Sonno della diade. 7-10 mesi. I PARTE

Il tuo bimbo cresce!

Lo vedi che sta seduto da solo, state iniziando introduzione alimenti, vedi come si muove e afferra tutto, come comunica attraverso il suo corpo cosa vuole, dove vuole andare…

Cresce e cambia davanti ai tuoi occhi!

E cominci a chiederti…

“Quando dormirà da solo?”

“Lo sto abituando male tenendolo con me nel letto?”

“Non mi lascia neanche un secondo, vuole stare solo con me, cosa sto sbagliando?”

“Non riesce a giocare da solo, a dormire da solo, sono io il problema?

“I figli degli altri dormono da soli, mangiano tutta la pappa, quando si esce sono tranquilli, si lasciano prendere in braccio da altri…”

“I figli degli altri”…

Cosa fa la mente umana quando vive un disagio, una situazione che crea incertezze e perplessità?

Cerca il paragone, cerca quelle situazioni che possano somigliare alla propria cosi da poter dire “allora non sono l’unica!”

E nel cercare ci si imbatte in situazioni molto diverse dalla propria, ma la tua attenzione ricadrà proprio su quegli aspetti che secondo te non vanno bene, quelle situazioni che non vivi serenamente, come il sonno, la notte, il non sapere come metterlo in culla, il tuo bisogno di autonomia e di tempo…

“Il mio bimbo è grande! Ma ancora dorme incollato a me e si sveglia tante volte la notte per attaccarsi al seno. Come posso farlo dormire in culla? Inserendo la formula forse dormirebbe tutta la notte?”

“ Il mio bimbo è grande!”… Sei certa di questo? Cosa vuol dire “grande”?

Il tuo bimbo è fuori dal tuo grembo da pochi mesi. Mesi ancora insufficienti per un completo adattamento a questa vita. Tutto, davvero tutto di questo mondo per lui è nuovo! Odori, sapori, rumori, emozioni, sensazioni, ogni cosa è vissuta per la prima volta, ogni esperienza diventa vissuto che il cervello elabora e immagazzina. Un viaggio in continua scoperta. E per scoprire questo mondo, per riuscire ad esplorare dal singolo oggetto, ad un ambiente, fino a conoscere altre persone…è necessario che il proprio riferimento ci sia, che tu ci sia per lui!

Ogni diade, ogni famiglia, vive le sue difficoltà. E queste difficoltà sono soggettive e uniche, ciò che per te potrebbe essere un problema, come il dormire insieme, per un’altra mamma magari non lo è. Lei potrebbe vivere con disagio introduzione alimenti, e tu no….

Il nostro vissuto conta, conta sempre!

Certamente se una delle due parti di una diade non è serena, anche l’atra parte ne risente, si è connessi.

Fare paragoni può aiutare nella logica del “cercare conforto”, ma destabilizza nella logica del “lei è una madre migliore di me”. Perché non siamo uguali! E facendo un paragone stai solo estrapolando un pezzettino di una visuale intera che non hai! Stai guardando solo ciò che vuoi guardare per cercare la conferma che stai sbagliando e trovare soluzioni!

Prova ad allargare lo zoom.

Cosa conosci della diade con cui fai paragoni?

Se ti va di confrontarti con altre diadi, conoscile, vivile, ascolta e percepisci ogni sfumatura di loro. Solo allora potrai vedere ogni particolare, e scopriresti che ognuno vive le sue difficoltà, e che sono diverse dalle tue, ma non per questo meno complesse da vivere! Noterai anche che le dinamiche vissute con più serenità, accettate, affrontate con forza e consapevolezza, sono quelle che meno destabilizzano quella diade.

J.Bowlby psicoanalista dei primi del 900, fu il primo ad esaminare il comportamento dei bambini, in primis tra di loro, e poi in riferimento alla loro storia personale, per cercare di cogliere cosa influisse sul loro benessere del momento ma anche futuro.

I suoi studi portarono alla scoperta di una connessione preziosa e fondamentale tra il bambino e il suo riferimento primario, chi si occupa di lui, chi lo accudisce, chi lui riconosce come rifugio, come presenza costante. Scoprì che la relazione tra bambino e madre, o riferimento primario, non solo era di importanza unica per il benessere presente, ma che contribuiva a creare una “base sicura” per tutta la vita!

Esserci, rispondere alle sue richieste, mostrarsi interessato ai suoi bisogni, saper ascoltare, accompagnare, comprendere, ma anche saper comunicare le proprie emozioni, parlare ed esprimere cosa si prova al bambino, dando valore a se oltre che a lui/lei…tutto questo nei primi 3 anni di vita più che in tutta la vita intera, crea quel senso di sicurezza, quella sensazione di “poter fare tutto”, che poi accompagnerà il bambino in ogni momento della sua crescita!

Questa è la “teoria dell’attaccamento” di Bowlby, poi confermata anche da altri psicoanalisti nel tempo. Non solo confermata, ma anche apprezzata per i notevoli risvolti sul benessere del bambino oggi, e uomo domani.

Personalità e base sicura hanno dunque una forte connessione.

In che modo il sonno influisce su tutto questo?

Il sonno è connesso alla veglia!

Alimentazione

Movimento

Contatto

Appagamento

Soddisfazione

Sentirsi visti ascoltati e amati

Tutto contribuisce ad un sonno sereno.

“Educare al sonno” è possibile?

Educare vuol dire “tirar fuori”, si riferisce dunque alla capacità di un riferimento con esperienza di saper estrapolare da chi ha meno esperienza, competenze innate, e saper dare loro valore, dargli un seno nella vita quotidiana.

Nulla a che fare con metodi per dormire, il forzare finché non si accetta un cambiamento.

Questo non è educare, questo è costringere altri al tuo volere.

Si impara a camminare crescendo, a parlare, a mangiare…allo stesso modo si impara a dormire! Il sonno matura e cambia con la crescita. Tu puoi esserci, accompagnare il tuo bambino alla scoperta delle sue competenze, guidarlo assecondando i suoi bisogni, osservandolo e comprendendo cosa ti sta dicendo, cosi da cogliere i suoi segnali e favorire quel bisogno. Scegliendo di informarti, saprai cosa puoi fare per ottimizzare tutti gli aspetti aspetti della sua vita, sonno incluso.

Così facendo lo vedrai sereno, appagato, e lo sarai anche tu!

Si cresce dormendo! Ed è mentre si dorme che si possono provare forti fastidi, tante emozioni, momenti importanti della crescita difficili da gestire per il bambino da solo!

E’ mentre si dorme che il cervello fa suo ogni momento vissuto, ogni emozione. Tutto intorno si spegne, non ci sono stimoli da gestire al momento, e allora si elabora, si analizza, si salva, si crea memoria, un gran lavoro che il cervello compie durante il sonno.

E poi c’è il corpo, un corpo che sfoga la sua energia e le competenze che via via acquisisce, anche nel sonno, ma a cui serve muoversi durante i momenti di veglia, per sfogare l’energia prodotta e dormire poi al meglio!

Ci sono momenti della crescita in cui tutto questo è più forte!

Il primo anno di vita in generale è il più intenso in assoluto per la gestione non solo del sonno, ma come crescita sotto ogni aspetto, fisico emotivo neurologico.

Abbiamo visto cosa accade da 0 a 6 mesi (vedi articolo precedente)

Ti parlo adesso della fascia di età 7-10 mesi.

