Si presenta come un puntino bianco o giallognolo sul capezzolo o su areola.
Sentirai dolore proprio dove c’è il puntino o appena dietro.
Comprimendo il seno come a voler fare uscire il latte, potresti vedere l’ampolla rigonfiarsi
Perché mi capita?
Un dotto ostruito racconta di un seno non drenato efficacemente!
Può capitare perché il bimbo fa poppate distratte, quindi si attacca e si stacca, perché ha altro a cui pensare, e allora non drena come dovrebbe.
Oppure può capitare se si attacca a distanza di troppe ore da precedente poppata
O se si addormenta facilmente non drenando bene il seno
O ancora perché hai una iperproduzione e quindi al di là delle eseigenze di baby producendo latte in più che non viene drenato bene, puoi avere una o più perle da latte
Dipende dalla sua età, valuta il suo andamento del momento e se noti un distanziamento di tempo maggiore, o che produci oltre la sua richiesta, potresti fare una spremitura manuale lieve di pochi secondi prima che scenda una calata, così da frenarla!
E sarai comunque sempre pronta per il tuo bambino in ogni momento!
Ma avrai evitato ostruzione, ingorgo e altro…!!!
Come gestirla?
Potrebbe durare giorni e anche settimane e poi andar via spontaneamente grazie alla suzione del tuo bambino.
Causa fastidio o dolore durante la suzione, ma anche dopo!
Ecco che allora te ne accorgi e hai l’esigenza di toglierla.
Tra i vari metodi, il più efficace che ti consiglio è il caldo umido sul seno unito ai sali epsom, che trovi facilmente in farmacia o parafarmacia o anche online.
Ecco la procedura:
2 cucchiaini di sale
1 tazza ampia
Sciogli il sale in poca acqua calda (potresti mettere tazza in microonde) e poi aggiungi restante acqua così da ottenere temperatura calda, ma senza bruciarti!
A questo punto immergi il seno nella tazza per qualche secondo
Continua a fare impacchi sul seno con la stessa acqua finché la sentirai calda, aiutandoti con una tovaglietta che immergerai e strizzerai, poggiandola poi sul capezzolo/areola.
Al termine di questa procedura, prova a scrostare molto delicatamente la perla di latte con la tovaglietta stessa o con una unghia.
Delicatamente! Quindi non forzare!
Non serve toglierla, potresti farti una lesione cutanea.
Sarà poi la suzione del bambino a fare tutto il resto.
Se non ti viene semplice toglierla, non insistere.
Al prossimo bagno di sali e impacchi successivi andrà meglio, vedrai!
Potrai ripetere tutto per 3-4 volte al giorno.
Mi preme consigliarti di non avere fretta nel toglierla, perché troppo spesso vengo contatta per gestire il fastidio cutaneo che le mamme provano dopo averl grattato via la perla troppo velocemente!
Ti creeresti una lesione, andresti incontro a probabile infezione batterica, avresti fastidio di certo durante la suzione anche più che con la perla di latte!
Piano piano andrà via!
Questa procedura è efficace!
Altra procedura valida è mettere su capezzolo e areola olio di oliva, e fare un dolce massaggio con una lieve pressione.
Sempre prima della poppata.
Capita che ai bimbi dia fastidio il sapore.
Per pulirsi usare sempre del caldo umido, magari una tovaglietta.
Mai Il freddo o salviettine
Avresti più fastidio!
L’utilizzo di un ago sterile per rompere ampolla lo sconsiglio vivamente!
Il fai da te in questi casi può davvero farti male!
Se lo riterrai opportuno e in via marginale, qualora altri metodi non funzionino, rivolgiti ad una ostetrica o al tuo medico per effettuare questa procedura!
Inizia il movimento, quello che permette di spostarsi nello spazio sempre meglio!
È sempre più consapevole
Esplorare è una esigenza
Ecco che potresti notare che il tuo bimbo cerca meno il seno.
Proprio perché ha tante distrazioni a cui fare attenzione
Quello che capita molto spesso è che il bambino tenda a recuperare il suo latte la notte!
Spesso le madri raccontano che i bambini sembrano allontanarsi da loro durante il giorno
Fanno più attenzione anche ad altre persone oltre alla mamma
E in alcune situazioni potresti notare che quasi preferisce altri a te!
Questo è legato al fatto che questa persona sta stimolando il tuo bambino attraverso gioco e interazione…
E la sua voglia ma anche esigenza di scoprire il nuovo e di “farsi notare” da altri oltre che da te, è molto forte!
Ti tranquillizzo subito dicendoti che non sta preferendo altri a te, come detto si tratta di una esigenza di esplorazione e interazione che va oltre il bisogno di te. Ha bisogno di te e se sempre il suo primo riferimento! Avete superato l’esogestazione e l’ansia da separazione, e grazie al tuo esserci ora si sente pronto ad esplorare e interagire anche con altri oltre che con te!
Un cambiamento che fa parte della crescita
E racconta quanto il tuo bimbo stia cambiando e evolvendo!
Torniamo alla notte…
La ricerca maggiore del seno la notte viene chiamato “allattamento a ciclo invertito”
Una dinamica che può attivarsi anche per il rientro a lavoro o ingresso al nido
Quindi una separazione di alcune ore tra mamma e bimbo, che poi sfocia in una maggiore ricerca di te nelle ore in cui state insieme, e ancora di più nelle ore notturne
Perché la notte?
Perché non ci sono più stimoli
Non ci sono distrazioni
E allora la ricerca del seno diventa dinuovo prioritaria rispetto al resto!
Parliamo di bambini già introdotti al cibo…
Ogni bambino ha un approccio personale e mangerà tanto quanto riterrà opportuno. Fidarsi è fondamentale per vivere al meglio il suo rapporto con il cibo!
E anche questo influisce sull’esigenza di latte, latte che cambiando continua a soddisfare i bisogni del bambino fantasticamente!
Latte materno che nel secondo anno di vita si arricchisce in nutrienti legati alla protezione immunitaria (come lattoferrina, iGA, lisozima), adeguandosi sempre alla crescita del bambino.
Una composizione che torna un po al contenuto del colostro, e non è un caso!
Il bambino esplora, mette in bocca, interagisce con più persone e con altri bimbi, dare forza al sistema immunitario rientra nella natura e in quanto esigenza permetterà al bambino di essere più forte nel contrastare ogni attacco virale e/o batterico che lo riguarderà! Così come il colostro che prepara il bambino ad affrontare il nuovo mondo in cui si trova fuori da te!
Fantastico vero!?!
Come cercare di ottimizzare il vostro allattamento evitando una maggiore ricerca la notte?
Per natura il tuo bambino a questa età ha bisogno di almeno 1 poppata la notte.
Un bisogno che rientra nella fisiologia del bambino, ma che non è detto che ci sia.
Altra dinamica che potreste vivere, ma più verso la fine di questo passaggio di crescita, riguarda il suo attaccarsi al seno per pochi secondi/minuti e poi staccarsi. E a volte ripetere questo gesto di seguito a distanza di pochi minuti. Dipende anche da quanto è preso da altro. Dinamica anche questa che rende sfidante la gestione da parte tua!Soprattutto in pubblico! Ti capisco!!! Ecco perché cercare di guidarlo verso una gestione diversa delle poppate credo sia molto utile!
Potresti essere spinta dalla sua minore ricerca del seno di giorno, a cercare di toglierlo la notte…
Se l’esigenza di terminare il vostro percorso di allattamento riguarda il benessere tuo e del tuo bambino sotto tanto aspetti, allora intraprenderete questa strada meglio se seguiti da consulente ibclc. Ma se pensi di smettere perché è pronto il bambino, potresti scoprire che così non è…
Potrebbe non risultate semplice così come sembra
Perché il suo distaccarsi il giorno non è connesso con la prontezza per una slattazione, ma piuttosto ad un bisogno di concentrarsi su altro per esigenze di scoperta!
Quindi questa spinta di distacco dal seno, potrebbe risultare sfidante per te
Il mio consiglio è di cercare di creare un contatto con il bambino quando vi ritrovate, prima della notte dunque, così da ottimizzare le poppate prima della messa a letto.
Un bagno insieme
Un bagnetto al bimbo seguito da massaggio e contatto pelle a pelle sotto una coperta
Appartatevi in modo da evitare stimoli esterni per un tempo tutto vostro
E fatelo anche 2-3 volte durante il giorno quando siete insieme.
Cerca di offrire a lui/lei la possibilità di contatto con te, così che possa soddisfare i suoi bisogni anche il giorno
Ma è necessario aiutarvi in questo!
Cercare di trovare dei momenti per voi
È assolutamente efficace
Ma come, cerca meno il seno ed io devo offrirglielo? Non è un tornare indietro?
La risposta è no!
Non è tornare indietro
È cercare di ottimizzare un momento del vostro percorso in cui potresti notare una notte intensa ricca di ricerca del seno.
