascono competenti e hanno anche esigenze legate a riflessi istintivi del loro corpo, come il riflesso di suzione. Un riflesso che li porta a gestire con difficoltà il flusso di latte che scende da un biberon, rispetto al flusso del latte del seno, perché la portata di latte che arriva è diversa, e mentre al seno impara a gestire la suzione affinché abbia o meno il latte di volta in vola, al biberon ogni movimento provoca discesa di latte, sempre! Quindi fermarsi diventa difficile, non semplice come al seno. Ad un certo punto il bambino si addormenta e si ferma al biberon, così il flusso smette. Al seno invece cambiando il movimento di suzione, gestisce fame, sete, relax…
Il sonno del bambino è legato all’alimentazione? Certamente si! Se non si è appagati dal nutrimento non si dorme bene, se non si dorme in modo adeguato si accumula stanchezza che poi diventa stress, pianto, difficoltà a gestire tutto ma anche a nutrirsi serenamente. E il genitore vive momenti molto sfidanti,crede di sbagliare tutto, si convince di non essere adeguatamente “bravo” come genitore, crede di non capire cosa serve al suo bimbo. Il sonno dei bambini è uno dei modi per comprendere come stanno, è uno dei tasselli del quadro generale. Un quadro che ci racconta come sta, come cresce, come vive la sua crescita momento dopo momento, giorno dopo giorno.
Cosa aspettarsi sul sonno dei bambini? Nessuno ci prepara adeguatamente al grande cambiamento che si vive diventando genitori, nessuno ci racconta che uno dei primi segni del cambiamento è legato al sonno. I risvegli notturni dei bambini sono necessari, sia per istinto di sopravvivenza nel rendersi conto di essere protetti e al sicuro spesso, sia per nutrimento. Nei primi 6 mesi di vita in cui il latte è l’unico nutrimento che si assume, l’esigenza del bambino di nutrirsi la notte è di almeno 2-3 momenti. Per notte si intende dalle 20:00 alle 6:00 del mattino orientativamente, facendo riferimento agli orari di sonno e veglia che mediamente vengono mantenuti in questo range di età. Oltre ai risvegli notturni per il nutrimento, ci sono i risvegli “di guardia” così lo ho chiamati, risvegli utili a soddisfare il bisogno di suzione al seno o con il ciuccio che magari si era perso dormendo, ma anche per accertarsi di avere accanto i propri riferimenti. Per natura la solitudine non piace, per natura serve contatto e presenza, e sempre per natura l’uomo ha bisogno di aiuto per sviluppare le sue competenze. Sapere, accogliere ed aiutarsi in questo credo aiuti ad affrontare tutto con meno stress. Essere preparati aiuta la mente ad adattarsi al cambiamento con più semplicità, a viverlo con la consapevolezza del “posso farcela!”.
Durante la notte aspettati questo: addormentamento, “risveglio di guardia” dopo 1 oretta circa e addormentamento veloce; 2-3 ore di sonno consecutive; poppata e riaddormentamento sereno; altre 2-3 ore di sonno; poppata e risvegli più frequenti da qui in poi. Mantenere assetto notturno fino all’orario di sveglia è molto importante, quindi luci basse, voci basse, restare a letto, nessuno stimolo, anche se il piccolo sta sveglio.
Durante il giorno aspettati questo: dal risveglio dopo la notte, entro 1 oretta-1 oretta e mezza vorrà di certo fare il primo riposino, poi da 0 a 3 mesi aspettati momenti di veglia minimi, a volte pochi minuti altre fino a mezzoretta, dal 3-4 mese in poi aspettati momenti di veglia più lunghi fino a 2 orette, poi riposino. La chiave per gestire al meglio sonno e veglia è anticipare la troppa fame offrendo il seno non oltre le 2 ore-2 ore e mezza da ultima poppata, e anche il troppo sonno cercando di farlo rilassare massimo entro 2 ore da ultimo risveglio. Riposini diurni che nelle prime settimane dureranno anche 2 ore, si ridurranno a mezz’ora/45 min-1 ora tra il 3 e il 5 mese. E così avanti fino a tardo pomeriggio, un momento che spesso si presenta come difficile da gestire sia per bambini che per i genitori. Si accumula stanchezza, si metabolizza tutto il vissuto e tutti gli stimoli avuti durante la giornata, e spesso si crede che dormire nel tardo pomeriggio possa poi far tardare la messa a letto serale. Invece è proprio il contrario!!!
