Allattare un bimbo “grande” tra dubbi e interferenze

Allattare un bimbo grande…

Quando un percorso di allattamento va oltre l’introduzione di alimenti diversi dal latte, spesso ci si pongono delle domande e vengono dei dubbi…

Come mai cerca il seno se mangia anche altro cibo adesso?

Forse se tolgo il seno mangerà di più….

Come mai si sveglia la notte per mangiare adesso che mangia anche altro cibo?

E capita di sentirsi dire da altri cose come…

Ma ancora allatti?

Il tuo latte adesso non è più nutriente, perché glielo dai ancora?

Ma non è grande per stare ancora al seno?

Come mai cerca ancora il seno, qualcosa non va?

Se si sveglia di notte è perché allatti…

Se continui ad allattare diventerà dipendente da te…

Se vuoi che cresca sereno, lasciagli la sua libertà, togli il seno prima che puoi…

Quanto tutto questo può condizionare il benessere di una diade?

Tanto

Troppo, perché spesso a dire cose del genere è qualcuno della nostra famiglia, una cara amica, o spesso anche un riferimento professionale.

Ogni madre si chiede di continuo “cosa sto sbagliando?” oppure pensa che sia colpa sua se qualcosa non va come “dovrebbe andare”.

Sono certa che sai cosa fa stare bene il tuo bambino, prima e meglio di chiunque altro.

E so anche che il bisogno di fare del tuo meglio per il tuo bambino è forte! Talmente forte che dai valore anche al “sentito dire”, nel dubbio di poter fare sempre meglio!

Allattare è una scelta che si fa ogni giorno, ogni momento in cui si attacca al seno state scegliendo di viverlo.

E nessuno dovrebbe interferire in questa scelta così personale. Nessuno!

Ti svelo una cosa che da madre ho compreso e che mi ha aiutata a dare supporto ma anche a gestire me stessa e le relazioni con gli altri in una prospettiva nuova:

Siamo noi a dare un valore a ciò che sentiamo, che vediamo.

Hai mai pensato che fosse così?

Hai mai pensato di avere il potere di gestire queste interferenze in modo diverso?

E qui si apre un mondo…

Un mondo che racconta la fragilità delle madri

Un mondo che racconta quanto la disinformazione nei confronti dell’allattamento sia tale da destabilizzare una madre

Che invece di vedersi riconosciuto il suo ruolo, la sua forza, la sua capacità di gestire il bambino in modo unico, presente amorevole disponibile, si vede criticata, scoraggiata e giudicata.

Non è giusto!

Non importa se hai scelto di allattare 1 giorno o se hai scelto di proseguire finchè vi andrà

Non permettere che nessuna parola possa per te avere un peso tale da farti credere che quella scelta sia sbagliata!

Inizia da qui, inizia da te!

Non hai il potere di cambiare nessuno, hai il potere di gestire te stessa, le tue emozioni, la tua volontà. E allora usa il tuo potere!

Sii orgogliosa di te, di tutto ciò che fai, di ogni scelta che prendi, perché non si tratta di giusto o sbagliato, si tratta di strategie che metti in atto con un unico obiettivo: il benessere del tuo bambino. Che anteponi al tuo stesso benessere!

E allora come può una scelta essere giusta o sbagliata, se l’intenzione è quella di far stare bene chi ami?

Ricorda che la mamma sei tu, non è la zia, la suocera, l’amica, o tua madre…sei tu!

E allora guarda tuo figlio o tua figlia, ascolta i suoi bisogni, ascolta i tuoi bisogni, siete una diade, siete connessi, sei la sua voce e sempre farai per lui o lei il meglio!

Questa è la certezza alla base di tutto.

Che poi cosa vuol dire “bimbo grande”!

Stiamo parlando di bambini di 1, 2, 3 anni…

Sono considerabili grandi a questa età?

Grandi per cosa? Grandi per chi?

Considerando una vita intera media di circa 70 anni, davvero pensi che a 2,3 anni un bambino si possa considerare grande?

Diciamoci la verità, il più delle volte se non sempre, chi ha da ridire su un allattamento non ha mai vissuto un percorso di allattamento, ne da genitore ne da figlio.

Perche io so che mia figlia allattata per 2 anni e mezzo sa raccontare quanto per lei sia stato bello avere il suo latte da me, e saprà raccontarlo sempre!

Si trasmette tutto ai bambini attraverso il proprio agire, il proprio modo di comunicare, di esserci.

Altra verità da considerare riguarda te e il tuo benessere o NON benessere
Mi spiego…
Chi ti ama senti vede stanca, fragile, in difficoltà…ha la tendenza a consigliarti altre strade, e facendo così si pensa di aiutare.
Non si agisce per male! Anzi, le intenzioni sono a favore del tuo bene, nell’ottica di chi agisce!
Ma si agisce inconsapevolmente guidati dal NON sapere come funziona allattamento, dal NON sapere che incoraggiare e sostenere potrebbe essere il gesto più d’aiuto in quel momento, dal NON sapere che le emozioni che una madre vive non riuscendo ad allattare sono quasi sempre connesse alla mancanza di supporto.

Non puoi certo nascondere cosa provi e come stai, anzi, è vivendo apertamente le tue emozioni che saprai raccogliere la forza per gestirle….ti serve sostegno, ti serve essere vista, riconosciuta e incoraggiata!
E allora coinvolgiamo la famiglia e chi ci sta intorno nella nostra ricerca del sapere!
Ricordiamo a tutti spesso che “la mamma sei tu” e magari potresti scrivere un elenco di “cose utili” da dire e fare e lasciarlo sul tavolino in salone, alla vista di chi sceglie di venire a trovarci in piena Luna di latte🤪

La prossima volta che qualcuno ha da dire qualcosa sul vostro percorso di allattamento, guarda il tuo bambino e trova in ciò che vedi e che senti in quel preciso momento il tuo modo di gestire quel consiglio.

Lo so che ti aspettatavi che dopo il primo anno lui o lei cercasse il seno di meno, sempre di meno

Lo so che ti piacerebbe fosse lui/lei a staccarsi senza dover fare nulla, perché vederlo/a piangere ti spezza il cuore

Lo so che spesso ti sembra di tornare indietro di mesi per il modo in cui ti cerca

E so anche che credi che sia colpa tua, perché avresti potuto staccarlo/a prima da te, avresti potuto smettere di allattare prima e più facilmente di adesso che è “grande”…

E sai perché so tutto questo?

Perché come te ho vissuto queste emozioni

E come te ogni giorno sceglievo come gestire il nostro percorso tra dubbi e interferenze. E non ero mai convinta a pieno….finché non mi trovavo li con lei che mi guardava ed era…serena. Mi chiedevo come mai io non lo fossi. Mi chiedevo se stessi sbagliando qualcosa. Mi chiedevo semmai la mia bimba si sarebbe staccata da sola senza traumi e senza soffrire.