Una ricerca che per il bambino potrebbe non essere interferente per il sonno
(Cerca il seno dormendo e continua a dormire anche dopo)
Ma potrebbe diventare sfidante per te
Se non riesci a riprendere il sonno facilmente, oppure se ogni volta che ti cerca ti svegli, o se devi alzarti perché dorme nel suo lettino
Ecco che intervenire durante il giorno limita certamente la ricerca notturna
Potresti anche riuscire a limitare la notte ad un solo risveglio, o due!
Questa esigenza di scoperta crea nel bambino nuove dinamiche da metabolizzare
Grazie ai neuroni specchio molto recettivi a questa età, noterai la sua tendenza ad imitarti, a scrutarti in ciò che fai e che dici e il suo bisogno di “seguirti” fisicamente cercando interazione
Ma noterai amche il bisogno di spostarsi nello spazio e di esplorare anche al di là di te
Tutto questo la notte lo vedrai!
In che senso?
Nel senso che è dormendo che si cresce!
È dormendo che il cervello in assenza di altri stimoli, riesce a fare il suo lavoro più intenso
E in alcuni periodi questo lavoro è più importante che in altri
È un “passaggio di crescita”
Un cambiamento che riguarda non solo le abilità fisiche ma anche mentali
E che ti mostrerà quanto il tuo bimbo stia cambiando crescendo
Potresti vedere sviluppi evidenti nel suo modo di muoversi e di interagire
Quindi aspettati anche un po’ di movimento fisico del tuo bimbo la notte, mentre dorme
Lui dorme!
Tu magari meno perché il suo movimento ti sveglia
E lo capisco!
Sono momenti che certamente fanno pensare che sia colpa dell’allattamento tutto questo
Ma non è così!
Questi passaggi di crescita riguardano tutti i bimbi
E tutti I bimbi mostreranno la notte i loro momenti di crescita più intensi!
Tu puoi farcela!
Perché adesso sai che sono momenti!
Che grazie ad allattamento questi momenti sono gestiti anche meglio perché alzarsi e preparare il latte o cullare o altro potrebbe essere ancora più sfidante
Non è il seno la causa del risveglio
Ma piuttosto è lo strumento necessario ad addormentarsi!
Un valido alleato per te, credimi!
Più sarai serena nel vivere questi momenti di difficoltà del bambino, ma anche di crescita e cambiamento, più entrambi vivrete questi momenti come momenti!
Con la consapevolezza che hanno un inizio e una fine
E saperlo aiuta!
Perché chi ci racconta che tutto questo potrebbe avvenire?
“Mio figlio dorme pochissimo! In pratica è sempre attaccato a me!
Forse sto sbagliando qualcosa
Forse lo sto abituando male
Forse hanno ragione tutti a dirmi che lo tengo troppo in braccio, che sta troppo con me!”
Ti ritrovi ad avere pensieri simili a questi?
Beh, allora posso dirti che sei una madre attenta ai bisogni del tuo bimbo, che fa il possibile per aiutarlo a soddisfare ciò di cui ha bisogno, sempre!
E nel farlo vedi quanto il tuo esserci lo faccia stare bene!
A contatto con te lui/lei ha tutto ciò di cui ha bisogno per stare bene
Per sentirsi al sicuro
Sempre!
E questi dubbi che ti ruotano nella mente?
Sei consapevole di ciò che serve al tuo bimbo per stare bene!
Avete una connessione e comunicazione unica
Nessuno più di te potrebbe cogliere e soddisfare i suoi bisogni
Proprio perché la tua prospettiva è unica
E la vostra relazione iniziata in grembo, cresce e si sviluppa ogni istante sempre di più!
Ma poi la realtà irrompe tra di voi…
Vorresti sistemare un po’ casa…
Mettere una lavatrice
Cucinare
E magari guardarti un po’ allo specchio, e perché no…sistemare i capelli e metterti un filo di trucco
E invece…
Non riesci a fare nulla di ciò che programmi!
Neanche piccole cose
E questo è frustrante!
Questo ti porta a pensare che forse stai sbagliando qualcosa…
Perchè non è possibile che ogni volta che lo metti giù in cesta o culla, lui si svegli dopo pochi minuti!
A volte subito!
Proviamo a rifletterci insieme…
Sei consapevole di ciò di cui ha bisogno tuo figlio?
Certamente si
È sbagliato cercare di soddisfare i suoi bisogni di contatto?
No, non è mai sbagliato farlo!
La dipendenza crea indipendenza
È grazie al tuo esserci che il tuo bambino saprà diventare indipendente, forte, sereno!
Proprio grazie alla “base sicura” che insieme state costruendo
E che nei primi 3 anni i vita vede creare le fondamenta del suo essere nella vita!
A te come fa stare gestire i riposini a contatto?
Questa domanda conta molto!
E conta molto scindere ciò che gli altri vorrebbero da ciò che tu vorresti!
Siete una diade
Un tutto composto da due parti che meritano entrambe benessere allo stesso modo!
Se vivi il momento del riposino in modo sfidante, potrebbe essere necessario cambiare qualche strategia
Così da tentare di ottimizzare la gestione del tempo anche per te…
Vediamo insieme cosa potrebbe aiutarvi a stare bene e ad ottimizzare questi momenti:
👉🏻sdraiatevi a letto durante il riposino, alzarti potrebbe essere più semplice
👉🏻mettilo giù in cesta o culla chinandoti insieme a lui/lei. Chinati senza fargli vivere il distacco brusco da te, accompagnalo fisicamente giu. E quando togli le tua braccia da sotto, aspettati che senta che qualcosa è cambiata e che il suo sonno diventi leggerissimo! Stai lì! Mantieni le braccia attorno a lui, respira con calma e continua a mantenere il contatto!
E tutto si evolve poi lentamente…
👉🏻prima di provare un distacco attendi il sonno più profondo. Che arriva circa 20-30 minuti dopo l’addormentamento
👉🏻sfrutta tutti i vantaggi del babywearing!
👉🏻i riposini diurni per natura sono brevi! Solitamente rispettano un ciclo di sonno, 35-40 minuti. Dai 4 mesi in poi potresti notare un riposino più lungo il pomeriggio, il suo sonno matura!
👉🏻ci saranno dei periodi in cui la richiesta di contatto, soprattuto nel sonno, potrebbe aumentare! Sono momenti, e cercare si accoglierli piuttosto che sfidarli è certamente la soluzione! Fanno parte della crescita, e sempre raccontano qualche difficoltà del bambino! Grazie a te saprà superare tutto!
Se invece ti rendi conto che quei momenti di riposino in realtà servono anche a te, (fermarsi aiuta a rigenerarsi e aiuta anche la tua produzione! La prolattina infatti è connessa anche con il tuo riposo!)
E allora…semplicemente goditeli!
E tutto il resto può attendere
Chiedere aiuto potrebbe essere la soluzione…
Sia per la casa che per cucinare qualcosa!
Questo non è “fare nulla”
Questo è accudire un bambino durante la sua crescita
Creare con lui e per lui una solida base sicura
Donare conforto, serenità, presenza…
Questo È tutto!
Un bambino sereno oggi, sarà un adulto sereno domani!
Sentirsi a proprio agio con le scelte che si prendono è importante!
Appagante anche!
E tu certamente saprai scegliere per te e per i tuoi figli sempre il meglio!
Verso i 18-24 mesi i bambini attraversano un momento della crescita molto intenso.
Un momento che non viene molto raccontato, sia dai professionisti che dalle mamme. Perché spesso non si arriva ad allattare fino a questa età
E se si sceglie di farlo, non si trova facilmente qualcuno con cui confrontarsi…
Questo momento della crescita comporta spesso alcuni atteggiamenti che riportano la diade a situazioni vissute mesi prima.
Il bambino mostra l’esigenza di contatto molto alta, torna a cercare il seno molto spesso, la notte soprattutto, e si mostra anche molto infastidito se percaso la mamma, certamente perplessa per questo cambiamento, dovesse tirarsi indietro e cercare di evitare di dare il seno spesso.
Magari nella convinzione che così facendo possa tornare indietro anziché andare avanti verso una minore ricerca del seno…
Dopo un momento sfidante vissuto verso i 12-13 mesi, in cui hai creduto di sbagliare qualcosa, hai vissuto i suoi numerosi risvegli e la sua ricerca di te certamente maggiore rispetto al solito, dove hai pensato di staccare allattamento perché per te era tutto troppo…
Ti ritrovi adesso con un bimbo “grande” che si comporta da “piccolo”.
Che mette in atto gesti come se avesse pochi mesi di vita…
E come potrebbero non venirti mille dubbi?
Come potresti non pensare che è troppo faticoso, che così pensi di non farcela…?
Concediti queste emozioni
Concediti la possibilità di capire cosa fare affinché entrambi possiate stare bene
Perché entrambi siete parte di un tutto!