7 mesi. Seconda progressione! ( la prima l’avete vissuta a circa 4 mesi) e “passaggio di crescita”

Di che si tratta?

Una progressione è un momento di grande sviluppo del bambino (NB non parlo di “regressione”, perche credo che non si torni mai indietro, tutto si evolve in avanti, sempre!)

Un “passaggio di crescita” è un cambiamento più emotivo e neurologico, che fisico.

In generale…

Noterai dei cambiamenti nei suoi movimenti, più maturi e consapevoli, ma anche nel suo modo di interagire, di comunicare e di comprendere cosa accade intorno a lui.

Vedrai cambiamenti evidenti in pochi giorni! Cambiamenti che non arrivano senza un percorso di crescita, che comporta:

– Maggiori risvegli notturni

– Bisogno di contatto

– Pianti nel sonno

– Nuove paure

– Difficoltà di addormentamento

– Finestre di veglia più ampie, a singhiozzo.

– Tanto movimento fisico nel sonno

Come gestire questo momento?

Intanto saperlo aiuta tanto! Una consapevolezza che dona forza. E poi ricorda che si tratta di un momento!

Il tuo bimbo cambia, e cambierà spesso nei prossimi mesi. Cercare di adeguarsi ai suoi cambiamenti è la chiave. Una ricerca di equilibrio continua, ma necessaria.

Il movimento è un bisogno! Serve stare a terra, scoprire e affinare le proprie abilità motorie, ma anche esplorare e avere nuovi stimoli. Un bisogno così forte che se non sfogato si ripresenta anche dormendo! Può capitare anche se hai fatto del tuo meglio per stimolare e far muovere tuo figlio, ma anche questo aspetto se ottimizzato può influire sul sonno!

La qualità del tempo che trascorrete insieme è importante!

Un tempo in cui si può muovere liberamente, ma non da solo, con te!

L’autonomia nel gioco è spesso una aspettativa dei genitori che arriva troppo precocemente rispetto alla realtà. E anche in questo caso si fanno mille tentativi cercando e sperando che giochi in autonomia così da poter cucinare, pulire, e fare altro…ma i bambini non sono pronti!

E’ sfidante rincorrere un obbiettivo quando questo non è raggiungibile, o non lo è in quel momento!

Si finisce per vivere tutto con ansia, ricorrere il tempo diventa una corsa continua!

Fermati!

Serve fermarsi, il tuo bambino ha bisogno di te adesso, a terra, un gioco in cui interagite.

Ogni stimolo, ogni interazione, ogni emozione, fa parte della relazione che state costruendo, del suo sentirsi sicuro, del suo sapere di poter davvero fare tutto! Grazie al fatto che sei con lui!

Farsi aiutare in questo è certamente importante, ma capisco che spesso si è a casa soli con il proprio bimbo e non sempre si è pronte e attive come lui vorrebbe h24!

E va bene così!

Cosi come va bene se lavori tante ore e quando torni vorresti un momento per te.

Il tuo benessere vale quanto il suo

La tua stanchezza pesa il doppio se non ti dai il tempo di ricaricarti

E quindi ogni risveglio seppur fisiologico, risulta una difficoltà e lo vivrai con frustrazione.

Progressione e passaggio di crescita del settimo mese durano circa 10-15 giorni, sempre considerando la soggettività di ogni bimbo, ma incide molto anche come la diade nel suo insieme vive questi momenti.

E subito dopo noterai quanto sta crescendo! Uno sviluppo veloce ed evidente!

– 9-10 mesi. Fine dell’esogestazione e nuovo passaggio di crescita

Queste poche settimane tra il settimo e il decimo-undicesimo mese sono molto intense per il tuo bambino, e di conseguenza lo saranno per te!

Oppure no!

Potresti notare dei piccoli cambiamenti, ma accoglierli come momentanei, e superare tutto con serenità!

Si avvia la fine dell’esogestazione.

E’ stato 9 mesi nel tuo grembo (endogestazione), e 9 mesi fuori dal grembo (esogestazione), un tempo in cui ha potuto conoscere la sua vita grazie a te, al tuo esserci. E’ pronto per esplorare il mondo, ha voglia di farlo! Ma allo stesso tempo noterai una grande ricerca di te, di contatto, sia di giorno che di notte! Ha bisogno di conferme ora più che mai! Si allontana da te, ma ha bisogno di avere la conferma che sei li, quindi torna indietro.

Anche in questi momenti potresti credere di sbagliare qualcosa, ma non è così!

State vivendo un passaggio di crescita tra i più intensi per bisogno di presenza e contatto. Essere visti, sentiti e amati sono bisogni sempre presenti, ma adesso lo sono maggiormente!

Non cercare di sfuggire! Non cercare soluzioni a tutti i costi! Potresti perderti…

Vale molto la qualità del tempo insieme, il vostro interagire, il gioco condiviso, queste sono le cose che puoi fare, questi sono i modi per accompagnarlo in questo momento così sfidante per lui. E assecondare il suo bisogno di riposo, le sue finestre di veglia, cogliere i segnali di sonno e accompagnarlo nel suo addormentamento!

Il bimbo a questa età prova “ansia da separazione”, paura dell’altezza, paura dei rumori forti, paura di fare il bagnetto. Potresti notare delle differenze quando lo metti sul fasciatoio per il cambio, o in vaschtetta per il bagnetto. Momenti che fino a pochi giorni prima vivevate serenamente, e che ora diventano difficili da gestire.

Capita!

Lui fa i conti con nuove paure, e tu ti chiedi cosa stia accadendo!

Cosa puoi fare?

Potresti provare a spostare il momento del bagnetto, magari al pomeriggio. Inseriscilo nel gioco, e non prima della messa a letto serale quando è stanco e tutto si vive con maggiore intensità, o la mattina appena svegli, momento in cui potrebbe aver bisogno di contatto con te e interazione nel gioco libero, a terra.

Oppure se serve salta il bagnetto ogni tanto!

Potresti lavarlo facendogli toccare l’acqua nel lavandino, e mantenere comunque la sua igiene. Cerca di evitarVI momenti di stress. Sono momenti, passeranno, te ne accorgerai. Nel frattempo, come detto…adeguarsi al cambiamento è la chiave!

L’ansia da separazione oltre che di giorno, la noterai la notte. Nei suoi risvegli ti cercherà per conferma che tu sia li. Il sonno matura come matura ogni altra sua capacità, fidati di questo!

La sua ricerca di te è intensa lo so, ma è un bisogno, attraverso cui state costruendo non solo una relazione nel presente, ma anche la sua personalità e il suo benessere nel futuro!

Si, è così!

Stai coltivando il suo benessere!

Potresti notare la paura di stare con altri, degli estranei ma anche di parenti e amici, anche questo fa parte della sua “ansia da separazione” e del bisogno di conferme.

Non stai sbagliando nulla!

Il tuo bambino non ha nulla che non vada!

Interagire attraverso te con gli altri, è la strategia che funziona!

E se torni da lavoro e sembra esplodere in pianto e stanchezza quando ti vede, è perché sa che con te può esprimere ogni emozione, non serve trattenere, tu sei il suo posto sicuro! Anche accogliere questi momenti, è dare conferma di esserci!

Continua a leggere II PARTE articolo successivo …

Sonno della diade. 0-6 mesi

Sonno della diade 0-6 mesi

Come cambia il tuo sonno?

Come funziona il sonno del tuo bambino?

👉🏻Dopo il parto il sonno di mamma e bimbo si sincronizza per natura. Un momento di adrenalina immediato, di vigile sveglia in cui favorire contatto e allattamento dovrebbe essere la priorità da parte del personale sanitario.