Non avevo risposte. Avevo solo quei momenti. E momento dopo momento siamo arrivate ad un distacco naturale e graduale. Contro ogni aspettativa. Senza programmare nulla.

Ogni storia va scritta da se. Nessuna forzatura, nessuna data di scadenza. Solo benessere soggettivo. Punto.

Scrivi la tua storia, non lasciare che la scrivono altri. Questo percorso è vostro, solo vostro, tuo e del tuo bambino. Il partner sceglie di farne parte e può donare benessere anche quando dopo 2 anni vi vede uniti, il suo contributo può donarti tanta forza. Un contributo che vi vede entrambi dalla stessa parte, e che se non ti vede serena saprà aiutarti e sostenerti in ogni scelta! Ti auguro sia così anche per te!

Ma se non hai un partner presente e comprensivo, ricorda che la vostra diade è forte, che potete gestire ogni scelta con serenità. Serve capire cosa si vuole, serve essere centrate e comprensive delle emozioni dei bambini.

Serve supporto anche esterno alla famiglia. Supporto tra mamme. Ecco perchè le community, i gruppi di mamme in presenza o sui social o su whatsapp, sono di grande sostegno per ogni mamma!

Sapere che altre come te vivono ciò che stai vivendo, rende le tue scelte più serene, meno condizionanti, e sai che ogni momento potrai confrontarti con chi realmente sa comprendere, consigliarti, esporti la propria esperienza e rassicurarti.

Inizia da te

Sii parte attiva delle scelte che fai, e per ogni dubbio appoggiati sulla rete di sostegno che hai scelto di avere!

Posso far parte della tua rete di sostegno!Posso donarti informazioni, incoraggiamento, supporto.

Sono qui per te

Riflesso di emissione forte

Di cosa si tratta? Come posso capire di averlo? Come posso gestirlo? Quando serve intervenire?

Di cosa si tratta?

Il riflesso di emissione forte è un flusso di latte che scende e arriva al bambino con un getto decisamente più forte. È connesso con il momento della “calata”, quando il tuo corpo produce latte e lo fa arrivare al seno. Solitamente si presenza infatti dopo pochi secondi che il bambino ha iniziato a fare suzione, perché grazie alla sua suzione inizia in te il meccanismo di produzione. Il flusso forte è presente al momento di arrivo del latte, dopo pochi secondi/minuti si placa. Potrebbe capitare più volte all’interno della stessa poppata, allo stesso seno. La causa è di natura ormonale, e solitamente si risolve o si ridimensiona dopo le prime 6-8 settimane dal parto grazie ad una nuova modifica dei livelli ormonali che rientrano come in pre gravidanza. Capita a volte che il flusso forte persista anche oltre le prime settimane. E spesso diventa sfidante per la diade gestire la poppata. Nel tempo il bambino impara a trovare il suo modo di stare al seno, il suo modo di gestire quei momenti di flusso forte. A volte serve intervenire affinché possiate vivervi quanto più serenamente possibile le poppate, e affinché il seno sia per lui/lei sempre un modo per rilassarsi, oltre che per nutrirsi.

Come posso capire di averlo?

Ecco cosa vive chi ha un riflesso di emissione forte

La mamma…. – -sente il seno che si riempie anche tra le poppate – potrebbe perdere latte durante il giorno anche se non allatta – vasospasmo causato dal gesto del bambino di serrare con le gengive il seno per gestire il flusso. Questo vuol dire dolore al seno tra le poppate, un dolore che spesso non si sa spiegare perché appunto avviene quando il bambino non è attaccato al seno. (Vedi articolo su vasospasmo) – ragadi e/o dolore al capezzolo a causa di un attacco al seno meno profondo, anche questo gesto messo in atto dal bambino per cercare di gestire il flusso – vive il momento della poppata con ansia e preoccupazione

Per il bambino… – occhi spalancati – suzione veloce – suono di deglutizione forte, sta deglutendo un bolo di latte troppo grande. – porta la testa indietro mentre è attaccato al seno – Serra il seno con le gengive – si stacca e piange, sembra volere il latte ma si rifiuta di attaccarsi. Ci prova e si stacca dinuovo – feci verdastre e spumose, sempre o a volte, causate dal flusso forte di latte che viene ingerito troppo velocemente dal bambino – sta al seno il minimo indispensabile e non cerca il seno per addormentarsi – rallentamento nella crescita in peso. Per gestire il flusso forte si fa tanta fatica. Questo comporta a volte che il bimbo si addormenta al seno senza aver preso la parte di latte più grassa che arriva in un secondo momento. Spesso poi si tende a cambiare seno e anche questo non aiuta, perché il piccolo deve ricominciare da capo, fa fatica e non avrà il suo latte per intero.

Tutto questo per la diade potrebbe risultare stressante certamente., sorgono dubbi e si crede di sbagliare qualcosa o come spesso capita, si pensa di non avere abbastanza latte o che per qualche motivo si stia riducendo, perché prima non capitava! La produzione di latte non è questione di fortuna, è connessa ad un meccanismo che il tuo corpo mette in atto da quando attacchi il bambino al seno. Una adeguata produzione di latte dipende da quanto il bambino sta al seno, dalla sua richiesta. Fidarsi di se e conoscere come funziona il proprio corpo è importante anche per superare i mille momenti di incertezza che una madre può vivere. Sapere aiuta! E sapere che il comportamento del bambino ha sempre un perché ma che quel perché non è causato dal latte ma da altro, può certamente aiutare!

Il primo mese di vita del bambino solitamente non vengono notate particolari difficoltà o perlomeno non subito. Tutto è sempre soggettivo da donna a donna e da bambino a bambino.

Il bambino per istinto, per sua natura, cerca sempre di trovare una soluzione affinché abbia il suo latte e possa stare bene.

Nessun bambino si lascia morire di fame, cerca sempre di farsi sentire e di trovare il modo per avere ciò che gli serve!

Come posso gestirlo?

– Puoi assumere posizioni che per gravità aiutano la gestione del flusso. Quindi schiena indietro, comoda, sostenuta da cuscini, semireclinata o sdraiata – estrai latte manualmente o con tiralatte prima della poppata e se si ripresenta anche durante la poppata, è un gesto molto utile che permette di evitare al bambino il momento di flusso forte. Estrai per 1-2 minuti prima di attaccarlo, oppure non appena noti i primi segnali di difficoltà (occhi spalancati, suzione veloce, testa indietro…). Staccalo dolcemente inserendo il tuo dito tra la sua bocca e il seno, estrai latte (potresti anche darglielo subito dopo che lo hai estratto dalla stessa tazzina in cui lo raccogli) e poi riattaccalo. Capirai ben presto i tempi a te necessari di estrazione, ti sto parlando di 1-2 min ma ogni corpo è diverso. Saprai capirlo anche grazie al bambino che sarà sereno al seno

Quando serve intervenire?