Ogni mamma merita di conoscere la fisiologia del bambino, cosa aspettarsi nella crescita
Così da poter non solo sapere cosa prova il suo bimbo, ma anche per riuscire a gestire al meglio quello che è un momento, che quindi ha un inizio e una fine
E poter dunque avere la serenità e lucidità necessaria ad affrontare tutto questo!
Cosa aspettarsi a questa età?
⁃ Maggiore ricerca di te, del seno, della tua presenza e del contatto
⁃ Risvegli più frequenti soprattutto nella seconda parte della notte, dalle 2-4 di notte in poi, quando la melatonina si riduce e diventa più difficile gestire il sonno per il tuo bimbo
⁃ Evoluzione motoria e neurologica molto importante! Questi momenti raccontano che il tuo bimbo sta crescendo. Si tratta di una progressione che riguarda tutto! Mente e corpo. Te ne accorgerai!
⁃ Diffidenza verso gli altri. Anche verso persone con cui solitamente stava. Ha bisogno di conferme da parte dei suoi riferimenti primari! Conferme che lo aiuteranno a trovare la serenità per andare avanti!
⁃ Il tuo bambino sta vivendo un grande momento di crescita verso una nuova autonomia e consapevolezza di se! Sta imparando a gestire nuove competenze e abilità sia fisiche che mentali! Questo comporta dei fastidi che ti mostra così, cercandoti. Perché sa che grazie a te può superare tutto!
– risvegli accompagnati da pianto/urla e movimento fisico…potresti vedere che si alza per spostarsi da te! Un modo facile ed efficace per gestire questi giorni potrebbe essere il cosleeping. Se già non lo stavate facendo, tenerti accanto il bambino ed aiutarlo a vivere e superare questi momenti di difficoltà potrebbe agevolare il sonno di entrambi! E se ti stai chiedendo…ma così non torniamo indietro visto che dormiva nel suo lettino, e non è stato semplice farlo dormire lì?!? La risposta è: stai tranquilla! Saprai accompagnare il tuo bimbo verso la conoscenza delle sue possibilità! Non si torna indietro, si va sempre avanti! Fidati di voi! Siete una diade forte e questo renderà il tuo bimbo sereno e capace di gestire ogni cambiamento con forza! Vedrai!!!
⁃ Il tuo latte si arricchisce a questa età di tanti fattori immunitari! E questo non è un caso! Il bimbo è sempre più libero di muoversi ed esplorare e il tuo latte segue la sua crescita donando lui un sistema immunitario più pronto a gestire nuove esplorazioni, nuovi contatti…la natura non fa nulla per caso! E il latte materno è fantasticamente vivo anche dopo 2 anni di allattamento! Da non credere vero!
⁃ Durata: circa 15-20 gg. Ma prendi sempre con le pose questi numeri. Ogni bimbo è a se, ogni diade è a se e certamente sono tanti i fattori che possono incidere. Ambiente, serenità generale, dialogo. Questo non vuol dire che non ti sia concesso dire “sono stanca!”, anzi…cerca di sfogare e dare voce alle tue emozioni, che sono sempre giuste e lecite! E così le affronterete insieme!
Ora sai che allattare a questa età potrebbe creare dubbi e incertezze
Sai che si tratta di un momento, sfidante, ma certamente che rientra nella fisiologia del bambino.
Se scegli di accogliere tutto questo, potrai farlo con la consapevolezza che non stai sbagliando nulla!
Anzi! Il tuo bimbo cerca e trova in te riparo e conforto nei suoi momenti difficili!
Ma tutto questo lo vive solo chi sta allattando un bimbo a questa età?
Assolutamente no!
La crescita è una storia che riguarda ognuno di noi, allattamento o non allattamento!
Chi sta allattando condivide molto di se con il bambino, e accorgersi di queste difficoltà e cambiamenti è più facile. Ma ogni bambino a modo suo durante la crescita mostrerà le sue difficoltà e il bisogno dei propri riferimenti, giorno e notte! Te lo garantisco!
Questo racconta quanto tu ti stia prendendo cura di lui/lei al meglio!
Continua così!
Ascoltati e ascolta il tuo bimbo o la tua bimba
Saprete sempre che cosa serve ad entrambi per stare bene!
Non esiste un agire giusto sbagliato
Una scelta giusta o sbagliata
Saprai come gestire questo momento quando lo vivrete
Una sensazione che assale molte mamme, che fa credere di aver perso la connessione con se stesse, ma anche con il mondo in generale.
Credi che il tuo corpo non sia più in tuo potere
Credi che gli eventi ti assalgano e che non si possano controllare
Ti senti di non poter gestire il tuo tempo come vorresti
Ti senti senza via d’uscita!
Queste emozioni appartengono a tante mamme!
Irrompono prepotentemente nella mente e possono farti perdere la lucidità
Tutto è subíto passivamente
Non sei piu parte attiva della tua vita
E nulla è gestibile come vorresti!
Vai avanti così
E alterni momenti di apparente serenità a momenti di forte rabbia, esplosioni emozionali che ti avvolgono e che non sai frenare…
Esplosioni che avvolgono chiunque ti sta intorno
E nessuno riesce a vedere dentro di te a meno che tu non scelga di mostrarti!
Come uscire da questa sensazione di malessere?
Come poter riprendere contatto con te stessa e riuscire a vedere tutte le tue possibilità?
1️⃣Mostrati! Racconta a qualcuno cosa stai provando! Qualcuno che sappia ascoltare senza giudicare.
E spesso si tratta di qualcuno esterno alla tua vita, estraneo e capace di dare valore ad ogni tua parola. Cercati un riferimento valido e vai…fai uscire da te tutto questo!
2️⃣Non smettere di raccontare cosa provi! Il primo efficace modo per gestire le emozioni è dargli un nome, riconoscerle, viverle con consapevolezza!
“Ok, sono stanca. Oggi potrei esplodere facilmente. Ho bisogno di ricaricarmi. Ho bisogno di un tempo solo mio!” E ti organizzi per avere questo tempo prima possibile!
I tuoi figli staranno bene
Tu puoi prenderti il tuo tempo!
3️⃣Domandati “di cosa ho bisogno adesso?” E datti risposte reali. Al di là di un viaggio alle Maldive…che potrebbe risultare difficile da realizzare per quanto possibile, avendo figli piccoli(probabilmente allontanarti così tanto non ti donerebbe il benessere che cerchi adesso!), cerca di darti risposte concrete, cose fattibili, qualunque cosa possa farti stare bene adesso!
Uscire e camminare
Sport
Un massaggio
Vedere il mare o la montagna
Andare in un posto che ti dona benessere
Sederti in riva al mare e ascoltare quel suono, quegli odori, vedere lo spazio intorno a te e ricordarti che hai mille possibilità, mille strade da percorrere
Serve solo riuscire a vederle…
4️⃣Continua a dedicarti tempo!
Lavoro e famiglia fanno dimenticare quanto conti avere tempo per se!
Nasce un senso di colpa che ti blocca dal fare qualunque cosa, perché i bambini hanno bisogno di te, senza di te non si cena, non si fa la spesa, casa diventerebbe un caos!
Ok! Fermati!
Prendersi un momento per se non vuol dire trascurare famiglia e doveri quotidiani
Vuol dire riuscire a stare bene e prendersi cura di tutti gli altri al meglio
Vuol dire ricordarsi di valere tanto!
Vuol dire riuscire a sorridere in media circa 400 volte al giorno, come I bambini, e non 7-8 volte al giorno come un adulto
Vuol dire saper affrontare ostacoli con più forza e serenità
Vuol dire andare a letto la sera soddisfatta, appagata, riconoscente e consapevole di ciò che fai! E di quanto i tuoi figli stiano bene grazie a te!
Vuol dire avere un sonno migliore e gestire meglio la notte i risvegli!
Se ti fai una doccia, prenditi qualche minuto per spalmarti una crema, toccati, osserva il tuo corpo. Senti le tue mani e ricordati quanto sei stupenda!
Se vai a fare la spesa, magari fatti un giro in auto con una canzone in sottofondo che ti piace!
Canta!
Se puoi scendi dalla macchina e balla!
Balla ogni volta che puoi!
Coinvolgi chi è con te, il tuo partner, i tuoi figli
Balla mentre cucini
Balla ogni volta che sembra che il tempo si fermi!
Ogni volta che sembra che le parole vadano oltre il necessario da dire
Tu balla!
Il tempo è tuo
Il corpo è tuo
Non è allattare che ti toglie queste connessioni!
Subire la maternità è frutto di tante emozioni non espresse!
Ti meriti aiuto
Cerca aiuto!
In famiglia ma anche fuori
Trovati dei riferimenti che possano darti il tuo tempo!
La tua serenità ricadrà a pioggia su chiunque ti ami
E allora saprai che il potere di gestire il tuo corpo e il tuo tempo ce l’hai sempre avuto
È davvero questo il modo più sereno per avviare introduzione alimenti?