Segue un sonno profondo, per recuperare le forze dopo un viaggio molto faticoso per entrambi!

3-4 ore consecutive di sonno (stessa camera!)

E poi contatto e alternanza sonno e seno. Senza orari

Senza tempo

Si inizia il cammino…

Un cammino intenso, con alti e bassi, dubbi e incertezze…

Genitori si diventa

Ad allattare si impara!

Sapere aiuta a comprendere che la chiave di tutto è conoscere e accogliere il più grande cambiamento della tua vita.

Il sonno ne fa parte, ma è solo una parte di un tutto molto ampio.

Il cambiamento del dormire viene spesso recepito come una “perdita di sonno” rispetto a prima, prima di essere madre.

Le aspettative in realtà risultano ben diverse dalla realtà!

Una realtà che non è giusta o sbagliata, ma semplicemente realtà!

Mi viene da dire “Siamo fatti così!”

E sapere come si è fatti è davvero la chiave per te!

👉🏻Il tuo sonno cambia per il solo fatto di essere diventata madre.

Sei vigile e attenta, il tuo sonno è profondo per meno tempo rispetto a prima, perché sei pronta sempre per accudire il tuo bimbo!

E sei anche in grado di svegliarti poco prima di lui o lei grazie ad una connessione cerebrale unica che avete, permettendo così che si possa attaccare al seno prontamente e senza svegliarsi troppo, facilitando addormentamento di entrambi🤗

Ecco cosa aspettarti:

⁃ nelle prime due settimane dal parto: mangia e dorme! Riuscirai a distinguere una poppata dall’altra, a metterlo in culla/cesta dopo che si nutre, a riposare insieme o a fare qualcosa in casa. Raggiungerete un primo equilibrio. Equilibrio che sarà sempre in continua evoluzione, i neonati crescendo cambiano spesso, più spesso di quanto si pensa vivendo una quotidianità che sembra sempre la stessa, ma la stessa non è! Solo che te ne accorgerai solo in un tempo più ampio, guardando indietro al vostro vissuto…allora percepirai i cambiamenti vissuti!

– La terza settimana inizierai a notare che il bambino ha nuove esigenze. Serve trovare un nuovo equilibrio! Quello che spesso accade è che si cerca disperatamente di ritrovare il vecchio equilibrio, senza riuscirci.

“Prima dormiva tranquillamente ora no, che succede?” “Riuscivo a metterlo giù, ora appena lo faccio si sveglia subito, cosa sto sbagliando?” “Forse il mio latte non lo sazia…”

Ecco cosa potresti pensare in questi momenti.

Ricordati che il tuo assetto ormonale è ancora fuori dal normale. Per natura ciò che ti si chiede è il “dolce far nulla”, accudire ed esserci per il tuo bimbo, circondata da un villaggio di persone che ti aiutano e ti sostengono e ti incoraggiano. Sappiamo bene quanto questo ahimè non sia così semplice da vivere! Ed ecco che ti ritrovi a pensare di non riuscire a fare nulla se non tenere il tuo bambino, niente in casa, niente da mangiare, niente tempo per te…e ogni emozione la vivi con intensità, una intensità diversa da come sei abituata a vederti. Ci sta! Sei diventata madre! Tutto di te è cambiato, ma devi ancora scoprirlo!

Comincia una rincorsa alla ricerca di tempo. Verrai probabilmente anche spinta da chi ti circonda a cercare soluzioni per non abituare “male” il bambino a stare troppo in braccio a te (ma in braccio con altri va bene invece😅), a non viziarlo altrimenti sarai condizionata da lui o lei per sempre (e da chi dovrebbe essere dipendente se non dalla sua mamma, unica persona che riconosce fuori utero, che lo fa sentire a casa?!?)

-Esigenza di contatto maggiore. – – -Difficoltà a lasciarsi mettere giù anche se dorme. -Risvegli notturni più frequenti -Irrequietezza serale. ——-“Poppate a grappolo” (ravvicinate) la sera😓

Non stai sbagliando nulla!

Non hai colpe!

Non c’è nulla che non va nel tuo latte!

State vivendo il primo scatto di crescita!😅

Durata👉🏻dai 4 ai 7 giorni

Come gestirlo👉🏻 esserci! Ascoltare e osservare il tuo bambino ti permetterà di conoscere come ti parla attraverso i movimenti del suo corpo, le espressioni del viso. E così saprai cogliere i suoi segnali e soddisfare i suoi bisogni!

A questa età l’esigenza di sonno è molto alta. Siamo a circa 14-16 ore ogni 24h. Ogni bimbo è a se quindi prendi sempre con le pinze indicazioni su tempi e orari. Si valuta sempre il quadro generale di crescita e benessere! In bambino che non dorme abbastanza rispetto ai suoi bisogni si fa sentire! Quindi fidati di ciò che lui o lei ti mostra! Di ciò che il tuo istinto ti dice!

Le sue finestre di veglia sono ridotte a non oltre 1 ora, anche meno a volte. E il suo corpo non ha ancora un orologio biologico, non ha un ritmo circadiano. Lo acquisisce grazie a te gia mentre era in pancia, e ora continua fuori da te, si sincronizza con te. Grazie a luce bassa, assenza di rumori, contatto movimento e suzione, gli stai trasmettendo un rituale del sonno, oltre che il fatto che “è ora della nanna”, lo agevolerai nel suo dormire!

E attraverso il latte materno, gli darai la melatonina che ancora non ha dal suo corpo. Facilitare questi bisogni, rispettare le sue finestre di veglia senza farlo stancare troppo, questo aiuterà un sonno sereno giorno e notte! La notte è lo specchio del giorno!

⁃ Il terzo mese: iniziano le “poppate distratte”! Il bambino si rende conto che oltre te c’è altro da scoprire! Si distrae facilmente e questo lo porta a stare al seno in modo diverso, ma anche con il biberon può capitare! Mangia meno perché è attratto da qualcosa da fare o da guardare!

Avete iniziato il tummy time!? Potete farlo, anzi è necessario!

In parte lo fate gia ogni volta che lo metti sul tuo petto, questa è già attività fisica! A partire dal secondo mese di vita il bambino può essere messo a pancia in giu a terra. All’inizio potrebbe stare poco ma poi sempre di piu! Non smettere di provare almeno 3-4 volte al giorno!

L’attività fisica incide sulla stanchezza, sull’energia da scaricare e sulla qualità del sonno. Pensa a te adulta, se fai attività fisica e ti muovi certamente ti stanchi di più rispetto allo stare sul divano tutto il giorno. Vale lo stesso per i bambini! Non siamo poi così diversi!

L’esigenza di movimento va soddisfatta il giorno, altrimenti verrà soddisfatta nel sonno! Potresti notare che svegliandosi si muove molto di più. Normalissimo! Sta acquisendo abilità fisiche e le dimostra anche dormendo. Facilitare il movimento durante la giornata lo fa riposare più serenamente.

Noterai anche che aumenta molto la saliva e che porta sempre le mani in bocca. Ma non si tratta più solo di un segnale di fame, come prima! Ora attraverso le mani esplora il mondo, è necessario e utile che lo faccia! Lascialo fare!

Non è sempre fame! I bisogni dei bambini sono tanti e più crescono più sanno mostrarli attraverso il loro corpo!