Quando il momento della poppata risulta sfidante da gestire, sia per te che pee il bambino

Quando noti che stando al seno il minimo indispensabile, la crescita non sia ottimale. E allora potrebbe essere necessario effettuare questi gesti (posizioni adeguate ed estrazione lieve). A volte diventa utile e necessario, ma anche per scelta oltre che per necessità, estrarre del latte e farlo al bambino in altro modo (bicchiere, siringa, biberon). Devi poter valutare e scegliere per voi le strategie che più senti nelle tue corde. L’obiettivo è il vostro benessere, di entrambi, e non solo del bambino.

Se il primo mese avviene una crescita esponenziale più alta, che poi si riduce bruscamente nel secondo mese, potrebbe essere un segnale del riflesso di emissione forte. Il bambino crescendo diventa più consapevole e anche competente fisicamente, quindi impara a gestirlo ma a volte è davvero troppo stancante senza un aiuto, ecco che si addormenta spesso al seno senza avere tutto il suo latte.

Altra dinamica che potresti vivere è legata ad una crescita elevata il primo mese che poi si adegua di più alle sue reali esigenze dal secondo mese! Si adegua vuol dire che questa crescita rispecchia ciò che realmente gli serve, mentre all’inizio si ritrovava a dover gestire e ingoiare troppo latte, imparando a gestire il flusso impara anche a rispettare le reali esigenze di fame. Quindi cresce meno, ma magari cresce quanto dovrebbe, e non “poco”. Si pensa ad una crescita scarsa in relazione a quella avuta il primo mese, ma se si vive un riflesso di emissione forte questo potrebbe non essere del tutto vero.

E ricorda anche che dal terzo mese la crescita in peso rallenta per natura, e così dal 5-6 mese, dal 9-10 mese e dai 12 mesi…e così via. È normale crescendo prendere sempre meno peso, si cresce in tempi adeguati alla propria specie.

Un vitellino ha la necessità di camminare e cercarsi il cibo già dopo poche settimane dal parto, ecco perché il latte della mucca è più grasso e proteico, per far fronte alle esigenze del suo cucciolo.

Stessa cosa avviene per noi umani, il latte materno si adegua perfettamente alle esigenze di crescita del bambino , e cambia nel tempo proprio per far fronte ai cambiamenti che vive.

Un alimento unico, specie-specifico, che permette di dare al bambino tutto ciò che serve e soprattutto che permette al bambino di autoregolarsi stando al seno secondo le sue esigenze di fame.

Che meraviglia!

Ci crediamo un’idea di ciò che vorremmo…di che tipo di madri vorremmo essere, di che tipo di allattamento vorremmo vivere…e poi arriva la realtà con tutte le sue sfumature. Crearsi delle aspettative può destabilizzare. La tua storia, la vostra storia, la state scrivendo giorno dopo giorno. Una storia unica, personale, in continua evoluzione. Cerca di vivermela così, come viene. Un’adeguamento continuo con un unico obiettivo…il benessere!

Al di là di come “sarebbe dovuta andare”, cerca di goderti “come sta andando”!

Stai facendo del tuo meglio con gli strumenti che hai!

Se stai vivendo un allattamento poco sereno e pensi di rivederti nelle dinamiche descritte, contattami e gestiamo insieme tutto questo!

#nonseisola #tupuoitutto #ostacoliallattamento #catenacalda #supportoallattamento

Come valutare andamento allattamento?

Allattare non permette di sapere quanto latte prende il bambino

E questo confonde spesso

Soprattutto chi ha molti dubbi su come stia andando allattamento!

Paure che certamente hanno un’origine, e che sempre meritano ascolto.

Ecco 4 strumenti per valutare andamento allattamento:

1👉🏻 pannolini.

Almeno 5-6 pannolini di pipì in 24h e pupú gialla e cremosa

Molti bimbi evacuano ad ogni poppata, altri invece 3-4 volte al giorno

Si valuta sempre andamento generale oltre ai pannolini

2👉🏻 benessere generale

Come vedi il tuo bambino?

Piange spesso?

Dorme serenamente?

Fidati di ciò che senti quando lo osservi!

3👉🏻quantità e qualità delle poppate

Valutare andamento delle poppate e riconoscere la suzione attiva rispetto a quella più calma, sempre utile in allattamento, ma meno nutritiva, è ciò che ti serve!

Osservare è fondamentale!

Dedicati a questo! Avete una connessione unica, che emerge grazie al sapersi osservare, ma anche dandoVI modo di stare bene, entrambi!

Il primo mese è sicuramente il più intenso. Ad allattare si impara e la produzione si calibra. Un tempo in cui distinguere le poppate può non essere semplice

Ma vedrai che presto saprete trovare un equilibrio! Ascolto e fiducia sono le vostre carte vincenti!

8-10 poppate almeno in 24h

Momenti in cui certamente noterai e sentirai una suzione più vigorosa, intervallata da pause e poi da micro riposini.

Nutrirsi al seno mette in moto oltre 25 muscoli tra viso e collo…serve allenamento per riuscire a farsi una bella poppata senza troppe pause…

E se hai la sensazione che “stia troppo al seno” …valuta insieme ad una figura competente se si può ottimizzare qualcosa

A volte il trasferimento di latte avviene in più tempo e potrebbero aiutare le compressioni

Altre volte il bambino potrebbe attaccarsi in modo non ottimale e quindi prendere meno latte, allora compensa stando al seno più tempo

Sono tante le possibilità

E ti meriti il supporto migliore!

Scegli i tuoi riferimenti

4👉🏻nessun dolore al seno! Allattare non è doloroso! E se lo è allora qualcosa non va, e non serve sopportare!

Non serve a te che nel tempo cadrai nello sconforto…

E non serve al tuo bimbo perché il trasferimento di latte non è efficace, perché l’attacco al seno non è efficace!

E allora serve capire cosa c’è da fare

Potrebbe trattarsi di posizione e allineamento tra di voi

Il bambino potrebbe avere qualche contrattura da postura in utero o legata al parto e quindi ha difficoltà a stare “comodo” al seno

Il piccolo potrebbe avere una situazione oro-buccale da valutare(es frenulo linguale corto…)

In ogni caso con il supporto adeguato saprete trovare il vostro personale equilibrio

Un equilibrio con ingredienti che voi e solo voi inserirete di volta in volta, crescendo insieme

Alla base di tutto…

Il sapere

Avere informazioni corrette

Avere un sostegno adeguato

Sapere chi chiamare in caso di dubbi (non esiste un dubbio banale!)