I bambini nei primi 3 anni di vita crescono più velocemente che in tutta la vita, una velocità che comporta cambiamenti frequenti e veloci e un accumulo di stress direi inevitabile a volte. Anche in questo caso sapere credo possa aiutare. Crescere non è facile, richiede impegno, si affrontano davvero tanti ostacoli, tanti cambiamenti fisici e neurologici molto importanti! Stare al passo con questa informazione può far comprendere quanto conti stare accanto ai nostri piccoli, accogliere le loro difficoltà non come vizi o capricci, non sanno neanche di cosa si tratta, ma come esigenze reali, difficoltà che si trovano ad affrontare e che necessitano di aiuto, supporto e accoglienza!
Tornando al sonno, il tardo pomeriggio è necessario assecondare un riposino chiamato “power nap” proprio perché dona potere, rigenera, permette di arrivare sufficientemente riposati per poi affrontare la notte in modo ottimale. Quindi la troppa stanchezza fa riposare male. Arrivare alla sera adeguatamente riposati permette poi di dormire meglio la notte! Verso le 18:30-19 potresti notare l’esigenza del bambino di riposare, 30-45 min, assecondalo! Una volta sveglio dopo un’oretta-un’oretta e mezza sarà porto per andare a letto! Ti sembra strano? Lo so, ma è proprio così! Sarà pronto per la notte. E poi inizia la sua notte e varrà ciò che ho scritto prima.
Fidati di ciò che senti. Fidati di ciò che il tuo bambino ti dice attraverso segnali del suo corpo! Un istinto che è forte e che merita ascolto! Il sonno dei bambini è legato a risvegli frequenti perché così la natura vuole.
Inoltre scatti di crescita e cambiamenti nella routine quotidiana possono influire sul sonno. Si tratta di momenti che arrivano e poi vanno via.
Crescendo tutto cambia, e cambierà anche il sonno. Sonno rem (più leggero) e sonno non rem(più profondo) avranno i loro tempi e i cicli di sonno che nei piccoli sotto i 12 mesi durano max 45 min e poi ne ricomincia un altro, dureranno di più ma soprattutto sapranno addormentarsi in modo indipendente, sicuri di non essere soli, certi di essere al sicuro! Stai vivendo il suo momento di crescita più difficile e anche il più breve. Se ci pensi bene si tratta di una fetta di vita minuscola, intensa ma minuscola! Forza a te!
Hai un figlio di tre anni circa. Hai superato un avvio allattamento doloroso, notti in cui dormivi poco, molto poco, rispetto alle tue esigenze, consigli e pareri da parte di parenti e amici che volevano aiutarti e consolarti invece ti buttavano giù e ti facevano venire mille dubbi in più. Hai superato scatti di crescita, hai superato tanti ostacoli… Ma hai anche vissuto momenti indimenticabili, da quando lo hai tenuto su di te per la prima volta, al rientro a casa, agli sguardi, gli abbracci, l’amore incondizionato e senza limiti, hai conosciuto gestito e affrontato emozioni nuove e contrastanti, amore infinito e paure costanti, per tutto. Paura di sbagliare, paura di non risucire, paura di non essere all’altezza. Quella creatura dipendeva totalmente da te, lo sapevi, ma viverlo è tutt’altra cosa. E’ una cosa che spaventa. Capisci da subito che genitori si diventa, ogni giorno un pò di più… ecco, sei qui, al punto in cui la tua forza da genitore è cresciuta, sei consapevole, sei in grado di gestire il tuo bambino, lo conosci e sai come prenderlo dal verso giusto se vive momenti di stress. Tutto questo ti porta a pensare a quanto sia meraviglioso potergli donare un fratellino o una sorellina…perchè tu e il tuo uomo vorreste una famiglia numerosa, vi sentite pronti e scegliete di riprovare. E’ amore. E’ voglia di rivivere emozioni che vi hanno lasciato il segno nel cuore. E’ consapevolezza che dona potere. Scegliere di avere un secondo figlio è un gesto d’amore grandissimo! Verso voi come coppia, e verso il primo bimbo o bimba avuto che avrà un compagno di viaggio nella vita, un nuovo membro della famiglia. Ma oltre a tutto questo esce fuori il timore di non riuscire ad