Anche questo incide sul sonno! Esplorare e distrarsi fanno si che stia al seno meno tempo, noterai che fa spesso attacca e stacca girando la testa. Spesso questo vuol dire nutrirsi meno durante il giorno e recuperare poi la notte, quando stimoli non ce n’è e allora si pensa a mangiare!

Cosa puoi fare? Cerca di ottimizzare poppate diurne, offrendo il seno se vedi che passa troppo tempo senza cercarlo, e quando si attacca fai in modo che siate connessi con lo sguardo, ma anche grazie alle vostre mani che si incontrano, ad una collana allattamento che possa afferrare e tenerlo lì il tempo della poppata.

Inoltre fare compressioni al seno sarà di grande aiuto per aiutarlo ad avere il suo latte in meno tempo. La sua suzione cambia, diventa sempre più efficace, quindi anche il tempo al seno sarà inferiore! Spegni tutto intorno a voi, cambia stanza se serve, e permettigli di avere il suo latte. Così eviterai troppi risvegli la notte!

Il latte materno cambia la sua composizione di continuo, adeguandosi alle sue esigenze. E la sera/notte diventa più grasso, ricco di melatonina e triptofano necessari al sonno, oltre al buio, ad un ambiente sereno e al contatto con te, è l’insieme di questi fattori che facilita al meglio un riposo sereno! Che si tratti di un riposino diurno o della notte.

Il bambino ogni giorno prende dal seno la stessa quantità di latte finché va avanti allattamento esclusivo, cambia il latte ma non la quantità necessaria!

Mentre la formula va aumentata nei mesi, il latte materno no.

Nell’arco delle 24h il bambino prenderà il suo latte, la sua quantità, che è tra i 700 e i 950 ml al giorno. Quindi se il giorno è distratto, prende poco latte, poi la notte recupera. Avrà raggiunto il suo necessario quantitativo. Ma tu sarai distrutta!

Ottimizzare poppate diurne appena ti accorgi che iniziano poppate distratte, è la soluzione!

⁃ Il quarto mese: inizia a crearsi il suo ritmo circadiano! Il sonno matura. I cicli di sonno sono sempre di breve durata (35-45 min) ma riesce a gestire meglio il passaggio da un ciclo all’altro!

Si vive al quarto mese la prima “progressione”!

Leggendo articoli o post vari vedrai che si parla spesso di “regressioni del sonno”, io credo che non si vada mai indietro ma sempre avanti, inoltre questi momenti sono associati ad un progredire nello sviluppo da parte del bambino.

Si tratta di un periodo di circa 10gg(anche meno) in cui noterai risvegli frequenti, esigenza di contatto maggiore, difficoltà di addormentamento e irrequietezza serale.

Favorire i picchi di melatonina e rispettare le sue finestre di veglia aiuterà molto! Ma tendenzialmente serve esserci, accogliere le sue difficoltà (per fare così vuol dire che non riesce a dormire come vorrebbe, il suo corpo e la sua mente cambiano in fretta e questo ha delle conseguenze). Il momento passerà e alla fine noterai quanto stia cambiando, quante nuove abilità sarà in grado di mostrarti il tuo bambino…vedrai!

⁃ Il 5-6 mese: finestre di veglia che aumentano! Si va verso le due ore scarse. Cerca di assecondare questi suoi bisogni favorendo il riposo sia giorno che notte!

Intorno al sesto mese si vive uno scatto di crescita tra i più evidenti. Inoltre non appena si raggiungono i requisiti indicati da OMS per introdurre nuovi alimenti, vivrete anche questo cambiamento!

Cambiamento che merita di essere vissuto con estremo rispetto e fiducia verso il tuo piccolo! Fiducia che hai già avuto il lui in tutti questi mesi. Fiducia nelle sue competenze innate di ascoltare e riconoscere i suoi bisogni, e fare in modo di farsi capire per aiuto nel soddisfarli!

Introdurre nuovi alimenti interferisce con il sonno per via della “nuova digestione” che conoscerà il suo corpo! Non è più solo latte! Cambia anche la pupú che diventerà solida e servirà imparare a gestirla!

Un tempo soggettivo e necessario di adeguamento al cambiamento! Favorire attività fisica e movimento delle gambe, fare massaggi al pancino, e ottimizzare sempre le poppate diurne per evitare che poi distraendosi mangi la notte (le poppate distratte possono continuare!),questo ciò che puoi fare per aiutarlo! Anche per evitare che rimandi il fare la pupù proprio perche sente che serve uno sforzo diverso, e poi la notte nel silenzio e senza stimoli che lo distraggono, rilassandosi arriva… anche questo può interferire con il sonno, e anche in questo si può cercare di aiutarlo di giorno!

E andrà bene vedrai! Ascolta, osserva, rispetta le sue finestre di veglia…e tutto sarà più semplice!

Power nap.

Di cosa si tratta? È un riposino rigeneratore del tardo pomeriggio (18-18:30) della durata di 30-40 minuti, che gli permetterà di andare poi a letto non troppo stanco! Quindi dopo questo riposino aspettati che entro un’oretta sia pronto per la messa a letto notturna. Picco di melatonina tra le 19:30 e le 20:30. Asseconda quest’ondata!

Un bambino troppo stanco si addormenta con difficoltà (oltre 30min) oppure troppo in fretta (meno di 10 min). Questo potrebbe poi ricadere sul sonno notturno in generale. Noterai maggiori risvegli nella prima parte della notte. Dalle 4 di notte la melatonina si riduce nel corpo, quindi per natura si sveglia più frequentemente, ogni 2 ore anche. Continua a favorire ambiente notturno. Si riaddormenterà! Se invece noti che si sveglia e fa lallazione o movimenti ma è sereno, lascialo fare. Si accuccerà al seno e dormirà presto!

Di questo e di molto altro parlo nei miei incontri di gruppo.

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I colori della pupù dai 6 mesi in su. Come cambia la pupù con introduzione alimenti?

Come cambia la pupù con introduzione altri alimenti?

Man mano che il bambino cresce il numero delle scariche diminuisce fino ad arrivare ad 1 scarica ogni 1-2 giorni nei bambini più grandi che hanno un’alimentazione completa.

Cosa guadare?

👉🏻feci morbide, che riesca a fare senza fatica

👉🏻consistenza decisamente più solida rispetto alle feci da latte!

Ogni bambino ha caratteristiche proprie anche quando si tratta di “fare la cacca”: imparerai presto a riconoscere l’aspetto “tipico” delle feci del tuo bambino.

Se si verifica un cambiamento improvviso nell’aspetto delle feci accompagnato da segni di malessere, è bene contattare il pediatra.

Con l’introduzione di nuovi alimenti soprattutto nei bambini allattati al seno, è normale notare un cambiamento delle feci:

👉🏻 tendono ad essere di color marrone o marrone scuro, di consistenza più densa delle feci da latte (ma ancora morbide) e di odore più intenso (e più sgradevole!) rispetto alle feci dei lattanti.

👉🏻potresti osservare la presenza di pezzetti di cibo 👇🏻

Capita di ingoiare cibo poco masticato, alcuni cibi sono solo parzialmente digeribili, oppure possono attraversare il tratto gastrointestinale in modo così veloce da non permettere la loro completa digestione(mangia velocemente!)

🤔😓E se il bambino non sta bene?

1️⃣😰Diarrea👉🏻feci liquide, oltre 5-6 scariche giornaliere di colore giallognole, verdognole o marrone chiaro.

La causa👉🏻 infezione virale (la maggior parte delle volte) o batterica o una intolleranza alimentare.