E se invece il piano alimentare creasse aspettative e quindi possibili delusioni invece di fare da guida su come introdurre alimenti per i bimbi?
Tic toc
Tic toc
Ci siamo!
Visita di controllo in prossimità dei 6 mesi (prima si, dopo raramente…perché bisogna parlare di introdurre alimenti!)
Un appuntamento molto importante per le famiglie
Che da settimane vivono l’attesa del poter offrire al bambino cibo
Bambino che viene visto pronto
Attratto dal cibo
Sembra che frenarlo sia diventato difficile!
(Infatti qualcosina gliela facciamo assaggiare sin dal suo primo interesse mostrato a tavola😅…a chi non è capitato?!)
I requisiti di prontezza per introdurre alimenti sono precisi, e tutti necessari affinché si possa parlare di “prontezza”, e non solo qualcuno
1) Aver compiuto 6 mesi. È a questa età che il corpo risulta pronto a digerire nuovi alimenti. Per corpo intendo gli organi competenti della masticazione, deglutizione,digestione del cibo diverso dal latte. Una prontezza molto importante ai fini del benessere non solo di oggi (reazioni avverse agli alimenti, difficoltà digestive, disturbi cutanei), ma soprattutto per il benessere futuro! È stato infatti accertato da studi che introdurre alimenti precocemente può portare a malattie come diabete, tumori, obesità, e tante altre patologie legate al cuore e all’apparato digerente.
2) Stare seduto da solo. Un requisito che spesso viene sottovalutato. Invece è grazie alla postura eretta di schiena, collo, faringe, esofago e stomaco che è possibile ingerire cibo solido in modo adeguato, evitando ostruzioni, e digerendo in modo ottimale!
3) Perdere il riflesso di estrusione. Quel movimento della lingua con cui sembra leccare ogni oggetto che porta alla bocca, un riflesso che permette di esplorare il mondo e che protegge da qualunque inserimento in bocca che non sia latte! Una difesa preziosa che si perde proprio in procinto della prontezza ad ingerire anche altro. Lo verifichi facilmente con un cucchiaino, se lo accetta aprendo la bocca ha perso il riflesso di estrusione, altrimenti ancora no. In pochi giorni cambia tutto! Quindi casomai fermati e attendi ancora un po’!
4) Mostrare interesse verso il cibo! Requisito che spesso si confonde con la voglia del bambino di afferrare tutto, ma proprio tutto ciò che trova, che vedrai apparire più o meno dal quarto mese in poi. In realtà non equivale alla sua voglia e prontezza di ingerire cibo, ma solo al suo bisogno di scoprire il mondo!
Spesso infatti messo davanti al cibo tra i 4 e i 5 mesi il bambino non termina il suo gioco mangiando. Proprio perché sa che ancora non è ora!
Hai osservato e colto i segnali del tuo bimbo in tutti questi mesi! Continua così! Lui ti racconta tutto di se!
Non basta che 1 o più di questi requisiti siano presenti per poter inserire nuovi alimenti. È necessario che siano tutti presenti!
È come se ci fosse fretta perché il latte ad un certo punto non è più sufficiente a far crescere in modo adeguato i bambini…
E se ti dicessi che per i primi 12 mesi è corretto parlare di assaggi e non di pasti completi…!?!
E se ti dicessi che il latte (materno o formula 1) è alimento principale per almeno i primi 12 mesi, quindi assolutamente sufficiente al fabbisogno alimentare del bambino…!?!
E se ti dicessi che offrire assaggi durante la giornata è il modo ottimale di introdurre un bimbo al cibo, fidandoti di lui per le quantità, senza pesare nulla…!?!
Cosa ne pensi?
Chi ci da l’ok affinché si possa iniziare ad introdurre altro cibo?
Per la maggior parte delle famiglie, è Il pediatra il riferimento primario anche in questo…
È il pediatra che sa riconoscere e che dovrebbe informare le famiglie a riguardo, i requisiti necessari per proporre altro cibo
È il pediatra che ci guida su cosa offrire e come offrirlo, ma anche quando, quante volte al giorno, in che quantità…
È il pediatra che ti incoraggia a proseguire con assaggi, senza fretta, rispettando le esigenze del bambino e non del piatto vuoto…
È il pediatra a fare tutto questo??? Direi piuttosto…dovrebbe essere il pediatra a farlo!
Il pediatra può davvero donarvi informazioni e sostegno adeguato in questo momento di passaggio della crescita
Introdurre alimenti è un momento bellissimo che merita di essere vissuto con serenità e consapevolezza!
E purtroppo non sempre è così!
Tempi
Aspettative
Piattoni di pappa da finire
Altrimenti…
“Non cresce…”
“Il latte non è più sufficiente per farlo stare bene e crescere sano”
“Avrà delle carenze nutrizionali se continuiamo così…”
E stress
Dubbi
Momento del pasto difficile da gestire
Non sai più cosa proporre
Non sai quando proporre cibo
Settimane, mesi…in cui il bambino e i genitori vivono tanti momenti sfidanti. Momenti che spesso si ripercuotono poi an ge nel resto della giornata, creando tensione a tavola, in te ma anche nella coppia…
Come poter evitare tutto questo!?
Perchè non abbiamo il supporto che meritiamo?
Inizierei così…
Se il tuo bambino si avvicina ai 6-7 mesi
Se non hai idea di come introdurre alimenti
Se ogni cosa offerta viene rifiutata e non mostra alcun interesse verso il cibo
Se ti chiedi come potrà mai sostituire il latte con un pasto completo…
⁃ Scegli di seguire un buon corso su come introdurre gli alimenti (e su disostruzione pediatrica!) Un corso che ti parli di svezzamento classico ma anche di autosvezzamento. Che ti faccia comprendere come funziona il corpo del bambino, la masticazione, ma anche come e cosa offrire. Quantità, tempi, tutto! Devi sapere tutto!
⁃ Il vostro vissuto conta!!! Ricorda che in questi mesi il tuo bambino ti ha dimostrato quanto per natura è competente, sa quando ha fame, sonno, voglia di te…e tu cogliendo i suoi segnali, lo hai aiutato a soddisfare ogni bisogno. Lo stai facendo! Non smettere!
⁃ La chiave di tutto è la fiducia! Non che abbia 6 mesi, non che finisca un piatto proposto, non che assaggi sempre tutto, ma fidarsi è alla base di ogni cambiamento, di ogni passaggio di crescita! Si va sempre avanti, mai indietro. E l’istinto del bambino è forte, valido! Osserva, dagli tempo affinché possa scoprire le sue possibilità!
⁃ Il bambino sente se stesso! Nasciamo così, consapevoli di noi, dei nostri bisogni, e sappiamo cosa vi serve per stare bene. Il bambino fa questo! E portare avanti questa consapevolezza è un dono che gli fai per tutta la vita! L’Italia è tra i primi paesi in Europa per obesità e malattie cardiovascolari. Abbiamo l’esigenza di nutrire tanto noi stessi e i nostri figli! Serve? Se pensi a te stesso oggi, puoi affermare che sei in grado di di sentire e gestire il tuo corpo in base alle sue reali esigenze? Emozioni e momenti della vita possono condizionare il rapporto con il cibo. Ma non solo, ciò che mangiamo sin dalla pancia, condiziona la nostra salute da adulti! È così.
⁃ Sdradidare questa idea non è semplice. Siamo noi figli di questi modi di fare, e smettere di metterli in pratica non è facile!. Quindi torno al primo punto…
⁃ Segui un buon corso che sappia prepararti su come vivere serenamente la crescita alimentare dei tuoi figli!
Ho un consiglio sul corso da seguire!
È stato ideato e grato da Samantha Errani, infermiera pediatrica, e da Anna Volpiana, istruttrice promo soccorso.
Le trovi su facebook e Instagram come Better call Sam e sos manna.
Un corso su svezzamento e disostruzione pediatrica che include davvero tutto!
Ne esci consapevole, informata, pronta!
Seguito personalmente e consigliato perché solitamente serve seguire più professionisti per avere questo insieme di informazioni, oltre ad esperienza personale e capacità di comunicazione, aspetti non affatto scontati!
Viversi la crescita dei propri figli in serenità 24h su 24 direi che è impossibile!
Ma direi anche che queste paure, la voglia di fare sempre del proprio meglio, dar voce alla vocina che dentro di te cerca di guidarti…tutto questo fa parte dell’essere genitori, ti rende genitore!
Sai qual è il bello di tutto questo?!?
Che davvero puoi dare il meglio di te!
E questo ti donerà forza!
Diventare genitori stravolge tutto, è vero!
Ma è altrettanto vero che ti permette di essere tutto, fare tutto, diventare tutto ciò che vuoi!
Per te
Per i tuoi figli
Per chi ami e ti ama
Diventare genitori ti mostra chi sei davvero e tutti i tuoi poteri!