amare il secondo figlio come il primo, “davvero quelle emozioni così forti, quell’amore così potente è possibile provarlo di nuovo e allo stesso modo?” Un dubbio che molte mamme si tengono tra se e se, quasi con la paura di poterlo dire ad alta voce, o che possa poi essere una verità… E ci siamo…arriva la gravidanza, arriva il parto, arrivano le emozioni forti…si scopre sin da subito che tutto è come lo ricordavi, ma allo stesso tempo tutto è diverso! molto diverso! Ti rendi conto subito che il bambino o la bambina che stai stringendo ti guarda in modo diverso, si muove in modo diverso, e quelle paure che temevi di vivere…sparite! L’amore ti pervade, ti avvolge, senti di essere madre di nuovo. Ogni figlio ci porta in un mondo unico, non esiste gravidanza uguale, non esiste un bambino uguale all’altro! Lo scopri ogni giorno, lo vivi, lo senti. Atteggiamenti, abitudini, allattamento, nulla è paragonabile alla precedente esperienza, tranne le paure e le forti emozioni. Un contrasto che ci investe e ci permette di scoprire e di superare tutto, davvero tutto! non esiste nulla che una madre non possa fare per il proprio figlio, un potere immenso. Che però a volte necessita di sostegno, supporto, presenza da parte di chi ti ama. momenti di confusione, caos, in cui tu madre ti senti persa, sola, non capita. Credevi di sapere tutto, di poterlo rifare. E puoi! ma come ogni post parto, serve tempo! tempo per capire il cambiamento che stai vivendo, tempo per conoscere una creatura che era dentro di te ed ora tieni in. braccio, e sai che dipende da te totalmente. ma ora c’è anche un altro bambino che ha tanto bisogno della sua mamma, che mostra atteggiamenti di attaccamento, richiesta del seno a volte anche se un allattamento era terminato, richiesta di presenza della mamma che si dedica così tanto alla sorellina o fratellino, tanto da sentirne la mancanza. una mancanza che se non gestita con ascolto e rispetto per quelle emozioni, può portare il bimbo a risentirne, a dare la colpa al nuovo arrivato, e quindi a mostrare atteggiamenti di sfida, di pianto, reazioni forti senza apparente motivo..E gestire un allattamento a richiesta, contatto costante e continuo con il bimbo/a, per il tuo bimbo grande è forte, troppo forte se non preparato, se non hai aiuto, se non sapevate che sarebbe stato così… Tutto questo è forte da vivere! La madre dopo il parto ha sbalzi ormonali importanti, servirebbe supporto, presenza, consapevolezza di tutto questo prima dell’arrivo del bambino o bambina. Servirebbe un corso che ci prepari a questi nuovi cambiamenti, un corso che possa mostrare alla coppia ma anche al bambino, attraverso un dialogo consapevole, cosa aspettarsi, come comportarsi, i loro nuovi ruoli. Se la famiglia c’è e scegliamo di coinvolgerla, anche i parenti dovrebbero partecipare alla raccolta di queste info. Un percorso insieme. Ecco cosa farebbe la differenza. Ecco cosa davvero ci aiuterebbe a gestire tante piccole grandi crisi che potremo vivere. Il sapere. Quando hai atteso il primo bambino ha seguito corso pre parto, possibilmente ti sei confrontata con ogni mamma in attesa o che avesse figlio da poco per avere più informazioni possibili, magari hai letto libri…perchè non farlo anche per i secondi, terzi figli??? Lo si comprende qusnto sia importante questo cambiamento solo dopo, dopo che tutto accade. E ci si trova impreparati, si crede di fallire. si pensa di non farcela. il tempo donerà conforto, ok, ma nel frattempo, la qualità dela vita non vale? la nostra serenità non vale? Vale per il primo figlio, vale anche per i successivi. Emozioni diverse, cambiamenti diversi. Spero di potervi dare un mio contributo a questo presto…Work in progress…. nel frattempo, cercate informazioni utili atrraverso i vostri riferimenti professionali e non, informatevi sui gruppo fb con altre mamme, cercate di trovare testi da leggere. Cerca le tue informazioni! te le meriti. un abbraccio a tutti voi!