E’ importante mantenere bimbo idratato, soprattutto se è presente anche vomito, possibile disidratazione molto velocemente!

2️⃣🙄Feci dure e stipsi ( o stitichezza)

👉🏻sassolini (feci caprine). Il bambino può avvertire molto fastidio durante l’evacuazione e potresti notare tracce di sangue dovute alla rottura di vasi sanguigni.

Stipsi occasionale capita!

Se frequente potreste rivedere alimentazione.

👉🏻La stipsi si presenta spesso ad inizio svezzamento: è del tutto normale👉🏻offri più acqua!

Potrebbe anche essere un segno di ipersensibilità nei confronti delle proteine del latte o della soia o di altre sostanze. Sarà il pediatra a valutare approfondimenti o modificare la dieta.

👉🏻cambiamenti come l’inserimento al nido o il passaggio dal pannolino al vasino, portano il bimbo a trattenere (anche involontariamente) le feci.

3️⃣😯feci con muco👉🏻verdognole e con strie di sottili filamenti traslucidi.

Cause 👉🏻il bimbo saliva molto (la saliva contiene una parte di muco che non viene digerita) oppure è raffreddato ed elimina il muco prodotto deglutendolo,oppure un’infezione o una intolleranza alimentare.

Consultare pediatra quando la presenza di muco è accompagnata da altri sintomi o quando è presente in maniera costante

4️⃣Feci con sangue👇🏻consulta pediatra

🤔Sangue rosso vivo:

– feci normali con tracce di sangue (da valutare intolleranza alle proteine del latte vaccino);

– feci dure con tracce di sangue rosso vivo (probabile presenza di ragadi anali o di emorroidi);

– diarrea con tracce di sangue (probabile infezione batterica).

🤔Sangue nerastro👉🏻 è stato digerito!
Potresti notare piccole macchioline che somigliano a stami di papavero o semi di sesamo.

Capita spesso in lattanti nutriti al seno che deglutiscono il sangue fuoriuscito da ragadi del capezzolo.

Se non hai ragadi e noti questi puntini parlane con pediatra per escludere la presenza di un sanguinamento nelle alte vie digerenti del bambino.

– feci formate quasi completamente da sangue rosso vivo definite “ feci a gelatina di ribes”: serio problema intestinale (l’intussuscezione intestinale che è la principale causa di occlusione intestinale nei bambini dai 4-5 mesi ai 3 anni di età).Recarsi al pronto soccorso!

– feci dense e nere formate prevalentemente da sangue digerito (questa situazione viene definita melena). Feci scure e catramose come il meconio ma un po’ più solide e meno appiccicose. Indica sangue dal tratto digestivo superiore o un’emorragia del piccolo intestino o è di origine nasale. Chiama pediatra

5️⃣ feci molto chiare, gessose, color argilla (definite feci acoliche): un problema che riguarda il fegato, la cistifellea o le vie biliari. Chiama pediatra!

Cambiamenti di colore possono riferirsi ad alcuni alimenti ingeriti, come bevande con colorante, verdure a foglia verde, ed anche se il bambino o tu che lo allatti state assumendo ferro (feci scure).

Occhio al pannolino!👁👁💪🏻❤️

Grazie dott.ssa Valeria Conte Pediatra per tutte le preziose informazioni contenute in questo articolo ❤️

I colori della pupù. 0-6 mesi

Il bambino parla anche senza parlare!
I movimenti del corpo
Le espressioni del viso
E anche con pipì e pupù
Tutto questo ci racconta il suo benessere generale!

0-6 mesi

La pipì👉🏻sempre abbondante, frequente e trasparente=sono idratato!

La pupù👉🏻colore e consistenza ci raccontano come digerisce ciò che mangia, quanto mangia, e se ha difficoltà intestinali, e in generale se sta bene

Consistenza👇🏻
👉🏻cremosa OK!
👉🏻liquida, feci e pipì insieme. Se noti oltre 5 scariche liquide parlane con pediatra
👉🏻dura, a parte il meconio (le prime feci post partum) non capita!

Colori👇🏻

– giallo/ocra
👉🏻neonato allattato esclusivamente al seno. Potresti notare dei grumi bianchi, è la caseina. Grumi e cremosità ti dicono che sta assumendo anche la parte grassa del latte💪🏻👏🏻👏🏻👏🏻❤️
👉🏻mangi alimenti ricchi di beta carotene o con colorante giallo (aranciata ad esempio )

-verdastre
👉🏻si nutre con formula oltre che al seno
👉🏻ingurgita latte troppo velocemente, per presenza di riflesso di emissione forte oppure perchè ha troppa fame
👉🏻hai mangiato verdure a foglia verde o alimenti con colorante verde
👉🏻stai assumendo integratori di ferro
👉🏻il bambino non si nutre adeguatamente al seno. Sta troppo poco perché dorme o si stacca spesso. Verificare crescita e ottimizzare allattamento

– con striature di sangue rosso-vivo
👉🏻per lo sforzo la mucosa intestinale si è lesionata
👉🏻se costante potrebbe indicare colite allergica oppure si è formata una ragade. Parlane con il medico
👉🏻hai mangiato alimenti Rossi come rape, barbabietola, fragole, o qualcosa con colorante rosso

-grigie/biancastre. Contattare il pediatra, possono indicare alterata funzionalità epatica e/o biliare

– rosso scuro misto a feci: recarsi al pronto soccorso per valutazione urgente, deve capire l’origine del sanguinamento interno

– giallastre/verdi/marroni
👉🏻 bambino si nutre con formula
👉🏻ragadi al seno
👉🏻introduzione di altri alimenti precocemente come frutta omogeneizzata
👉🏻se verdastre scure potresti avere ragadi al seno e il bambino ingurgita latte troppo velocemente. Un binomio che spesso capita😓💪🏻

– nere.
👉🏻portare bimbo al pronto soccorso per emorragia intestinale o gastrica da valutare.
👉🏻il bambino assume integratori di ferro

E se ho introdotto altri alimenti?
Prossimo articolo 🤗

Occhio al pannolino👁👁

Smettere di allattare

Riprendere in mano la tua vita
Poter gestire il tuo tempo
Poter dormire senza risvegli continui
Poter scegliere cosa fare e quando…

Questi alcuni dei pensieri che potresti avere quando pensi di interrompere il vostro percorso di allattamento

A questi si aggiunge una componente che certamente frena, fa rimandare il tuo agire in questo senso, non ti rende lucida…
Sto parlando del SENSO DI COLPA!

Emozioni contrastanti che ti attraversano, da un’idea di libertà, ad una di maternità intesa come sacrificio, “dover fare la cosa giusta”.

Ti rivedi in queste emozioni?

Il mio consiglio per te che vorresti smettere di allattare, è…inizia da te!
Prenditi un tempo per riflettere…

Puoi iniziare ponendoti alcune domande…
Come stai?
Come vivi la tua giornata?
Come vorresti vivere la tua giornata?
Di cosa hai bisogno?

Essere sincere al 100% con altri non è mai semplice. Per natura ci costruiamo dei filtri. Filtri che ci permettono di sentirci protette da attacchi e giudizi. E spesso gli stessi filtri li poniamo anche verso noi stesse. In un certo senso…evitiamo di affrontare i problemi che ci stanno scomodi, che crediamo troppo difficili da superare…

Inizia da qui…inizia da te! Abbassa queste barriere e datti la possibilità di stare bene, bene davvero!