Crearsi una rete di sostegno, meglio se già dalla gravidanza

Io sono qui per te🤗❤️

4 strumenti

Semplici

Validi

Efficaci

Veri

Che ti permetteranno di sapere come va il vostro allattamento.

Andrete al controllo dal pediatra sapendo che state andando alla grande!

Il pediatra valuterà peso, altezza e circonferenza cranio. Si creerà così la SUA personale circa di crescita.

E avrai conferma di quanto siete fantastici!

Fidati di te!

Ricerca del seno continua…Non ce la faccio più!

#allattamentoinevoluzione

“Non appena mi siedo sul divano, lascia tutto e viene da me cercando il seno”

“Appena torniamo a casa dopo il nido e il lavoro, si attacca al seno per tutto il giorno…”

“Le giornate a casa sono lunghe a volte, e la sua ricerca del seno è continua, non riesco a fare nulla…”

“E la notte…una ricerca continua, non dormo e sono stanca!”

Ti rivedi in alcune di queste dinamiche?

Sono situazioni frequenti che raccontano quanto allattare non sia solo nutrimento, ma parte attiva di una relazione in continua evoluzione

Non esiste un giorno uguale agli altri, ormai da genitore lo hai compreso!

Avere un ritmo aiuta a gestire il tempo, gli impegni, le possibilità di fare o non fare qualcosa…

Che sia anche andare a fare la spesa, oppure incontrare amici.

E quando un ritmo sembra non esserci?

E quando la ricerca del seno sembra essere una ossessione piuttosto che un bisogno?

Prova a metterti un attimo nei panni del tuo bambino o della tua bambina…

“Quando sono a scuola la mia mamma mi manca! A scuola ci sono le maestre e altri bimbi, mi diverto e scopro cose nuove. Ci sono regole da seguire, si mangia ad orari tutti insieme, anche se a volte ho fame prima e anche dopo quell’orario…

Quando poi rivedo la mia mamma è bellissimo! Sento di poter essere me stesso finalmente! E mi viene da piangere perché provo emozioni molto forti! Il cuore mi batte forte e sono felice, anche se non sembra! Piangendo riesco a far uscire fuori tutto ciò che provo! È liberatorio!

Cerco il seno perché così siamo uniti!

Sento che in quel momento la mia mamma è tutta per me, la guardo e mi guarda e siamo insieme! Vorrei fare tutto con lei…

Giocare insieme, uscire, scoprire cose nuove. Con lei mi sento al sicuro e protetto e quando ho paura, o sono stanco, o ho fame, sete, se non ho stimoli, se nessuno gioca con me, se mi sveglio ma ho ancora sonno, stare al seno mi rilassa e mi fa stare bene, sempre! E poi il latte è così buono!!! Quante volte mi sento dire che sono grande per stare al seno della mia mamma, ma non capisco perché lo dicano! Per me non esiste un posto migliore di questo! “

Che ne pensi?

So che lasciare tutto e “stare lì” non è sempre facile, non è sempre fattibile come il bambino vorrebbe.

Ma cerchiamo di dare un ritmo alle situazioni…

Una routine che certamente può influenzare allattamento e quantità delle volte in cui si cerca il seno.

Mi riferisco a bambini che hanno superato i 18-24 mesi, capaci di muoversi in autonomia, di esprimere i loro bisogni con molta chiarezza.

Quella ricerca di seno racconta un suo bisogno del momento legato alla crescita, e dall’altra parte ci sei tu che non ti aspettavi una ricerca così frequente a questa età…dopo tanti mesi di allattamento.

Ma non è tutto qui…

La sua ricerca di seno è legata anche al tuo cambiamento.

Sei diversa rispetto a prima

Cerchi di gestire il tuo tempo

Cerchi di fare altro oltre a stare sul divano ad allattare

Lo hai fatto!

E nel tempo le esigenze di “fare libero” si fanno sentire forti! Ma anche le aspettative ti confondono…”credevo che a questa età riuscisse a giocare da solo più tempo e anche a dormire in autonomia…”

E fuggi…

Quante volte sfuggi alla possibilità di un incontro al seno con il tuo bambino?

E quante volte lo vedi reagire in modo forte a questo “no”?

E quante volte poi cedi e dai il seno perché non si rasserena?

Sei cambiata, in modi e tempi che certamente sono molto più veloci rispetto a quelli del tuo bimbo

Anche lui cambia, certo

Ma ha dei punti sicuri, delle basi, da cui sa che può tornare sempre, necessari per la sua sicurezza e indipendenza

E questa sua base sicura sei tu!

Quindi il tuo cambiare influisce sul suo benessere e certamente sulla sua base sicura.

Questo porta ad una ricerca di te maggiore

E quando lui/lei è certo/a che tu sei lì, ferma e disponibile??? Quando siete uniti, quando si attacca al seno è come se ti afferrasse!!! (Ecco, ora sono al sicuro, ora sei tutta per me!)

La notte grazie a te lui impara a gestire il sonno, non è affatto semplice!

Tra sogni, pensieri, ricordi…le associazioni al sonno sono fondamentali per gestire il riposo! Tu sei fondamentale per il suo relax e la sua sicurezza anche nel sonno!

Ne ha bisogno ancora

E se ci diamo scadenze…beh, ci perdiamo tanto! Perche convinte che debba andare in un certo modo, se non va così cadiamo nello sconforto, crediamo di sbagliare, potremmo non sentirci “abbastanza brave”. E non è giusto

Non te lo meriti e non se lo merita il tuo bambino!

Esigenze diverse, ok

Ma comunicando e rispettandosi tutto può gestirsi al meglio!

In primis ascolta te…

I tuoi bisogni hanno voce e si fanno sentire!!! Giustissimo!

Accoglili e trova il modo di realizzarli rispettando la diade di cui fai parte!

Puoi farcela!

Potreste crescere e cambiare insieme

Potreste saper agire entrambi seguendo i tempi dell’altro

Siete una diade in danza!

SeguiteVI!

Comunicate

E ascoltateVI

Tutto può andare in qualunque direzione

Mostragli come potete stare insieme in modi diversi

Come può sentirti in modi diversi

E quei momenti di unione, che siano al seno o giocando o abbracciandovi, stringilo stretti! Viviteli a pieno! Sono questi momenti a nutrire anima e cuore!

Sono queste emozioni che restano dentro e accompagnano per tutta la vita ognuno di noi!

Fuggire da questo racconta quanto tu abbia bisogno di gestire il tuo tempo.

E puoi farlo!

È la frustrazione del credere di non avere potere su di te che ti fa agire fuggendo…

Ma davvero è così?

Cosa ne pensi?

Smettere di allattare. Una relazione in evoluzione… 6 step per avviare questo percorso.

Smettere di allattare

Come si fa?

👉🏻Come posso farlo senza vivere dinamiche di urla, pianto e stress?