Quante volte ci guardiamo intorno e speriamo che qualcuno ci chieda come stiamo e di cosa abbiamo bisogno…?!? Quante volte guardiamo il nostro uomo e speriamo che dallo sguardo, dal nostro profondo sguardo, capisca che abbiamo bisogno di aiuto, di comprensione, di coccole…ma senza chiedere. Ci aspettiamo anzi pretendiamo che lui agisca perché ci ama, perché è impossibile non capire che abbiamo bisogno di qualcosa, perché chiunque lo capirebbe… e stiamo lì ad attendere un passo, una parola, un gesto…che non arriva mai quando vorremmo. A volte non arriva proprio. E nasce in noi la delusione, la tristezza e anche la frustrazione perché ci sentiamo affaticate come se stessimo gareggiando in corsa, anche se siamo ferme e non stiamo facendo nulla se non guardare e cercare di farci capire da gesti o emozioni espresse in qualche modo. Una fatica mentale legata al cercare di farci capire, senza risultato. Ma perché farci questo? Perché aggiungere questo carico a tutto ciò che una madre vive diventando madre? Pretendere di per se non è mai un bene, volere dagli altri che agiscano come noi vorremmo non porta a nulla, mai. Io agisco per me, ognuno di noi è unico e diverso oltre alle tante differenze che per natura distinguono uomo e donna. L’uomo davanti ad un problema trova la soluzione più semplice e che abbia un risultato più immediato. La donna invece cerca la soluzione che ritiene più adeguata e prova in ogni modo a realizzarla, anche se può servire tempo. Questo spesso porta ad incomprensioni… un esempio su tutti è avere qualche difficoltà in allattamento, per l’uomo è più semplice dire “diamo il latte artificiale, non soffrire più!”, per la donna no, cercherà di fare tutto ciò che può per allattare perché sa quanto sia importante. Diversi modi di agire ma diversi modi anche di amare. Lui vuole proteggerti a modo suo. Tu non ti senti capita. Siete diversi per natura ma è amore! Non lo vedi ma ti sta amando! Parlate comunicate non pretendete di rivedere voi stessi nell’altro, non avrete mai un risultato che vi soddisfi. Se avete bisogno di aiuto chiedetelo, se avete dubbi sull’amore dell’altro ditelo, quando arriva un bacio o una coccola e state bene ditelo. Dite a voce che amate, che siete arrabbiate, che non vi piace qualcosa, che siete grati…parlare è la soluzione. Trattenere è faticoso snervante e impone una forza in più che davvero non ci aiuta. Ci meritiamo il meglio, e il meglio da noi stessi lo otteniamo condividendo le emozioni con chi amiamo. Oltre ad aiutare noi stessi, mostriamo al nostro bimbo un modo di agire fantastico. Trasparente. Onesto. Serenità prima di tutto.
La voglia di diventare mamma Il desiderio di diventare papà Sono emozioni che si provano dentro, personali, uniche A volte è un bisogno Un bisogno legato al proprio vissuto Un bisogno legato a come ci si sente vendendo altri genitori con i loro bimbi
Poi l’amore Fisico Passionale Coinvolgente L’amore verso la creazione della vita dona emozioni uniche Non è più solo fine a se stesso, al piacere, al bisogno di contatto e unione personale Ora è un bisogno verso qualcosa che ancora non esiste, ma già è li, in noi.
Ecco È adesso che sei diventato genitore È in questo momento che hai scelto e che speri di sentire presto dentro di te la vita, speri che la tua donna possa portarla in grembo. È in questo momento che ti chiedi…come sarò da genitore?!?
Tutto parte da qui Tentativi Emozioni A volte stress perché il tempo spesso non accontenta le nostre aspettative Ma poi quando arriva Quando sai che in te, nella tua compagna, c’è vita… Allora la tua mente realizza e idealizza tutto. Sei già avanti di mesi con la mente Ma ancora un fiore appena sbocciato che deve risplendere… E risplenderai…
Le vite continuano Il lavoro continua Tutto va avanti E anche la vita in te cresce La senti Condividi le tue emozioni e sensazioni con il tuo partner Tutto è magia Tutto è fantastico
Paura, si Ma voglia di conoscere il tuo cucciolo sempre più forte Sarò in grado? Riuscirò ad accudirlo?