Avevi mai visto la genitorialità da questa prospettiva?!?
E come stai vivendo l’introduzione di alimenti e in generale i momenti a tavola con i tuoi figli?Tac
“E poi arrivano le colichette e comincia ad essere nervoso, non dorme, non si lascia mettere giù, cerca il seno di continuo…”
“Ho provato anche le goccine date dal pediatra, forse va un po’ meglio, ma il pomeriggio e la sera spesso lo vedo in difficoltà…”
Chi di noi non ha mai pensato che nostro figlio o figlia potesse avere fastidi al pancino?
Partiamo dall’inizio…
👉🏻Bimbo in grembo materno
Non sente il bisogno di spingere fuori nulla!
Non sente cosa si prova nel sentire il proprio corpo e averne un potere di gestione
È nutrito e accudito 24h/24 e ogni istante cresce e cambia in tutte le sue parti
Uno studio del 1994 ha dimostrato che il bambino inizia ad avere percezione di se dalla 28-32sima settimana di gestazione. Una percezione che include il movimento, il tatto, il sapore, la suzione…
Grazie ad una sonda ecografica e a dei test effettuati per verificare le reazioni del bambino in grembo durante l’esame, ha messo in luce come queste cambiassero nelle settimane, diventando sempre più “consapevoli” rispetto allo stimolo, oltre a quelle riflessive fisiologiche. Una connessione mente-corpo che nasce e matura poi per tutta la vita, nei primi 3 anni in particolare.
[Smith-Lilliputh Washington 1994]
Ti parlo di questo per raccontarti quanto per natura ogni bambino impara a sentire il proprio corpo, a dare valore ai segnali che riceve, e a reagire per stare sempre bene!
Un istinto che usciti dall’’utero certamente deve far fronte ad un modo di sentirsi tutto nuovo!
Per la prima volta il suo corpo gli parla e le sue reazioni fisiche e mentali possono fare la differenza sul benessere!
Lo sta capendo!
Se non contraggo i muscoli necessari, la cacca nel pancino da fastidio
Se mi tocchi sul fianco ho solletico
Se sento caldo non mi piace
Tutte emozioni e sensazioni nuove!
Mai provate!
Torniamo a parlare di aria…
In grembo non c’è!
Si sta immersi in liquido amniotico…
Come fluttuare nello spazio, sospesi
I suoi polmoni sono i tuoi!
Una volta fuori tutto cambia!
Come entra aria in corpo?
– Piangendo
– Per un attacco al seno non ottimale
– A causa del biberon dato in modo non ottimale
– A causa di una ipotonia muscolare se si respira dalla bocca e non dal naso (tiene la bocca aperta mentre dorme?)
– Per l’uso del ciuccio
– Perché si usa paracapezzoli
– Perche a volte si fa attacca e stacca dal seno
– Perche porta la manina in bocca e si esplora il mondo così
Come vedi sono tutte dinamiche con cui conviviamo chi più chi meno ogni giorno
Alcune possono gestirsi al meglio, per evitare che aria entri in circolo e che poi possa dare fastidio, come attacco ottimale al seno, evitare paracapezzoli o usarli in modo adeguato, accudire così che il pianto sia minimo…
Altre fanno parte della vita in modo naturale, come portarsi le mani in bocca o fare attacca e stacca dal seno…
Della serie “capita e non puoi fare molto per non farle capitare😅”
Come facciamo ad evitare aria nel pancino dei bimbi?
Certamente avere aria in addome, nel l’Intestino in particolare, crea fastidio
Lo sai tu da adulta, non è diverso per loro!
Ma certamente l’aria è un bolo che cammina, non si ferma nel suo percorso, è spinto dal latte (parlando di lattanti, anche dal cibo in digestione se parliamo di bimbi svezzati) dai movimenti intestinali di contrazione continua.
E poi ad un certo punto esce fuori!
Stop!
Fine
Quindi quel momento di colica che potresti vivere oggi, e dico potresti…perché non è detto che l’irrequietezza pomeridiana e serale sia legata ad aria nel pancino (quasi sempre si tratta di “sovraccarico”che porta con se tante emozioni da gestire)…quel momento ha un inizio e una fine! E spesso non è un tempo così ampio, come quando l’irrequietezza dura per ore.
Rimedi…
1️⃣👉🏻La suzione!
Grazie alla suzione efficace e ottimale del seno I bambini sanno e possono gestire mille situazioni
Fisiche ed emotive
La suzione…
💪🏻🤗Rilassa i muscoli
💪🏻🤗Permette rilascio di ossitocina, ormone che calma e placa lo stress
💪🏻🤗Permette di espellere prima e senza fastidi sia i bisogni primari (pipì e pupù) sia eventuale aria presente!
2️⃣👉🏻Massaggi.
Massaggia il tuo bimbo quando non piange, pochi movimenti che lo aiuteranno non solo a sentire se stesso ma anche te. Un momento di relazione e contatto unico che ti consiglio di cuore!
Cerca di fare massaggi favorendo il suo corpo, quindi da su verso giù per pancia e schiena; dalle caviglie verso su per le gambe. E mantieni questa direzione, evita i massaggi al contrario, per evitare rigurgito visto che non sanno gestire le risalite dallo stomaco.
3️⃣👉🏻Posizione EC (evacuation comunication) La vedi in foto insieme a questo post.
Chiamata così perché per natura facilità la contrazione la spinta dei muscoli necessari per espellere pupù. Puoi tenere il tuo bimbo in posizione EC durante il giorno quando ti va, ginocchia più su rispetto al culetto e ondeggia/cammina con lui/lei così…
4️⃣👉🏻Il babywearing!
Portare in fascia o marsupio il tuo bimbo lo aiuta moltissimo nella gestione del suo corpo.
Mai portare fronte-mondo! Quindi la sua schiena sulla tua pancia! No!
Regola molto importante ma poco conosciuta!
Nelle prime settimane/mesi di vita è bene portare il bambino in posizione accovacciata, pancia a pancia con te, per una corretta maturazione di schiena e anche🤗😉
Il tuo bambino che sia allattato al seno oppure no, saprà sempre gestire il suo corpo e nel farlo adesso ha bisogno del tuo supporto!
Il tuo esserci
Raccontargli che va tutto bene
Ondeggiare con lui in braccio
Tutto questo è di grande conforto in un momento di difficoltà!
Strumento utile per poter estrarre meccanicamente latte materno
Ma anche strumento che porta con se spesso incertezze, confusione, che porta a credere di non produrre abbastanza
“Ecco perché il mio bimbo fatica a stare al seno, con il tiralatte non estraggo quasi nulla, non produco abbastanza!”
Fermiamoci un attimo a riflettere…
I problemi legati alla produzione del latte sono limitati a pochi, pochissimi casi specifici, patologie riconosciute oppure semplicemente ad una non adeguata stimolazione del seno.
Patologie riconosciute che impattano sulla produzione di latte materno:
⁃ Infezione da HIV
⁃ Disordini tiroidei. Tutta questione di ormoni! E la tiroide è produttrice sana di ormoni! Ormoni che fanno parte a pieno titolo della produzione di latte! Connessioni che raccontano quanto il tuo benessere generale possa incidere sul benessere di un allattamento. Ipotiroidismo o ipertiroidismo sono riscontrabili attraverso precisi esami del sangue ed una visita da endocrinologo. Esistono terapie che aiutano la tiroide a rientrare nelle sue piene funzionalità. Ma non accorgersi o non adeguare adeguatamente una terapia ormonale, può avere conseguenze su produzione
⁃ L’uso di alcuni farmaci. anti-dopaminergici, fenotiazine, butirrofenoni, tiapridici, sulpiride, metoclopramide, domperidone e risperidone) , farmaci usati in alcune patologie gastro-intestinali, alfa-metildopa, reserpina, oppiacei, morfina, estrogeni ad alte dosi-
⁃ Alcuni tipi di tumori che impattano sulla produzione di ormoni, di prolattina in particolare (responsabile della produzione di latte materno). Tumori Benigni o maligni all’ipofisi, alla tiroide, alle ovaie, ai reni. In tutti questi casi la rimozione e cura del tumore permette di regolare produzione di latte, ma anche di allattare contestualmente alle cure (Il Centro antiveleni di Bergamo ha reso note le anestesie compatibili con allattamento, ma anche le cure farmacologiche e/o chemioterapiche che permettono di proseguire o di avviare allattamento. Per informazioni su compatibilità di farmaci e terapie in allattamento e gravidanza, contatta CAV Bergamo 800883300 o verifica sul sito e-lactancia.org)
⁃ Interventi chirurgici al seno che possano aver del tutto o in gran parte chiuso dei dotti lattiferi, o modificato la ghiandola mammaria (che sia stato per curarsi o per interventi estetici, può capitare che l’intervento interferisca con la capacità di allattare)
⁃ Alcune terapie farmacologiche per gestire dinamiche di natura psicologica (alcune! Anche per queste la ricerca ha dimostrato che molti dei farmaci in uso per la gestione di ansia e depressione, possono assumersi in concomitanza ad allattamento!)