👉🏻Sono stanca

👉🏻Quando si attacca al seno provo fastidio

👉🏻Cerco di non darglielo, e piange e si dispera per ore, finché non cedo…

👉🏻Quando non sono a casa dorme e gioca con tutti, appena torno si attacca al seno e non si stacca più

👉🏻La notte allattare per me è pesante. Si sveglia ancora tante volte e senza seno non si addormenta. Ha provato diverse volte anche mio marito, a volte riesce altre no, ma quando la mette giù cerca subito il seno…

👉🏻Non dorme senza seno! Riposini e notte, sempre! Come posso farla addormentare senza il seno?

Ho racchiuso in questi esempi le più frequenti situazioni ed emozioni che molte mamme scelgono di condividere con me, oppure in alcuni gruppi di mamme di cui faccio parte, quando non si vive più serenamente un percorso di allattamento.

Ogni diade è fatta da mille sfumature di colori, e mai si potrà trovare un clone perfettamente uguale.

Questo perché ognuno di noi è unico, dentro e fuori!

Tanti sono i fattori che contribuiscono al nostro essere, di natura genetica, fisica, psicofisica, neurologica, ma anche grazie al temperamento con cui nasciamo e al carattere che si forma crescendo….

E tutto questo rende impossibile per un professionista serio, competente e consapevole dare indicazioni uniche ad ogni diade in merito ad argomenti importanti come lo è “smettere di allattare”

Quello che posso fare è divulgare queste informazioni, e ricordare ad ogni diade che la loro unicità va rispettata e soprattutto valorizzata da chi li segue.

In questo post ti parlo di come iniziare a comprendere che interrompere il vostro percorso di allattamento sia davvero la strada più giusta per voi…

Ecco in 6 step, come scelgo di avviare questo percorso:

1️⃣Scegliere di farsi seguire da figure competenti è il mio primo consiglio per te, se pensi che questa sia la tua scelta

Interrompere un allattamento gradualmente permetterà al bambino di adeguarsi rispettando i suoi tempi, e al tuo corpo di rallentare la produzione evitando ingorghi e altri problemi.

2️⃣Inizio da te…

Come valuteresti la tua giornata?

C’è qualcosa che vorresti fare ma che non riesci a fare?

Come stai? Che emozioni provi?

Sei aiutata da qualcuno nell’accudire i tuoi figli? O sei sola?

Come va con il tuo/la tua partner?

Che atmosfera vivi in casa?

Di cosa avresti bisogno adesso?

Prova a scrivere ciò che provi

Prova a scrivere i tuoi bisogni, bisogni reali, concreti…

(Capisco che andare alle Maldive possa piacere, ma mi riferisco a necessità effettivamente realizzabili come uscire con amiche, fare palestra o sport in generale, avere tempo per te da sola, prenderti cura di te con un massaggio, lavorare….sono solo esempi, sentiti libera di esprimere cosa senti e cosa vorresti per te!)

3️⃣Una volta fatta questa valutazione, ti invito a creare un diario delle poppate.

Un diario che raccolga le volte in cui il tuo bambino o la tua bambina cerca il seno, se si tratta di suzione nutritiva oppure no, se sta poco o tanto tempo, e in che momenti della giornata avviene(es: quando torni da lavoro, quando dorme….ecc ecc)

Un diario di almeno 3-4 gg

Valuteremo insieme che non stia vivendo un momento più intenso della sua crescita e magari in quel caso attendiamo che passi qualche giorno, affinché possiate vivere il cambiamento con meno stress

4️⃣Adesso che hai un quadro più completo, valutiamo insieme i tuoi obiettivi.

Spesso si ha l’esigenza di cambiare alcune dinamiche, di capire come esserci in modo diverso in alcuni momenti

Ma si potrebbe scegliere di proseguire allattamento perché risulta una strategia comoda in altri casi…

Come detto prima, le vostre esigenze sono vostre, e di nessun altro!

5️⃣Ti ricordo le esigenze del bambino in base alla sua età.

Il latte è alimento principale per almeno il primo anno di vita

Quindi se si sceglie di interrompere allattamento prima dei 12 mesi, sarà necessario introdurre la formula.

Latte intero solo dopo il primo anno è max 300 ml

(In questo articolo ho parlato di questo

https://lamammaseitu.com/2022/05/29/cosa-accade-al-latte-materno-nel-tempo-diventa-poco-nutriente-e-se-volessi-dare-altro-latte-quale-potrei-dare/ )

6️⃣Una volta chiariti i tuoi obiettivi, iniziamo a scalare le poppate.

E iniziamo da un momento della giornata in cui sei più disponibile, in cui puoi essere presente. Iniziamo con un obiettivo fattibile, tangibile: 1 poppata

Valutiamo come va introduzione alimenti

Valutiamo strategie alternative al seno, come offrirle, come agire prontamente, e parliamo di come accogliere le eventuali reazioni del bambino nella logica del “sono qui con te, non ti sto abbandonando! Siamo insieme, so che non è semplice, ma non sei solo/a!”

Tu adulta sei consapevole delle tue emozioni, scegli come gestirle, cosa mostrare agli altri e quando.

Un bambino non sa farlo

Vive una emozione alla volta, e ne è travolto! Ti mostra ciò che prova con tutto se stesso.

Sta a te mostrargli come accogli quell’emozione, la comprendi, e scegli di stargli accanto.

Che lui provi qualcosa quando non può avere ciò che desidera, ci sta.

Che tu non sia in grado di gestire le sue emozioni, potrebbe raccontare che in realtà non vuoi farlo, o che anche tu come lui hai bisogno di supporto.

Tutto da valutare insieme a te!

E si parte…

Si vive alla giornata

Si vive di emozioni

Cosa provi lo scoprirai vivendo il cambiamento!

Spesso il vero disagio che si vive non è legato ad allattamento in se e per se, quanto piuttosto ad un contesto poco stimolante per te, alla mancanza di tempo per fare altro, ad una routine che ci avvolge e su cui sembra non avere potere.

Tu puoi tutto!

Ti serve solo fare chiarezza

Capire cosa ti fa stare bene

E fare un passo alla volta verso il tuo benessere 🤗❤️

Il nostro vissuto incide tanto su come viviamo i momenti di stress con i nostri figli

Aprirsi e far emergere queste difficoltà è certamente fondamentale e utile!

Spero di averti trasmesso quanto tutto possa essere fattibile, se vissuto con consapevolezza, serenità, ascolto e rispetto dell’altro.

👉🏻Per chi non sceglie di smettere di allattare, ma magari è costretta da terapie mediche non compatibili o in generale un non benessere psicologico fisico che richiede valutazione specialistica, allora il consiglio è quello di accompagnare il corpo nella involuzione della lattazione, ascoltando i segnali che manda e grazie alla spremitura manuale lieve, quindi utile affinché non senta più quel fastidio/tensione al seno, quindi pochi secondi/minuti, e intervenire in tempo così da evitare ingorghi per cambiamenti bruschi.