Allattare è una danza a due
Entrambe le parti devono stare bene, sentirsi a proprio agio, affinché la danza sia a ritmo, affinché ci sia connessione e rispetto.

Spesso questo, sapersi ascoltate e dedicarsi del tempo per se, aiuta molto a cambiare prospettiva su tanti aspetti della vita, allattamento incluso. Capita che sentendosi sopraffatte da tutto, sentendosi in trappola, vivendo una vita che non soddisfa come vorresti, si cerchi una via d’uscita intervenendo sul re-impossessarsi del proprio corpo, del proprio tempo.

Trovare un equilibrio e mantenerlo nel tempo non è facile. Serve a volte ricercarlo, serve capire di cosa abbiamo bisogno e cercare di soddisfare questi bisogni! Perché tu conti! Il tuo benessere conta!

Una volta diventata più consapevole di te e delle tue necessità, potresti iniziare a mettere in atto qualche cambiamento nel vostro percorso, cercando si capire cosa provi a riguardo. Come ti fa sentire anche solo l’idea di allattare meno? Di cercare alternative al seno per fare rilassare il tuo bimbo? Un conto è pensarci, un altro è viverlo…

Il passo successivo potrebbe essere ridurre le poppate diurne e capire cosa provi ma anche cosa prova il tuo bambino.

Come si fa a ridurre le poppate?

Dipende dalla sua età, possono cambiare le strategie.
Ma alla base di tutto c’è il bisogno di contatto e presenza. Al tuo bambino interessa stare con te, avere le tue attenzioni, le tue coccole, sentirsi visto sentito e amato!
Quindi dimostragli che ci sei anche se non stai allattando.
Capita spesso che facciamo mille cose e ci fermiamo solo quando il bambino mostra la volontà di attaccarsi al seno.
Credi che lui o lei non percepisca che in questo modo sei lì, ferma e disponibile?
Certo che sì!
E allora oltre ad esserci così, potresti proporre alternative di gioco insieme e ridurre i tempi al seno.

Non negarti! Vedrai solo aumentare la sua ricerca di te!
Potresti accontentarlo, accertati che si stia nutrendo come serve (ricorda che il latte materno o formula 1 è il primo alimento per il primo anno di vita!) e poi potresti proporre alternative dopo poco tempo che sta al seno!

Altra strategia valida ed anche di grande aiuto quando si offrono alimenti nuovi per la prima volta, è l’alimentazione a richiesta.

Si, hai letto bene!

Ragioniamoci su…

Per mesi il tuo bambino ti ha mostrato la sua competenza innata nel sapersi gestire al seno, da perfettamente quando ha fame e quando non ne ha, quando ha sonno, quando vuole giocare. E ti mostra i suoi bisogni così che tu possa aiutarlo a soddisfarli.

Perche mai dovrebbe perdere queste competenze quando si approccia al cibo diverso dal latte?!?

Non le perde! Anzi! Grazie al vostro percorso avete coltivato le sue competenze per natura presenti dalla nascita. Lui o lei ha imparato ad ascoltare il suo corpo e a soddisfarli quanto basta per stare bene!

Anche quando si vive la scelta di smettere di allattare queste competenze possono essere sfruttate!

Come ho detto prima, in base all’età del bambino possono cambiare strategie. Inserire offerte di cibo quando ci si approccia al seno oltre alle proposte di gioco e interazione, sono validi strumenti di supporto!

Come fare a gestire la richiesta di cibo se vuoi smettere di allattare?

Crea un diario del latte!

Un diario che racconti quante volte il tuo bambino cerca il seno, se si nutre oppure se ha bisogno di una coccola. Sai riconoscere il tipo di suzione, sai capire i suoi atteggiamenti al seno, e allora raccogli queste informazioni per almeno 1 settimana. Se pensi che stia vivendo uno scatto di crescita e che quindi ti cerchi in modo diverso dal solito, attendi qualche giorno e poi inizia diario. I

Una volta raccolte le sue abitudini, cerca di soddisfare i suoi bisogni di nutrimento, per il resto offri alimenti di facile preparazione e reperibili com facilità e/o proponi momenti di gioco insieme!

Gioco condiviso, in cui sei attenta e presente con mente e corpo.
Gioco che lo attiri in base alla sua età…

Inoltre…
Parla con lui/lei! Il dialogo è sottovalutato con i bimbi!

Datti tempo!
E poi…

Porta avanti le nuove strategie con costanza per qualche giorno. Datevi il tempo di vivere il cambiamento, fatelo vostro, apporta ogni modifica che ritieni necessaria! Sii costante anche quando sembrerà che il tuo bambino ti cerchi molto di più! Ricorda che ogni cambiamento richiede tempo e per i bambini serve rifugiarsi nel proprio posto sicuro!


Nessun programma!
Si vive alla giornata.

Andrà bene se la vivrai con serenità! Se hai fretta non riuscirete ad affrontarla serenamente come meritate! E il vostro percorso si merita rispetto, onestà e un adeguato tempo per concludersi!


Se hai domande o ti va di condividere parte del tuo percorso con me, sono qui☺️Contattami🤗

Un abbraccio a te❤️

Come ottimizzare utilizzo tiralatte?

Il tiralatte è spesso sinonimo di “ho tanto latte” oppure “non produco abbastanza”. Un metro di giudizio con cui misurare la possibilità di allattare o meno, di essere abbastanza o di non esserlo, di produrre adeguatamente oppure di non essere in grado di farlo.

Ecco che le aspettative ti portano a credere di sbagliare qualcosa, di non poter allattare, di non produrre abbastanza latte per far stare bene il tuo bambino!

Perché se il latte lo vedi, lo estrai, allora c’è…e sei più serena!

È vero?!? Anche io ho provato queste emozioni, anche io credevo di avere poco latte, perché non estraevo abbastanza, anzi quasi nulla! Queste informazioni non le avevo! Quindi so quanto possono aiutarti!

Il tiralatte non misura la quantità di latte prodotto!

Il tipo di estrazione è meccanica, non potrà mai simulare i gesti del bambino, compressione, suzione, ma non solo questo…

Il tiralatte per quanto possa essere carino e compatto (per molte già vederlo vuol dire ansia 😅💪🏻)non potrà mai simulare l’effetto che ha sul tuo corpo stringere e guardare il tuo bambino!

Una reazione fisica che senza dubbio incide su allattamento!

L’efficacia di una poppata la vedi dal benessere generale del bambino! Fidati di questo!

Ecco alcuni consigli su come ottimizzare estrazione da tiralatte:

– massaggia il seno prima di usarlo. Un massaggio “ossitocinico” che parte dal collo e dalle spalle e va verso il seno, che include tutto il seno. Qualche minuto di rilassamento e piacere! Senti il tuo corpo, respira profondamente…

– usa un olio mentre fai massaggio. Renderai il movimento più fluido, riscalderai il tuo petto, permetterai poi alla flangia di aderire meglio👐🏻

– accertati che la misura della flangia sia adeguata al tuo seno. Misura il tuo capezzolo con metro o righello. Aggiungi a questa misura 2-3mm se la flangia che hai è morbida, 3-4mm se è rigida, e avrai la tua misura ideale. Misura entrambi i capezzoli a riposo, non allattando da 20-30 min, potresti avere misure diverse. Se la differenza tra i due seni è minima (1-2mm) potrebbe andar bene la stessa flangia. Non devi sentire dolore o vedere che areola e capezzolo cambiano colore, o capezzolo cambia forma. Questi sono segnali che ti indicano che probabilmente quella flangia non è adatta a te!