STOP!
Quindi se non stai vivendo qualcuna di queste patologie, non hai motivo per dubitare del fatto che puoi produrre latte e che sei in grado di nutrire il tuo bambino!
Ti ho parlato di patologie.
Ci sono alcune dinamiche che possono impattare sulla produzione di latte, anche se non patologiche:
⁃ Salute della madre. Che si tratti di salute fisica o psicofisica, il tuo benessere generale ha un impatto sulla produzione di latte. Produzione che avviene grazie ad un meccanismo che coinvolge cervello (l’ipofisi), rilascio di ormoni, organi, flusso sanguigno, alimentazione. Tutto di te è parte di un sistema di produzione e connessione che permette di poter nutrire il tuo bambino con il miglior alimento esistente, creato appositamente per lui e che cambia il suo contenuto adeguandosi alle sue esigenze di crescita
⁃ Mancanza di contatto madre-bimbo per oltre 6 ore dopo il parto, e/o perdurare della distanza a causa di ricovero di madre o del bimbo, o a causa di regolamenti interni delle strutture nascita che prevedono separazione della diade e introduzione formula
⁃ Inadeguata stimolazione del seno dopo il parto e per svariate settimane, a causa di allattamento misto con formula, bambino che dorme troppo, ipotonico, o bambino con patologie che richiedono l’introduzione di speciale formula nutritiva
⁃ Alimentazione della madre. Il latte si forma sulla base di nutrienti già presenti nel tuo corpo, nutrienti che raccogli ogni giorno, ad ogni pasto, da quando ti nutri, quindi da sempre! Una sana e variegata alimentazione ti permette non solo di stare bene, ma di poter donare al tuo bimbo i migliori nutrienti. Il latte materno si compone di oltre 100 nutrienti, e tu li possiedi tutti! Una denutrizione grave o una carenza costante di certi alimenti, potrebbe impattare sulla produzione di latte. Avviene in terre in cui le madri non possono nutrirsi come vorrebbero, in Africa ad esempio. Le tue riserve di una vita permettono al tuo latte di avere sempre fonti da cui attingere per costituirsi al meglio! E ti dico di più…se dovessi vivere una carenza di qualche nutriente mentre stai allattando o sei in gravidanza, la natura difende il bambino! Il tuo corpo utilizzerà le riserve disponibili per nutrire il piccolo! E tu? Tu percepirai una sintomatologia dovuta a quella carenza, più evidente! Cosa che ti porterà ad indagare e a gestire al meglio la tua salute! Un sistema di connessioni e istinto alla vita che ci mostra quanto siamo forti!
Ora che stai leggendo questo elenco…
Adesso che stai escludendo di trovarti tra le possibili cause che possono portare il tuo corpo a produrre meno latte…
Spero che adesso tu possa avere più fiducia in te e nel tuo corpo!
Torniamo al tiralatte…
Dopo quello che stai leggendo, sei sicura che uno strumento possa raccontare se sei in grado o meno di nutrire il tuo piccolo?!?
Si tratta di una stimolazione ed estrazione di natura meccanica, molto diversa dalla suzione del bambino!
Simula, ma non emula ciò che il bambino fa al seno con competenza unica!
Quando utilizzi il tiralatte stai chiedendo al tuo corpo di darti latte in più!
In più rispetto alla quantità che per natura produci per il tuo bambino ad ogni sua richiesta!
Una calibrazione del seno che avviene nelle prime settimane dopo il parto.
Inserire una nuova richiesta è possibile!
Certamente
Ma serve fare richiesta con costanza, nei tempi e nei modi più adeguati a ciò che ti serve avere
Senza strafare
O al contrario, senza aspettarti di ottenere dalla prima estrazione una certa quantità (che solitamente coincide con la grandezza del biberon che raccoglie il latte! Se lo riempi tutto allora va bene!)
Il tuo bambino venendo al mondo ha iniziato un lavoro di stimolazione del seno frequente e costante che ha portato il tuo corpo a calibrare la produzione sulle sue reali esigenze di nutrimento!
E mentre questo avviene, il tuo corpo nelle prime settimane dopo il parto ha delle calate di latte di natura ormonale che facilitano il bambino, e nel frattempo permettono al tuo corpo di avere un adeguato tempo per adeguarsi e calibrarsi!
Quando scegli di utilizzare il tiralatte in pratica ti inserisci in questo procedimento, e chiedi al tuo corpo di fare di più rispetto a ciò che già fantasticamente fa!
Se stai allattando e nutrendo il tuo bimbo da settimane, mesi, anni…e vuoi introdurre il tiralatte, pensa a tutto questo!
Concediti tempo affinché il tuo corpo possa rispondere a questa nuova richiesta e soddisfarla!
Alla guida del tuo corpo ci sei tu!
Puoi andare avanti
Puoi andare indietro
Puoi fermarti
Serve solo conoscere le marce da inserire e come inserirle!
Datti tempo!
Questo il mio primo consiglio per te!
E quanto tempo?
Beh, non esiste una risposta unica
Ogni corpo reagisce a modo suo
Ma certamente reagisce!
E ti serve sapere come stimolarlo adeguatamente
Ti serve supporto
Non devi fare da sola!
Le Consulenti IBCLC sono le figure in assoluto più preparare a questo!
Nel mio percorso di studi l’uso del tiralatte è ampiamente affrontato!
Ti meriti il supporto migliore!
Sai che se vuoi, puoi contattarmi!
Quindi una volta stabilito a cosa ti serve il latte che vuoi estrarre,
resta da stabilire quante volte al giorno utilizzare tiralatte e per quanto tempo!
Il tiralatte ti permette di aumentare la produzione in un allattamento avviato, ma anche in un allattamento in fase di avvio.
Potresti produrre oltre le necessità della bambino, così da fare scorte per il rientro a lavoro, o inizio del nido, o per separazioni che vivrete con costanza per motivi vari…
Oppure potresti aiutare il tuo corpo a mantenere la produzione adeguatamente attiva, proprio perché ti separi dal bambino. E allora estrai nei momenti in cui solitamente lo avresti attaccato al seno
Le tue possibilità sono tante
E serve sapere cosa si vuole, cosa si chiede al proprio corpo e perché.
Questa risposta potrebbe cambiare anche nel giro di pochi giorni
E va bene così!
Le esigenze cambiano, cambierà anche l’uso del tiralatte!
Obiettivo: poter dare al bambino il tuo latte anche quando non ci sei!
Passo successivo: scelta del tiralatte
Elettrico professionale
Elettrico ad uso casalingo
Manuale
Dipende da te!
Come ti vedi con il tiralatte?
Lo vedi come un amico o come un nemico?
Percepisci i benefici del suo utilizzo oppure la vivi come una forzatura?
Niente è perforza!
E stiamo parlando di allattamento,
Ma anche di benessere!
Benessere che prima di essere della diade, è personale!
Se ti va di provare il tiralatte, se non hai idea di come potresti sentirti utilizzandolo, il mio consiglio è…noleggialo!
Un costo giornaliero di circa 5-6 euro
E l’acquisto di un kit che include tubo, flangia e valvola che resta poi a te, spesa circa 25 euro (potrai utilizzare il kit completo o solo la flangia della tua misura nel tiralatte che poi acquisterai)
Potrebbe bastarti un giorno
Oppure 5
Prenditi il tuo tempo e valuta come ti trovi
Attenzione: ho scritto “valuta come ti trovi!” Non quanto estrai!
Perche ricorda che serve tempo al tuo corpo per rispondere!
Utilizza il tiralatte 1-2 volte al giorno, non oltre…
E vedi cosa provi
Come va
Con la consapevolezza che non stai mostrando quanto latte produci!
Lascia questa gestione al bambino!
Stai solo cercando di capire cosa provi nell’usare questo strumento!
Questo consiglio vale in generale per chi si vuole approcciare per la prima volta al tiralatte e non ha idea di cosa si provi utilizzandolo…
Si tratta poi di scegliere se preferisci elettrico o manuale
E…
Per ottimizzare estrazione
Ecco cosa serve sapere:
⁃ Avere la flangia della misura più adeguata! Misura in millimetri il tuo capezzolo, e aggiungi 2-3 mm se la flangia del tiralatte scelto è morbida, 3-4mm se la flangia è rigida. Il totale sarà la tua misura ideale!
⁃ Se la flangia della misura necessaria non esiste, allora cerca un riduttore o inserto da inserire all’interno (la maymam li produce, trovi molte misure su Amazon). Solitamente un tiralatte contiene in confezione una flangia da 21 o 24mm. Se ti serve avere una misura più grande, allora ci sono marche che le offrono compatibili ai vari tiralatte. Su aliexpress.it e su Amazon troverai alcune scelte. Ecco perché conviene sapere la propria misura prima di scegliere il tiralatte!