Inizi a vedere la tua pancia cambiare Inizi a informarti sul corso preparto da seguire Perché sai che per vivere al meglio il parto devi saperne di più…
È adesso che si inserisce la possibilità di avere accesso a tante informazioni utili che possono donarvi una consapevolezza che forse non sapevate neanche di dover ricercare.
È adesso, dal settimo mese in poi…che davvero la vostra realtà va verso un grande grandissimo cambiamento Ma non ne siete davvero consapevoli Non credete, non pensate neanche, che potrà sconvolgere le vostre vite sotto tutti i punti di vista.
Eppure è così Come far nascere l’esigenza del sapere in chi non crede, non sa, di dover sapere tante tante cose su ciò che si vivrà ?!?
Chi ci spiega il travaglio e il parto? Le ostetriche sono il primo approccio alla realtà che stiamo per vivere! Sono la finestra da cui iniziamo a vedere il nostro bimbo, almeno nella mente Perché ci raccontano cosa vivremo, a cosa andiamo incontro E possono dirci anche che non finisce lì…
PROGETTO ALLATTIAMO INSIEME nasce per questo Per accompagnare la consapevolezza che si raggiunge con il corso pre parto su travaglio e parto anche oltre… I primi giorni a casa Le prime emozioni Le prime situazioni da gestire Pianto Sonno Allattamento La coppia
Tutto nuovo ma tutto gestibile con molta consapevolezza…o di certo molto più di quanto si credeva
Allora possono sorgere domande, allora forse si sviluppa in voi la voglia di saperne sempre di più La voglia di crearsi una rete di sicurezza La voglia di scoprire cosa davvero ci serve a casa dopo il parto
Perché tutti ce la fanno, è vero Ma ora sai che puoi scegliere COME farcela Questo dipende solo da voi
http://www.lamammaseitu.wordpress.com Scarica il pdf☝🏻 Leggilo piano piano nei giorni 10 pagine al giorno basteranno… E datti il tempo di entrare in una nuova dimensione della tua vita Che tu sia madre Che tu sia padre Scoprite come comportarvi tra di voi Come accudire il bambino grazie alla vostra unione Come l’allattamento possa essere vissuto con serenità da subito
Un progetto che è un percorso… Leggendo si entra nel nuovo mondo e se ne acquisisce consapevolezza. E poi ti senti più forte
Marika Novaresio, Consulente Professionale per allattamento Ibclc, Vice Presidente Associazione “Custodi del femminino”
Francesca Garofalo, Presidente de La Leche League
Dott.ssa Valeria Conte, Pediatra
Dr Andrea Parri, Pediatra e Prof presso Scuola di Specializzazione in Pediatria presso l’Università di Siena
Dr Antonio Maiorana, Ginecologo Ostetrico e Chirurgo in Ginecologia
Dr Dario Pipitone, Radiologo
Rosaria Amato, Ostetrica
Emanuela Imparato, Ostetrica
Dott.ssa Irma Saverino, Dietista
Gabriele Ottavi, Osteopata neonatale e pediatrico, fisioterapista
Daniele Marzano e Mickol Lopez, Genitori di tre bimbi e ideatori di “Guida senza patente”
Ilaria Cinefra, Consulente Babywearing e Presidente Associazione Babywearing Italia
Samantha Mazzilli, peer supporter e Doula
Alessia Guinci, mamma alla pari, insegnante di inglese e madre di due gemelli
Maria Chiara Spadoni, Presidente Associazione Custodi del femminino, operatrice olistica materno infantile, peer supporter, doula, insegnante di yoga e posturale
Mauro Terranova, Avvocato, ha curato la registrazione del progetto alla SIAE e mi ha fornito preziosi consigli legali e pratici sulla diffusione e protezione del progetto
E collaborazioni con scrittori e professionisti che hanno reso disponibile i loro articoli e citazioni dai loro testi
Giorgia Cozza, scrittrice e giornalista
Elena Formisano, Pedagogista e scrittrice
Noemi Zenzale , Psicologa
Carla Scarsi, Consulente de La Leche League Italia, Responsabile delle relazioni esterne per LLLItalia, giornalista scientifica
Paola Negri, IBFAN Italia Firenze
Adriano Cattaneo, IBFAN Italia Trieste
Martina Carabetta, Consulente Ibclc, fondatrice “Latte e Coccole” Centro allattamento a Roma
Grazie de Fiore, Consulente Ibclc, Consulente Babywearing
Dr Carlos Gonzales, Pediatra e Scrittore
Dr Alessandro Volta, Pediatra e Scrittore
Alessandra Bortolotti, Psicologa perinatale e Scrittrice
Katia Micheletti, Consulente Ibclc, in video per “Genitori Channel”
Le Nove Lune Centro medico
Ministero della Salute
Organizzazione Mondiale della Sanità OMS
Unicef
Suid e Sids Italia Onlus
Associazione Italiana Consulenti Professionali in Allattamento Materno – aicpam
Ringrazio di cuore ogni persona che ha contribuito a creare il mio progetto, ognuna di loro per me è un riferimento, ognuna di loro per me è fonte di sostegno. Ogni loro parola scritta per il progetto, o anche citata da loro articoli o testi, ha reso questo testo unico nel suo genere. Ho dato forma alla mia idea grazie al lavoro di chi ogni giorno si spende per noi mamme, per noi famiglie, e che ci informa oltre che darci sostegno. Grazie di tutto!