– mentre fai estrazione cerca di stare vicino al tuo bimbo, toccalo, guardalo, se non puoi farlo allora pensa a lui, guarda delle sue foto, concentrati sul tuo bambino…❤️

– copri con un calzino il biberon del tiralatte. Hai mai osservato una pentola in attesa che l’acqua bolle? Osservandola sembra ci voglia tanto per bollire…invece se fai altro l’acqua bollirà in pochi secondi🤪

Vale lo stesso principio!

Non deve importati quanto estrai, ma come vivi quel momento.

– utilizza tiralatte poco tempo. Stare attaccati mezz’ora,un’ora…non serve a nulla. Pensa al tuo bambino…come si comporta al seno? Alterna suzione e pause.

Ecco, cercare di usarlo simulando atteggiamento del bambino, è una strategia valida.

Sono molti gli schemi di utilizzo, serve capire perché stai usando tiralatte, quanto latte ti serve…ti consiglio supporto mirato di una consulente IBCLC per capire come usarlo al meglio! Ti meriti il meglio

Ma in generale…10-15 min per seno sono un tempo sufficiente, serve capire che schema utilizzare per soddisfare le vostre personali esigenze!

– elettrico o manuale? Dipende da te, scegli cosa ti fa stare meglio

Vedi articolo “come scegliere tiralatte” per sapere cosa valutare!

– durante estrazione puoi fare compressioni al seno. Questo gesto aiuta molto efficacia dell’estrazione, sia durante la poppata sia durante l’uso del tiralatte. È importante però come fai compressione! Posiziona la tua mano lontano dalla flangia, abbastanza da evitare che facendo compressione possa togliersi il sottovuoto tra seno e flangia, così come serve fare attenzione durante la poppata! Mantieni compressione qualche secondo e poi rilascia! Cambia la parte di seno che comprimi, il tuo seno ha dotti ovunque! Quindi potrai anche così ottimizzare estrazione

– accertati che la flangia sia ben aderente al seno, così che si crei sottovuoto! Questo permetterà di estrarre più latte grazie al movimento di vacuum del tiralatte!

– servono almeno 50-60 cicli al minuto. I cicli al minuto sono i movimenti di vacuum del tiralatte, quando tira il tuo capezzolo all’interno della flangia per intenderci. Un buon tiralatte elettrico deve garantire almeno 50 cicli al minuto. Dovresti trovare nel libretto istruzioni tra le caratteristiche anche quest’anno indicazione. Ma se non la trovi, basta contare! Conta i movimenti di estrazione in 60 secondi e capirai se il tuo tiralatte elettrico è ottimale.

E se il tiralatte è manuale? L’uso del tiralatte manuale, così come quello elettrico, prevede modi di utilizzo vari. In generale potrai mantenere stesso ritmo anche se il tiralatte è manuale. Molto più semplice di quanto pensi, prova e vedrai. Ma potresti anche non farlo, e sfruttare il momento di estrazione del latte, prima di premere nuovamente sulla pompa manuale per estrarre. Anche in questo caso per lo schema di utilizzo ti consiglio consulenza professionale con IBCLC!

– momenti migliori per estrarre? Durante la poppata, da altro seno; subito dopo la poppata da entrambi i seni; 45-50 min dopo la poppata hai un picco di prolattina, potresti sfruttarlo; la mattina presto.

In generale…estrai ogni volta che puoi, ogni volta che hai un momento, e cerca di ottimizzare come detto. Non estrarrai mai la stessa quantità, ma vedrai che andrà bene!

Fai del tuo meglio!

Hai allattato e stai allattando! Questo conta, questo ti ha già dimostrato che sei perfettamente in grado di nutrire il tuo bambino!

Questo vale più di ogni estrazione!

L’aspettò psicologico incide molto su uso del tiralatte

E spesso viene sottovalutata questa variante, invece incide parecchio

Perché non devi dimenticare che il latte viene prodotto dal tuo corpo da un meccanismo che parte nel cervello, centro di ogni nostra emozione.

Ciò che provi condiziona ogni tuo gesto, ogni tuo obiettivo

E spesso le emozioni si nascondono dietro mille filtri…

Mettere in atto ogni consiglio e non soddisfare le tue aspettative, vuol dire che avevi aspettative! E già questo incide parecchio! So bene che sperare di riuscire in qualcosa è naturale! Stai provando a dare latte al tuo bambino anche se devi allontanarti da lui per qualche motivo, lavoro , inizio del nido, distacchi momentanei. E questo aspetto ti stressa tanto! Fidarti di te e dei tuoi poteri è fondamentale! Così come lo è come vivi il momento dell’estrazione!

Fidati di te

Fidati del tuo corpo

Scrivimi se hai difficoltà o se vuoi scoprire lo schema di utilizzo del tiralatte adatto a te!

Ti abbraccio❤️

Introduzione alimenti

Iniziare a proporre alimenti ai bambini porta con se sempre tanti dubbi
Cosa posso offrirgli? Tutto
In che quantità? Lascia che scelga lui o lei
A che ora? Valuta riposini

Requisiti necessari per avviare introduzione altri alimenti per lattanti, secondo OMS: aver compiuto 6 mesi (età in cui il microbiota intestinale è adeguatamente formato e il bambino sarà pronto a digerire nuovi alimenti), stare seduto da solo (adeguato stimoli e attività svolte sin dal secondo mese di vita lo aiuteranno a maturare questa capacità, utile affinché si possa deglutire e digerire il cibo adeguatamente), mostrare interesse per cibo (capacità che viene spesso confusa con la voglia del bambino di acchiappare qualunque cosa, che si vede sin dai 4 mesi. Non vuol dire essere interessati al cibo. Sono due interessi diversi. Attendere che si raggiungano i requisiti necessari potrà mostrarti se è pronto a portare in bocca e a mettere dentro la bocca il cibo) , aver perso riflesso si estrusione della lingua (un movimento naturale attraverso cui il bambino si difende per istinto dall’inserimento si corpo estranei in bocca, quindi porta tutto alla bocca ma poi fa questo gesto con la lingua come a voler leccare l’oggetto, ma non insordire in bocca. Un gesto che lo protegge e che perderà non appena sarà pronto ad ingerire cibo).

Tutti i requisiti devono essere co-presenti per potersi dire pronto un bimbo ad introdurre altri alimenti, non solo alcuni si essi dunque, ma tutti i requisiti insieme dovranno esserci!

Tutto questo vale per bambini sani e nati a termine. In caso di patologie è giusto rifarsi alle indicazioni di un medico per seguire tempi e necessità individuali del bambino

Ogni bimbo è a se! Non esiste una tabella di marcia unica, non ci sono scadenze, non c’è una gara! Tuo figlio maturerà i requisiti con i suoi personali tempi.

Saper attendere, rispettare i suoi no, non insistere e avere un atteggiamento sereno a tavola, è ciò che possiamo fare per lui. La competenza dei bambini è innata! Sanno gestire le loro esigenze e sapranno apprezzare lo stare a tavola e il cibo se avranno la possibilità di scoprirne la bellezza oltre che la bontà.

Capita spesso che nei primi giorni non si azzecchi l’orario giusto!

“Il bambino richiede il seno quando vuole, come posso capire se ha fame?”
“Ha bevuto il biberon appena sveglio, ora non mangerà mai!”