⁃ Quando indossi la flangia accertati di centrare bene il capezzolo.
⁃ È molto utile massaggiare il seno facendo un po’ di pressione, dalle spalle verso giù, lateralmente e anche sotto. Ricorda che il tuo seno è tutto arborizzato, da ogni lato!
⁃ Utilizza un olio mentre fai massaggio! Avrai due benefici: il movimento sarà più fluido e riscalderai la pelle grazie al calore delle tue mani! Inoltre la flangia del tiralatte aderirà al seno molto meglio grazie all’olio sulla pelle! E questo permette di non far entrare aria, nemica dell’estrazione!
⁃ Se stai già vivendo il tuo allattamento da settimane, mesi, e hai la necessità di estrarre latte per saper arti dal tuo bambino, cerca di non tenere il tiralatte al seno per troppo tempo. 10 min per seno sono più che sufficienti per mandare un segnale al tuo corpo adeguato, senza rischiare di chiedere una produzione eccessiva (che poi non è semplice da gestire!)
⁃ Costanza! Scegli dei momenti della giornata a te comodi, pochi minuti ma sereni! Mettiti comoda oppure fai doccia o bagno caldo e introduci un massaggio ossitocinico per qualche minuto. Respira! Il tuo bambino è tra le braccia di qualcuno di cui ti fidi, è stato al seno fino ad ora, sai che starà bene! Ora ti stai prendendo cura di te! E allo stesso tempo faciliti estrazione di latte!
Lo avresti mai detto che utilizzare il tiralatte potesse essere un momento da dedicare anche al tuo benessere! Una connessione con te stessa, con il tuo corpo, che potrà donarti piacere!
Sentirsi connesse con se stesse è un potere grande!
Dona forza e consapevolezza di se
Entrambi ingredienti utili sempre!
E se da questo momento per te…
In cui tocchi il tuo corpo
Senti il tuo corpo
Senti bene e intensamente il tuo respiro, l’aria che entra in te e poi uscendo ti purifica, lentamente ma efficacemente
Se da tutto questo, in pochi minuti, riuscirai ad estrarre latte, non stupirti!
È questo che fa il tuo bambino a se stesso ogni volta che sta al seno!
Si connette con te e da te riceve benessere, nutrimento e conforto!
È incredibile!
Adesso attacca il tiralatte
Inizia a stimolare il tuo corpo
Pochi minuti
Ma efficaci
Ripeti questo momento 1-2 volte al giorno
E sii costante nei giorni!
Momenti migliori per estrarre latte?
Il momento migliore per estrarre il latte Ei quando ti va e hai un pizzico di tempo da dedicare a te!
Ti do qualche consiglio ma credo davvero che scegliere il momento riguardo te e solo te, e quel benessere incide su tutto!
⁃ La mattina presto! Aver allattato la notte aiuta a stimolare il rilascio di prolattina per la giornata intera oltre che per le poppate notturne, ormone che permette di produrre il latte! E allora approfittane la mattina tra le 5 e le 7!
⁃ Durante la poppata, da altro seno! Il bambino stimola naturalmente la produzione, allora cogli l’attimo! Magari quando si appisola…
⁃ 45-50 minuti dopo la poppata hai un picco di prolattina, anche questo potrebbe essere un buon momento!
La sera il nostro latte cambia la sua composizione, diventa più grasso per assecondare i bisogni notturni del bambino. È quindi meno in quantità, ma sempre ottimo in qualità!
Vuol dire che non devi estrarre la sera?
No!
Vuol dire che potresti, e dico potresti, notare 10-20 ml in meno rispetto al solito…
Ma il tuo latte è fantasticamente perfetto sempre!
Se il tuo momento arriva la sera, sul divano, davanti un film o un programma che ti piace…e allora vai!
Altri 3 consigli:
⁃ l’aria è nemica dell’estrazione! Vale per il bambino al seno, e vale anche per il tiralatte! Quindi cerca di non muovere la flangia. Afferrare il tuo seno da sotto e contemporaneamente tenere la flangia è una buona presa, che permette stabilità! Trovi in vendita fasce von inserto per tenere tiralatte attaccato e avere le mani libere. Valuta la tua soluzione!
⁃ Durante estrazione puoi aiutare la calata con compressioni o pressioni del seno. Mantieni le mani lontano dalla flangia così da evitare che entri aria, e pressa oppure afferra con la mano a C il seno e comprimi durante estrazione!
– cambia I pezzi! La manutenzione del tiralatte incide sulla capacità di estrazione e anche sulla qualità del latte! Negli ingranaggi interni resta latte e nel tempo vanno sostituiti! Insieme a tubi, valvole, membrane…e anche il motore! Dopo 4 mesi noterai di certo differenze durante estrazione e ti vedrai costretta ad aumentare la velocità e a tenerlo più a lungo…è il motore e cede!
– nessun dolore durante l’uso! Così come attaccando il tuo bimbo il dolore racconta un attacco non ottimale, così con il tiralatte il dolore racconta che qualcosa va ottimizzato! Il tuo corpo ti parla, sempre! Dai valore a ciò che senti, sempre!
E poi fammi sapere come va!
E lascia un feedback se ti va
Tutto questo è ciò che puoi fare
Tutto questo è parte del sapere che una consulente professionale può donarti.
Esistono schemi di utilizzo da applicare in vase alle varie situazioni.
Solitamente a ridosso del primo anno viene spontaneo fare un bilancio di ciò che si è fatto, si ripercorrono emozioni, il vissuto, si ricorda il parto, il tempo in ospedale, l’arrivo a casa con il piccolo tra le braccia, primi versetti, primi movimenti…
Nel rivivere tutto questo, ogni goccia di memoria avrà un sapore dolce, un sapore piacevole per la mente.
Eppure durante il primo scatto di crescita avevi mille dubbi e credevi di non farcela
Eppure quando la notte ha iniziato a svegliarsi più spesso ti sei chiesta come avresti fatto a tornare a lavoro
Eppure quando hai offerto cibo la prima volta e hai visto la sua faccia, credevi che non avrebbe mai mangiato nulla
Eppure…ce l’hai fatta!
C’è la stai facendo!
Hai vissuto affrontato e superato tanti momenti che credevi impossibili da superare!
E ora il tuo cucciolo sta per fare 1 anno!
Insieme a ricordi fatti di emozioni intense, contatto, di un amore che mai avresti saputo comprendere prima di viverlo…
Oltre a questo, il bilancio riguarda te.
Ti chiedi se hai sbagliato qualcosa
Pensi che avresti potuto gestire meglio alcune cose…
E io ti dico…no!
Non è così
Qualunque cosa tu abbia fatto per il tuo bambino, l’hai fatta con amore, l’hai fatta pensando al suo benessere prima del tuo.
Di questo non puoi dubitare!
Perche dentro di te sai che ieri oggi e sempre agirai per i tuoi figli cercando di fare del tuo meglio!
Ma…c’è un grande “ma” che ti accompagna, un dubbio che non ti lascia.
E riguarda il sonno del tuo piccolo…
Un sonno che ancora non è costante
Un sonno ancora frastagliato da risvegli
Un sonno che ancora richiede la tua presenza, non solo durante addormentamento, ma non riesci ad alzarti mentre dorme perché sai che si sveglierebbe subito!
Ancora…si
Credi che qualcosa non vada!
Credi che la colpa sia tua
Come ha sempre detto tua madre, tua suocera, la zia, la sorella…
“Se lo tieni troppo in braccio lo vizi e poi non ti lascia più!”
E ti chiedi se percaso non avessero ragione…
Io ti dico…guarda il tuo bambino!
Osserva il suo benessere!
Osserva quanto ti ama, come ti guarda, quanto ha bisogno di te!
Come ti sentiresti se queste attenzioni fossero rivolte ad altri e non a te?
Cosa proveresti nel vedere il tuo bambino attaccato a tua suocera o a tua sorella, più che a te? Se fossero altri a soddisfarle e non tu?
Perche parliamo di bisogni! Bisogni che necessitano di aiuto per essere soddisfatti, altrimenti non c’è benessere!
E perché mai con altri potrebbe e dovrebbe stare e con te sarebbe il caso di limitare il contatto per evitare vizi?
Vizi!
Quindi si paragona il soddisfare il bisogno di contatto del proprio bambino, che si è cresciuto in grembo 9 mesi e ora è tra le tue braccia, con il fumare o il bere troppo alcool?
Questi sono vizi
Tenere il tuo bambino con te non è un vizio!
Se lo fosse, il vizio sarebbe necessario per natura a tutti i mammiferi!
Il vizio diventerebbe fisiologico e non nocivo!
Il bisogno di te che vedi è l’espressione dell’amore più grande che esiste!
So bene quanto possa essere sfidante soddisfare questo bisogno 24h su 24
So bene che avere aiuto, da amici e parenti, o portate il bimbo al nido, ti dona forza e benessere, ti dona la possibilità di lavorare, del tempo per te…
Ed è giusto così!