Anche in questo caso, non esitare a contattare una Consulente IBCLC, una ostetrica, una Consulente de La Leche League, scegli per te il supporto migliore!

Un abbraccio a te

“Pastiglia per fare andare via il latte” Come funziona? Facciamo chiarezza…

Uno tra i miti da sfatare sull’allattamento riguarda l’uso della cabergolina se si vuole smettere di allattare.

Come funziona?

Facciamo chiarezza…

👉🏻Se il tuo percorso si conclude nel tempo con gradualità e il tuo bimbo si stacca da solo, potrebbe non servire fare nulla, il tuo corpo si adeguerà al cambiamento con naturalezza

👉🏻Se invece scegli di intervenire nel tuo percorso di allattamento affinché termini, serve fare attenzione.

Tutto dipende dai tempi in cui permetterai a te a al tuo bimbo di vivere questo passaggio

Più graduale sarà, meno servirà fare qualcosa

Consigli:

-Scalare le poppate gradualmente

– potrebbe servire fare una lieve spremitura manuale quel tanto che basta affinché non sentirai tensione (e non finché esce latte!)

– Dai valore ai segnali del tuo corpo in sincronia con il cambiamento che state vivendo.

Un gesto semplice ma assolutamente efficace per accompagnare l’involuzione della lattazione.

Spesso vengono dati consigli come…

😕🤔Prendere la “pastiglia per far andare via il latte” (cabergolina). Consiglio che può portare più danni che benefici e ti spiego perché!

La cabergolina interferisce sulla produzione di latte prima che essa si avvii, Inibendo il rilascio di prolattina, ormone utile alla produzione.

Una volta avvenuta la montata lattea (4-6 gg dopo il parto se avete avuto un avvio tempestivo del vostro allattamento) Il tuo corpo ha attivato un meccanismo che connette ipofisi, ormoni, sintesi del latte e richiesta del bambino. Non basta intervenire sul rilascio di un ormone per farlo cessare del tutto!

Prendere questo farmaco a produzione avviata può voler dire dover assumere più pastiglie affinché tu possa percepire una diminuzione del latte, ma nel frattempo produci e non dreni…questo equivale a vivere disagi come ingorgo e mastite, di certo non piacevoli!

Inoltre terminata la dose prescritta potresti notare una ripresa della produzione dopo poche ore. Il tuo corpo ha memoria e sempre per natura va difesa la protezione del bambino, e quindi del suo nutrimento…e non te l’aspetti! Ti ritroverai con seno teso e dolente 😩da gestire! (A volte si ricorre al farmaco più volte nel tempo, oltre che con la quantità di compresse da prendere!!!)

😓Non dimentichiamo che si tratta di un farmaco, con tutti gli effetti collaterali connessi al suo utilizzo! Hai mai letto il foglietto illustrativo di questa pastiglia?

Ti invito a farlo se pensi di prenderla.

Cio che serve fare è ascoltare il tuo corpo, utilizzare la spremitura manuale lieve, e rispettare i tuoi tempi. Stop!

Altri consigli dati sono…

😕Fasciarsi il seno e non idratarsi troppo

Non esiste alcuna spiegazione scientifica che avvalori gesti del genere al fine della involuzione della lattazione.

Si riconoscono invece gravi effetti come infiammazione, edema, ascesso ai seni…

Non trattarti così!

Meriti di vivere questa scelta senza ulteriore stress fisico e mentale!

Rispetta te stessa

Agisci con dolcezza

E vedrai che il tuo corpo ti seguirà…

“Mamma il pannolino non lo voglio più!”

È ora di togliere il pannolino!

È ora di togliere il pannolino???
🤔🤔🤔

Stai decidendo che è il momento giusto per togliere il pannolino al tuo bimbo.
E lo pensi perché…


Siamo in estate, e quindi può stare svestito senza prendersi un colpo di freddo per cui poi potrebbe stare male😕


Vorresti portarlo al nido a settembre e si sa…al nido si va senza pannolino! 😕


Vorresti fargli fare danza o calcio o nuoto…e sai che gli insegnanti ti chiederanno se porta ancora il pannolino…😕

Insomma, ci siamo! Devi toglierlo!

Comprato vasino, quello carino che sembra un cagnolino☺️
Comprati slip, quello del suo personaggio preferito ☺️

Sono passate 3 settimane
E ancora nulla
Il pannolino è sempre lì
E neanche una pipì fuori
Non vuole stare senza pannolino, glielo propongo! Ma lui niente
Mi dice chiaramente “no!”
Che faccio?!?

Ma quanta pressione c’è sulle mamme e sui bambini?!? Tanta, troppa! Scadenze e tappe di sviluppo secondo criteri standardizzati per tutti. Una cultura che quasi perseguita le famiglie!

Davvero abbiamo bisogno di questa fretta?!?

Inoltre si dice ormai da secoli che togliere il pannolino sia un momento da vivere entro i 3 anni! Perché poi la scuola vuole i bambini senza pannolino, così come le attività varie che si possono svolgere extra scolastiche. Ma anche tutte le persone che poi dicono “ma così grande ancora il pannolino porti?!?”, rivolgendosi al tuo piccolo bimbo che certamente non comprende quell’affermazione. E tu…tu entri nel loop “perché le altre riescono ed io no?!?”

Facciamo un passo indietro…
Hai scelto tu di fare questo passo o il tuo bimbo ti ha mostrato dei segnali di prontezza?🤔😕

E se ti ha mostrato dei segnali li hai colti?

Siamo un po’ anche noi mamme vittime del tempo e delle scadenze, non solo a causa degli altri, ma come forma mentis. Ma hai provato a proporre di stare senza pannolino ad un bimbo di pochi mesi? Quasi tutte mi rispondereste di no, troppo presto, non capirebbe…e cose simili.

E se invece ti dicessi che a partire dai gesti e dal linguaggio il bambino a modo suo può già affrontare questo cambiamento molto prima di quanto ti aspettassi? Intorno ai 10-11 mesi nasce nel bambino l’esigenza di imitare, ma non solo una esigenza ma anche una maturazione motoria tale per cui riesce a farlo! Ecco che rendersi conto di essere in grado di fare ciò che fai tu lo rende felice, lo fa sentire appagati e soddisfatto ! E attraverso gesti e linguaggio inizia a comunicare davvero tutto!

Capita spesso che si attenda l’età verso i 3 anni (perché è così che si fa!) per proporre al bimbo di togliere il pannolino. In realtà già dal primo anno, ma volendo anche prima ascoltando i loro segnali e aiutandoli a comprendere come gestirli, i bambini si potrebbero mostrare pronti.