Se pensi che l’obiettivo sia finire un vasetto, o mangiare almeno una certa quantità affinché si possa definire “pasto”, potresti pensare a lungo che tuo figlio non mangia!
Invece è assaggiando che si scoprono i sapori, che si ha voglia di mangiare altro, che si impara a capire che quel cibo piace.

Conosci tuo figlio.
Ha 6 mesi e sai quanto tempo sta sveglio tra un pisolino e l’altro
Quando cerca il seno
Sai capire se sta mangiando al seno o ha solo bisogno di te per rilassarsi, per fare un breve momento di suzione.
Tu sai!

Ecco allora che capire quando offrire cibo potrebbe non essere così complicato!

A questa età serve ancora fare un riposino la mattina, anche 1 oretta dopo essersi svegliati dalla notte.
Non appena si sveglia dal riposino, dopo mezzoretta potresti proporre qualcosa.
E potreste mangiare insieme

idee

Frutta grattugiata o frullata e Philadelphia
Un cupcake (ricetta senza zucchero)
Frutta fresca
Pancake (senza zucchero) con frutta
Yogurt bianco al naturale e scagliette di cioccolato fondente e/o frutta

Lascia che tocchi il cibo
Di qualunque consistenza sia

Raccontagli cosa state mangiando
Sapori
Colori
Gusto

Ti sei fidata di lui in tutti questi mesi
Hai visto quanto è competente!
Sa di cosa ha bisogno
Sa farti capire anche un “no grazie”
Offri e fidati!

Serve tempo
Servono possibilità
Mettetevi a tavola insieme ad ogni pasto
Forse per un periodo potresti mangiare prima, rispettando poi il suo riposino pomeridiano.
La vostra routine puó sincronizzarsi
E introdurre nuovi alimenti accompagnati dai genitori è in assoluto il modo più efficace affinché si instauri un rapporto con il cibo sano, affinché non si abbia paura della novità

Quindi quanti volte al giorno devo offrire cibo?
Inizia a tavola con te

#insiemeatavola

Come intrattenere bimbi 1-3 mesi. Idee attività

Come intrattenere bimbi 1-3 mesi

Ci chiediamo spesso cosa fare con i nostri piccoli in casa
Stimolare le loro competenze è fondamentale per accompagnarli nella crescita e nella maturazione del movimento fisico

La mente matura sempre prima del corpo
Quindi stiamogli dietro!

Si comincia con tummy time su di te!❤️

Poi a terra a pancia in giù (non arrenderti se vedi che sta solo pochi secondi all’inizio, è normale! Ma tu non smettere di provare anche 3-4 volte al giorno, sempre rispettando i suoi tempi! Andrà sempre meglio vedrai!!!)

Stimoli in bianco e nero! La loro vista all’inizio è offuscata e vede contorni da vicino e senza colori
Quindi carillon, tappeto a terra e libri in bianco e nero sapranno aiutarlo a distinguere ciò che vede

Musica!
Suoni

Stimoli riflesso apertura mano

Materiali diversi da toccare per esperienze sensoriali

Tutto nel video che ho preparto per te! Il supporto alle mamme per me passa anche da qui! La qualità del tempo con i nostri figli credo possa incidere sul benessere di tutta la famiglia. Inoltre credo ci sia poca informazione riguardo l’importanza di adeguati stimoli per i bambini, sin dal secondo mese di vita. Stimoli che lo accompagneranno nel cammino verso la consapevolezza di se e di cosa ai può fare!

Il tempo da dedicare alle attività in queste prime settimane di vita non è molto!

Il piccolo dorme ancora spesso. È necessario sfruttare le finestre di veglia e iniziare a metterlo giù a terra. All’inizio potremo riscontrare difficoltà, potrebbe piangere quasi subito dopo averlo messo giù. Cerchiamo di dargli stimoli visivi e sonori ma rispettiamo i suoi tempi! Quindi nessuna forzatura! Durante il giorno continua a riprovare, anche 3-4 volte, non abbatterti!

Deve maturare i muscoli di schiena e collo, serve tempo, ha fastidi ma passeranno. Sei la sua guida verso il movimento indipendente. Ha bisogno di te per scoprire cosa può fare!

Creare un ambiente adeguato a lui, alla sua altezza visiva, accessibile con gli occhi e potenzialmente anche con le mani, Ei certamente il primo passo utile…sarai poi tu agendo a mostrargli le sue possibilità. Ti imiterà, farà quei gesti anche lui molto presto. Prendere un gioco, riposarlo, girarsi, alzarsi…

Buon avvio attività insieme!

In arrivo altri post per età successive

Un abbraccio a te ❤️

Come intrattenere bimbi 3-6 mesi. Come si può stimolare un bambino a questa età?

Come intrattenere bimbo 4-6 mesi

Continua il mio supporto per te su come intrattenere il tuo bimbo in base alla sua età

Competenze diverse che richiedono attenzioni diverse
E stimoli diversi!

Arrivare pronti ai 6 mesi con una adeguata postura eretta e riuscendo a stare seduti da soli, richiede allenamento
E questo è uno dei requisiti necessari per iniziare introduzione alimenti!

Quindi forza!
Le idee sono tante
E ogni spunto potrebbe crearne di nuovi!

Se vuoi ci sono
Il supporto alle mamme per me è anche questo!

La gestione della tua giornata, del tuo tempo con il bambino, credo faccia parte della benessere della diade, ma non solo, della famiglia intera!

Un abbraccio a te❤️

Ambiente a prova di bimbo. Quanto incide sulla relazione genitori-figli?

Le prime attività con i nostri bimbi iniziano presto, prestissimo!
Dal secondo mese di vita è importante stimolare il movimento dei bambini grazie al tummy time e agli stimoli sonori e visivi.

Creare a un ambiente a lui accessibile visivamente, quindi alla sua altezza, è certamente stimolante oltre che utile a creare attività fattibile insieme.

Un ambiente che cambierà e si adeguerà ai suoi cambiamenti.
Alla base di ogni scelta di arredamento va considerata “l’accessibilità” a tutto ciò che si rende disponibile al bambino!

In un primo momento noi messi a terra con loro potremo prendere da mobili bassi e visibili anche al bambino, oggetti che vogliamo inserire nel gioco.
Da un sonaglio, un libro, una pallina…qualunque oggetto potrai prenderlo da seduta o da sdraiata accanto a lui e lui ti vedrà.

Quei gesti, quel modo di prendere un oggetto e posarlo e prenderne un altro.
Stai mostrando lui come potrà fare non appena ne avrà le competenze. E lui farà tutti quei gesti!

Stai mostrando lui come potrà fare da lì a poco anche in autonomia

E sai qual’è il bello?
È attraverso l’esempio che si mostra come essere.
L’educazione parte dal vedere e ascoltare i propri riferimenti.
E tu genitore sei il primo vero riferimento di tuo figlio.
Da te apprende il suo modo d’essere.

Tutto inizia da qui
Dal gioco condiviso
Dai primi gesti visti e compresi
Il suo cervello osservando impara
Metterà presto in pratica ciò che grazie a te sta vedendo.

L’ambiente intorno a lui e l’accessibilità attraverso te a tutte quelle attività, che state facendo insieme, gli permetterà di vedere e percepire tutto ciò che esiste oltre te, riferimento primario, tutto quello che può scoprire e fare e imparare.
Un mondo in cui l’ambizione è “poter fare da se”, e potrà farlo grazie a te!

movimentoindipendente #esserci #accompagnareifigli #allascopertadelmondo #ambienteaprovadibimbo