Serve un villaggio per crescere un bambino!
Ed è così proprio perché le sue esigenze di contatto, presenza, interazione sono costanti!
E se il villaggio non c’è!?
Serve trovare la forza di crearselo!
Che sia un nido
O una babysitter
O riuscire ad alternarsi con il proprio compagno o la propria compagna
Tutto questo va bene!
È giusto crearsi il proprio villaggio!
Villaggio e rete di sicurezza, riferimenti e contatti utili in caso di dubbi. Riferimenti validi e presenti!
Cosa aspettarsi a questa età per il sonno?
Quando riuscirò a metterlo nel suo lettino?
Quando avrà meno risvegli?
Il tuo bambino in queste settimane vivrà ancora un passaggio di crescita e una progressione!
Entrambi step di crescita molto evidenti!
Noterai grandi cambiamenti sia fisici, legati al movimento e alla sua crescita in altezza, peso e circonferenza cranio, ma anche grandi sviluppi neurologici!
I suoi collegamenti mentali sono sempre più dinamici
Continua a vivere nel “qui ed ora “
Ma è in grado di ricordare un oggetto, una persona, un evento, e nel farlo potrebbe avere voglia di rivivere quel momento, ti avere tra le mani quell’oggetto, adesso!
Potresti notare che piagnucola spesso
E si potrebbe trattare di frustrazione per non riuscire ancora a fare tutto ciò che vorrebbe!
Tutto matura prima nel cervello e poi si manifesta attraverso il corpo.
Quindi volete qualcosa ma non riuscire ad averla, o non come si vorrebbe…puó essere frustrante!
Emozioni che possono avere ripercussioni sul sonno
Perche certamente il benessere in generale è connesso alla quantità del sonno!
Come detto in articoli precedenti, si cresce dormendo!
Quando stimoli esterni si azzerano ecco che il cervello è in continuo movimento affinché tutto il vissuto, tutto ciò che si è osservato, assaggiato, scoperto…possa essere salvato, ricordato e fatto proprio!
Una progressione molto impegnativa
Un lavoro intenso che avviene proprio durante la notte!
Accanto a tutto questo, ti dico anche che il sonno cambia, matura, si evolve
Come tutto il resto delle sue competenze che nel tempo cambiano, così avviene per il sonno!
Inizierai a notare dei momenti di sonno più lunghi grazie ad una capacità di passare da un ciclo di sonno all’altro (un ciclo dura dica 35-40min) con più maturità!
Serve sempre il contatto
Serve sempre poter sentire la tua presenza
Ma il bambino avrà dei momenti di sonno NON rem (più profondo) di maggiore durata e quindi nel passata da un ciclo all’altro riuscirà a non svegliarsi a volte
Come sempre, ogni informazione riguarda la fisiologia del sonno così come studiata e analizzata da esperti.
I tempi sono assolutamete soggettivi per ogni bambini.
Giorno più giorno meno, noterai certamente un cambiamento
E come ogni cambiamento avverrà a singhiozzo.
Un po’ si andrà avanti, e un po’ sembrerà non cambi nulla!
Il movimento, l’alimentazione e il sentirsi sereni e appagati durante il giorno, sono i fattori che più possibile influenzare la qualità del sonno!
Aumentano le finestre di veglia, raggiungendo a volte anche le 4 ore
Cerca sempre si non spingere troppo in la stimolo e gioco vivace
Anzi piuttosto dopo 3 orette di veglia continua potresti limitare stimoli e tipo di gioco, lasciando fare a lui/lei cio che va
E magari accompagnandolo verso il riposino/messa a letto serale dolcemente.
Inizia dall’ambiente che vi circonda…
Spegni musica e tv
Parla con voce pacata e non forte
Potresti inserire delle coccole ai capelli o massaggi a gambe, testa, mani.
Potresti raccontare una storia, letta o inventata
Questi sono solo alcuni spunti
Tu saprai sempre cosa fare per istinto
Sono gesti semplici, spontanei
Fidati di ciò che senti!
E poi attua un rituale della nanna
Rituale che crescendo noterai essere sempre più apprezzato, riconosciuto, utile!
Dare una scadenza al tempo in generale è utile per i bambini, così da permettergli di comprendere cosa accadrà
Nell’’attuare il rituale potresti inserire una associazione al sonno nuova.
Rispondo a chi mi chiede come addormentare il bambino senza il seno!
Anticipare la troppa stanchezza aiuta tanto
Presentare una nuova associazione al sonno senza togliere il seno, ma insieme
Esempi…
Un pupazzo/dudu
Una copertina della nanna
Un gesto/movimento attraverso il tuo corpo, che permetta di rilassarsi
E cerca di intervenire sul tempo al seno
Piuttosto che evitare di darlo e creando stress
Accertati sempre che abbia il suo latte!
Crearsi un diario del sonno e osservare il bambino permette di comprendere quando si nutre al seno, e questi momenti di nutrimento potranno essere sostituiti solo con altro latte, estratto da te o formula, ma certamente se è per fame, serve nutrire!
A questa età potresti notare 1-2 risvegli notturni per fame
Il resto sono certamente legati al periodo di crescita e sviluppo intenso che sta vivendo
Ma passerà in fretta vedrai!
Nelle ultime settimane ne avete passati di momenti di crescita intensi, e ora siete qui!
Sei consapevole e competente come nessuno nel capire e agevolare i bisogni del tuo bambino!
Sai che non sono vizi
Sai che sono bisogni reali
E ha bisogno di te per superare le sue difficoltà
Al termine di questo intenso periodo, quando noterai un equilibrio nel sonno, ma in generale nella sua giornata, potresti iniziare a metterlo nel suo lettino!
Come?
Culla senza sponda accanto a te
Così da potervi addormentare accanto ma facendogli scoprire i suoi spazi!
Lui ancora non sa che potrebbe avere più spazio
Serve sentire i confini con i piedi
Serve vicinanza soprattutto in fase di addormentamento
Ma serve anche spazio perché il movimento è una necessità anche nel sonno!
Cercare di soddisfarlo più possibile il giorno aiuta certamente!
Un dispendio di energie necessario, ma non eccessivo!
Guarda sempre le finestre di veglia e segui la sua onda del sonno!
Ricordati che la notte è lo specchio del giorno!
Se stai allattando cerca di offrire il seno più che puoi prima della messa a letto
Ottimizzerai anche l’aspetto “fame”, seppur come detto può essere necessario nutrirsi almeno 1-2 volte!
Nel metterlo in culla, accompagnalo fisicamente, sdraiati accanto a lui, e attendi almeno 15-20 min prima di lasciarlo.
Se ti chini sulla culla non alzarti subito
Sente la differenza di temperatura, di ambiente, il suo sonno certamente diventa più leggero!
Stai lì
Giù chinata su di lui, con le braccia che lo cingono e il tuo viso accanto al suo
Dagli il tempo di riaddormentarsi
Sentilo!
Osservalo!
E fai prove!
Sempre nel rispetto del suo bisogno di sonno!
Un pisolino perso si ripercuote certamente sulla sua stanchezza in generale!
Serve tentare
E farlo con rispetto
Noterai quanto crescendo lui stia cambiando!
Altra possibilità che hai è utilizzare un lettino montessoriano, in camera con voi a terra oppure in stanza accanto, sempre accessibile e in sicurezza.
Superati i 12 mesi, andando verso i 18, si può iniziare a proporre di dormire in altra camera
Il bambino ha acquisito competenze motorie che certamente gli permettono di gestire i suoi spostamenti
L’uso di una videocamera ti aiuterà
Ma soprattutto la possibilità che lui possa raggiungerti in camera se volesse, anche strisciando o gattonando!
Inserire nella routine della nanna il mettersi in camera sua, tra le sue cose, camera per lui accessibile in tutto, un ambiente che riconosce come suo e che gli dona benessere, aiuterà molto!
Mettetevi a letto insieme nel suo lettino!
Che sia in camera con voi o in altra stanza
Addormentalo come sempre
E poi lascialo…
Sei lì, lui lo sa
Ne avrà conferma nei giorni!
Servirà tempo come per tutto, ma potrebbe apprezzare molto!
Soprattutto se magari le prime volte ti fermi con lui un po’ di più…
State crescendo insieme!
Tutto ciò che avete vissuto a 4 mesi, 6 mesi, 9 mesi…lo avete lasciato alle vostre spalle ma ogni cosa ha contribuito a rafforzarvi, conoscervi, capirvi sempre meglio!
E ancora cambierete!
Cambiamenti che vale la pena scoprire
E che potrai scoprire solo tentando nuove strategie
Seppur piccole
Ma prova!
Siete forti!
E lo sarete sempre di più!
Vedrai!
Ti abbraccio
Di questo abbiamo parlato durante incontri sul sonno della diade.