Inoltre nell’età solitamente consigliata per togliere il pannolino(quasi 3 anni) i bambini stanno maturando una conoscenza di se per cui preferiscono scegliere tutto ciò che li riguarda, dal vestiario, al cibo, a cosa fare, dove andare, quanto tempo stare in un posto…tutto! E inserire in questo momento della crescita una decisione non sua, certamente potrebbe rendere tutto molto sfidante!

“Ma tutti fanno così, ed è sempre andata bene”

Una frase che in ogni ambito in cui viene utilizzata racconta l’abilità dell’uomo nel frenarsi verso il miglioramento, il nuovo…e che limita ogni possibile strategia diversa dal passato solo perché “che senso ha cambiare qualcosa che va bene così!”

E chi ha detto che va bene? Va bene per chi? Forse per te ma non per me! A cosa servono allora gli studi sulla psicologia dello sviluppo, la ricerca sul perché degli atteggiamenti dei bambini…?!?

E perché limitarsi ad una possibilità tra mille?!? Ne vale la pena?!?

Ascoltare e guidare i bambini è davvero la chiave per esserci nel modo più rispettoso possibile! Lo vedi allattando, te ne rendi conto accudendo il tuo bimbo…ti parla anche se non parla, una competenza innata di saper ascoltare e dare valore ai propri bisogni e un modo sempre in evoluzione di chiedere aiuto per realizzarli…

Tutto inizia dalla loro voglia di imitare…

Togliere il pannolino diventa una esigenza per i bambini ad un certo punto della loro vita!
Perché comprendono che possono muoversi meglio!
Il bambino manda dei segnali di prontezza:

  • indica con la mano il pannolino quando fa un bisogno
  • dai 12-18 mesi sono in grado di dire anche a voce che hanno fatto pipì o cacca
  • quando cambi pannolino ti mostra l’esigenza di non averlo rimesso
  • Noti che ti imita! E allora potrai sfruttare questa sua nuova capacità per mostrargli le sue possibilità!

Detto questo, non importa a che età sia, parla con lui/lei e raccontagli le sue possibilità. Racconta e non metti in pratica, a meno che lui non accolga subito quella volontà, e allora ok. Raccontare attraverso storie, sfruttando il gioco con i suoi pupazzi e peluche, e attraverso te stessa e i tuoi gesti che potrai enfatizzare quando tocca a te a madre in bagno, sia prima che dopo, mostrandoti serena e soddisfatta alla fine, questi sono i gesti con cui potresti avviare questo cambiamento e renderlo fattibile Ai suoi occhi.

Cosa puoi fare?
👉🏻Quando devi andare in bagno con gesti e parole racconta che hai un bisogno da fare, e poi corri verso il bagno! E alla fine attraverso sempre espressioni facciali e gesti potrai raccontare quanto ti senti bene avendo fatto il tuo bisogno! 👉🏻 offri a lui/lei la possibilità di sedersi sul gabinetto dopo di te, utilizzando un semplice riduttore
👉🏻potresti proporre di leggere una storia insieme. Le tue parole e le immagini lo/la aiuteranno a rilassare la muscolatura e a lasciarsi andare…. 👉🏻potresti proporre di stare in slip e magari di fare una corsa insieme che gli permetta di notare quanto si stia comodi così 🤗. 👉🏻quando arriva la pipì e non ha il pannolino, fai i complimenti al tuo piccolo! Portalo in bagno nel gabinetto, e raccontagli che va bene così! Che imparerà a trattenerla e se te lo dice fate la corsa al bagno insieme!
Dagli fiducia!
E incoraggialo a ritentare! 👉🏻vivetevela con serenità! Non importa se estate o inverno, se ha 1 anno o 3, se altri pensano che sia troppo tardi o troppo presto. Ascolta il tuo bimbo, osservalo, cogli i suoi segnali di prontezza! E viviti con lui/lei i suoi progressi!

Nostro compito da genitori è proprio questo!

Accompagnarli nella crescita mostrando loro cosa possono fare, dando dei limiti laddove sia necessario, e attraverso l’esempio mostrare come si può reagire e agire verso se stessi e con gli altri. Sei la persona che ama più al mondo. Il suo riferimento primario!

Da fastidio bagnarsi con la pipì, ci sta! E se chi ami ti racconta che va tutto bene, allora va tutto bene!!!

Qualunque storia racconti questo momento della vostra crescita, se pensi che qualcosa non vada, se lo state vivendo con ansia e sembra non si possa andare avanti…allora fermati! Fai reset! Prenditi del tempo e Riparti dall’inizio.

Per un periodo di almeno 3-4 settimane, non parlate più di togliere il pannolino. Racconta al tuo bambino che scegli di aspettare che sia lui a chiederti, che ti dispiace aver insistito. E ritrovate un equilibrio, senza forzature, senza aspettative, senza corse contro il tempo!

Passato questo periodo, che potrebbe essere anche più lungo se noterai ancora una scia di stress nel riprendere questo argomento, potresti iniziare a proporre di togliere il pannolino giocando! Si esatto, giocando! Tu sei un personaggio e il tuo bimbo è un altro personaggio e nel fare le scenette tu bimbo mostri la necessità di correre senza pannolino…e porti avanti la scena come se accadesse a voi! Mostrando come i due personaggi gestiscono la situazione

Oppure ancora…il bambolotto da accudire, a cui cambiare il pannolino, dare da mangiare, mettere a dormire…e nello stesso modo inserire le dinamiche dette.

Anche nel gioco è sempre il piccolo a mostrare alla mamma che ha una esigenza, in questo caso togliere il pannolino, e la mamma lo asseconda.

I bambini vanno accompagnati nella scoperta delle loro possibilità

Vale per il movimento…li mettiamo a terra e scoprono cosa possono fare con il loro corpo nello spazio

Vale per il linguaggio…si esprimono attraverso la lallazione e imparano dai loro esempi a strutturare le parole

Vale per gli alimenti…i loro segnali di prontezza ci raccontano che possiamo introdurre altro cibo, rispettando i loro tempi e le loro necessità (o almeno così dovrebbe andare…anche se oggi si vive per step, scadenze…purtroppo!)

E vale anche per il pannolino! Saper cogliere i loro segnali (che molto spesso arrivano prima di quanto ci si aspetti!) è la chiave per approcciare un cambiamento e viverlo con serenità. Per te, per i tuoi figli, per tutta la famiglia e chi è coinvolto nell’accudimento dei piccoli. Ma se non si colgono si può sempre mostrare una porta aperta, attraverso cui lui o lei potrà vedere cosa può fare, e una precedente negazione allo stare senza pannolino ora diventa possibilità e divertimento!