E’ sera. Entrambi siete stati a lavoro, oppure uno di voi a casa e l’altro a lavoro, chi più ore chi meno, siete stanchi. I bambini sono stati a scuola, poi con nonna poi con babysitter…oppure sono stati con te tutto il giorno…. Giornate e ritmi uguali che si ripetono, e il tempo passa, sfugge. Con esso sfuggono via i tuoi pensieri, i tuoi bisogni, l’ascolto che meriteresti di avere. E si va avanti…
E se lasci i tuoi figli per alcune ore pensi a quanto ti sei persa di loro, della loro crescita.
E se stai con loro a casa tutto il giorno, pensi a quanto ti sei persa della tua vita, del tuo tempo, delle tue possibilità…
In ogni caso, insoddisfazione, senso di colpa e una serenità che si va viva a tratti
Tu genitore reprimi tutto questo dentro…
Tu madre credi di stare sbagliando tutto, sempre. Poi ci sono attimi in cui il bambino ti guarda, ti sorride, ti abbraccia, vuole solo te, e allora ti ricordi che tuo figlio sa chi sei, sa che la mamma sei tu, anche se sta con te tre ore al giorno in totale, lui lo sa!
Tu padre sei l’uomo, senti il peso che da te dipende la famiglia (la società ci insegna questo!) Senti il peso della responsabilità e vivi l’assenza di libertà come un sacrificio. Uscire con amici quando ti pare, guardare in TV quello che vuoi al volume che vuoi, mangiare sul divano, stare attento a come parli, ai tuoi gesti…Tu senti il cambiamento dentro di te, ma lo vivi come se fosse momentaneo, “passerà, loro cresceranno e passerà…”. Ogni giorno però te lo devi ricordare. Poi arrivano quei momenti, quelli che non hai programmato e che vivi perchè accadono, fatti di sorrisi, gioco, sguardi, amore dimostrato e dato, senza se e senza ma…e la meraviglia dell’essere padre sboccia in tutta la sua potenza.
Capita peró di sentirsi sopraffatti da tutto, è tutto più grande di te. La casa da gestire, la cena da preparare, bambini da mettere a letto con storie da raccontare, spesa e bollette, commissioni varie, una relazione da preparare per il lavoro, e magari una doccia da fare…prima che tra poche ore ricominci tutto da capo.
E’ tutto troppo… ed esplodi!
Non esiste un vero motivo causa della tua esplosione, è l’insieme di tutto. Perchè un genitore reprime spesso ciò che prova, rimanda l’ascolto verso se, pensa che tanto passa, tutto passa. ma poi tu, tu persona, hai delle esigenze, hai delle emozioni, tu esisti oltre tutto questo…e quella sera esplodi.
Urli, gesticoli, non sei affatto gentile con i bambini ne con il tuo compagno o compagna. E’ andata, stai sfogando così tutto lo stress che hai dentro…
Davvero non c’era una alternativa a questo? Davvero è solo questa la possibilità di sfogo che hai?
Il valore, il rispetto, l’ascolto che dai a te stesso sono FONDAMENTALI per vivere. Non importa se sei o meno genitore, importa che tu stia bene! Quindi ora dopo che sei esploso, ora che tutti dormono, fermati. Scrivi ciò che vorresti, desideri reali, pratici…esempio: un bagno caldo, una passeggiata, vedere amici, un momento da sola/o con il mio uomo o con la mia donna….cose vere! Quando hai finito, rileggi ciò che hai scritto…domani quando ti sentirai a telefono con il tuo uomo o la tua donna raccontagli queste parole, quello che hai scritto, chiedi anche a lui o lei di farlo, e poi…E poi si tratterà solo di organizzarsi. E’ così semplice? si lo è.
Parlare con se stessi, parlare con chi amiamo è la chiave per molti problemi.
Esempio: “vorrei tanto avere 1 ora per me questo fine settimana”. Parla con tuo marito, potrebbe stare lui con i bambini, o se avete aiuto in famiglia potrebbero stare con loro. Si crede spesso che un papà solo con bimbi piccoli si possa perdere…non è vero affatto! Un uomo si scopre padre, così come la donna. Deve averne la possibilità. tu avrai la tua ora, il tuo compagno scoprirà quanto è in gamba con i bambini, e poi insieme sarete più forti.
Voi siete fantastici! lo siete! non importa se lavorate 4 ore oppure 8 ore al giorno. Quello che importa, ciò che fa davvero la differenza, è riuscire a sentirvi! Voi coppia mandatevi messaggi, cercate di sentirvi a telefono, come quando eravate fidanzati, un modo semplice dolce ma efficace di far sentire all’altro che ci siete, e in quel momento non c’è nessun altro, solo voi. La sera quando vi ritrovate dedicatevi uno sguardo intenso, che sappia trasmettere quanto ti è mancata la tua metà, quanto adesso vorresti stare accoccolato con lei o lui sul divano. Un bacio, un dolce bacio sentito, non di quelli a stampo rubati al volo, un bacio con contorno di sguardo e abbraccio. Un bacio in cui l’uno sente l’altro.
Quando vi vedrete stasera mostrate a voi stessi ma anche ai vostri bambini “l’Amore”.
Dite ai vostri figli quanto vi sono mancati, ditelo!!! che abbiano 1 mese o 5 anni, sentirsi dire quanto amore si prova, aver dimostrato affetto nei gesti, si sente! I bambini sentono e vedono tutto ad ogni età.
Giorno dopo giorno questa è la ricetta perfetta per trasmettere la semplicità e l’importanza del volersi bene, dell’amarsi. Che non ha nulla di scontato, e richiede semina ma poi dona raccolto, sempre!
La pace la trovi in te prima che negli altri. Gli altri sapranno coglierne ogni beneficio.
Il tuo abbraccio ci dona calore La tua presenza ci fa sentire protetti Il tuo modo di prenderti cura di me è espressione del tuo amore vero. Ed io…per te non ci sono per ora, lo so! Prima eravamo io per te e tu per me, ora invece mi hai vista cambiata, non più rivolta verso di te. Ora guardo nostro figlio Nutro nostro figlio Me ne prendo cura Mi accerto che stia bene ogni istante del suo tempo Eppure tu sei qui, accanto a me, ti vedo. Sento che spesso non sai cosa fare, come farlo, sembra che tu ti senta un pò imbranato, invece sei semplicemente adorabile. Quando mi porti un po’ d’acqua senza che io te lo abbia chiesto sei fantastico Quando vedi che anche oggi non sono riuscita a spolverare un po’ e non mi fai sentire in colpa sei fantastico Quando mi hai chiesto di insegnarti a mettere la lavatrice io ti ho adorato Quando ti sei scusato perché a cena c’era “solo un po’ di pasta con il sugo” io ti ho amato Quando mi hai chiesto di darti il bambino mentre dormiva, ed era sazio del mio seno, per andarmi a fare una doccia, io mi sono commossa, eri terrorizzato all’idea che si svegliasse…sei stato dolcissimo. Quando il bambino piange e vuoi provare a calmarlo mentre mi vedi agitata e ansiosa, io ti amo. Io ti vedo Io ti sento Il nostro bambino ha una mamma serena grazie a te Non sentirti mai inutile perché non lo stai nutrendo! Lui sta avendo il SUO latte Io lo accudisco Tu accudisci me E tu? Ti amo immensamente, guardaci.Spero che la nostra serenità possa farti sentire accudito Siamo un insieme Grazie
Per i papà che si credono “poco utili” La mamma sei tu