Una precisazione a parte per la gestione della pupù. Potresti infatti notare che con la pipì riesce a regolarsi e la fa seppur a volte non arriva a destinazione, ma ci arriverà! Mentre per la pupù trattiene e attende o non riesce a comunicarlo perché cerca privacy e la sente come una cosa più intima da gestire. Una strategia potrebbe essere quella di creare un angolino apposito dove andare quando sente quel bisogno. Quindi raccontagli che in quell’angolo potrà andare quando vorrà, che nessuno lo disturberà, che tu sei sempre lì e appena chiama arriverai. Un angolo dove potrà fare cacca senza doversi nascondere. E come lo decidiamo questo posto? Deve essere per forza in bagno? Valuta dove tende a mettersi quando fa cacca nel pannolino, solitamente si accovacciano sulle gambe anche mentre giocano, cerca di notare dove capita e se sceglie un posto più di altri. Potresti mettere li, in quel posto scelto, un libro che solitamente leggete in bagno, se non si trova in bagno, e ripetere più volte al giorno quella lettura in quell’angolo ricordandogli che li può fare pupù quando vuole è serenamente! Mostrare serenità e non avere fretta e ciò che lo aiuterà di più. fidati di questo! Una volta scoperta la libertà difficilmente un bambino ci vuole rinunciare.

Non esiste una strada che non possa avere nuove prospettive! Se pensi di non averne, scrivimi! Sono qui per te!

Un abbraccio

Cosa accade al latte materno nel tempo? Diventa poco nutriente? E se volessi dare altro latte, quale potrei dare?

l mio latte nel tempo diventa poco nutriente?

E se volessi dare altro latte, quale posso dare?

Più il bambino cresce più un percorso di allattamento viene visto come “inutile” “senza senso” “un danno per il benessere e l’indipendenza del bambino”

Ecc ecc ecc

Parliamone…

Nel secondo anno di età (dai 12 ai 23 mesi) 448ml di latte materno contengono:

29% di fabbisogno energetico

43% di fabbisogno proteico

36% di fabbisogno di calcio

75% di fabbisogno di vitamina A

76% di fabbisogno di folati (l’insieme delle varie forme di acido folico)

94% di fabbisogno vitamina B12

60% di fabbisogno vitamina C

(Risultati da uno studio di Dewey 2001)

Quando qualcuno o tu stessa metterà in dubbio il valore del latte materno nel tempo, adesso sai che non c’è nulla di vero! Anzi! Il latte materno è alimento vivo! Cambia nel tempo e ai adegua fantasticamente alle esigenze del bambino!

Incredibile vero!!!

Anticorpi

Ormoni

Enzimi

Vitamine

Nutrienti fantastici, ma soprattutto indispensabili per il tuo bambino/bambina ad ogni età!

Il latte può accompagnare la sua crescita finché lo vorrete, e sempre potrai fidarti del suo valore!

Sempre!

Capita di voler inserire altro latte durante la crescita del bambino

Perche scegli di smettere di allattare

O perche non ti va di estrarre latte per i momenti in cui non siete insieme

Non importa il perche!

Devi sentirti sempre serena di scegliere per te, per voi, ciò che vi fa stare bene!

Ti dico che il latte materno resta alimento ricco di nutrienti e che non serve sostituirlo nel tempo, ma sta a te scegliere come gestire il vostro percorso!

Se volessi dare altro altro latte, quale posso dare?

Nei primi 12 mesi altri cibi sono complementari rispetto al latte.

L’unica sostituzione possibile è con formula di tipo 1 di latte vaccino

Si dovrebbero rispettare i tempi del bambino e cercare di offrire cibo in varietà, affinché possa assaggiare tutto.

Ma fidandosi sempre di lui/lei per le quantità!

Non dimentichiamo che I bambini nascono competenti e sanno riconoscere i loro bisogni e assecondare darli nel modo più adeguato!

Lo hai visto allattando, il tuo bimbo sa quando vuole latte e quanto gliene serve!

Introducendo gli alimenti la loro competenza festa esattamente la stessa!

Quindi il mio consiglio è…fidati!

C’è anche da dire che ogni giorno è diverso.

Alcuni giorni vedrai tuo figlio o figlia assaggiare o mangiare più volentieri del cibo, altri invece noterai che accetta meno altri alimenti e preferisce il latte.

E questo rientra nella fisiologia dei bambini, la crescita non è una linea retta e sempre alla base di tutto c’è la fiducia nei confronti di un piccolo essere umano, che per quanto piccolo è perfettamente in grado di conoscere i suoi bisogni!

La natura è fantastica!

Può capitare questo a 7 mesi, ma anche a 13 o 17, o 25 mesi!

I bambini hanno necessità in continuo cambiamento.

Aspettati queste variazioni e prova ad accoglierle con naturalezza

Nessun vizio! Solo esigenze reali!

“Mamma so di cosa ho bisogno!”

Superati i 12 mesi le linee guida di OMS consigliano di proseguire allattamento, e laddove non fosse possibile le indicazioni sono di dare formula 1.

Non è necessario passare alla formula 2 o 3 perché solo la 1 è risultata la più simile al latte materno.

Infine come ultima scelta c’è il latte vaccino. È un latte pensato per i vitellini, animali che in poco tempo devono tirarsi su, camminare e fare tutto da soli. Per questo è altamente proteico, e non adatto per natura all’uomo in una età in cui serve ancora bere tanto latte. Si consiglia infatti di non superare i 300 ml al giorno, anche se si usa nelle preparazioni in cucina, oltre che dato da solo.

Il latte vaccino non va MAI dato ai bambini al di sotto dei 12 mesi. L’elevato contenuto proteico aumenta il rischio di obesità infantile, e nel bambino molto piccolo può anche causare sanguinamenti intestinali.

Si pensa che il latte vaccino sia fondamentale per la crescita, in realtà non è così!

L’alimentazione adeguatamente varia fornisce tutto ciò che serve al bambino per stare bene e crescere sani.

Il latte materno accompagna il bambino nella sua scoperta del cibo fornendo lui tutti i nutrienti necessari sempre!

Una curiosità per te…sapevi che superati i 12 mesi il contenuto del latte materno torna simile al colostro?!? Si, hai letto bene…al colostro! Il primo latte ricco e fantasticamente nutriente che produci per il tuo bimbo solo il parto! Si arricchisce di nutrienti fondamentali per il sistema immunitario, proprio per renderlo più pronto all’esplorazione, al contatto con altri bimbi, al suo crescere e alla sua capacità di spostarsi nello spazio e di toccare e scoprire tutto ciò che vede! Fantastico!!

Siamo l’unica specie a credere che un latte di altra specie risulti fondamentale per la nostra crescita!

Non importa quanto duri il vostro allattamento

Non importa se offri il seno oppure un biberon o una tazzina

Non importa se fai allattamento misto

Ricorda che per il tuo bilbo sei la sua mamma perfetta! Non potrebbe e non vorrebbe avere altra mamma oltre te!

Sei fantasticamente pronta e attenta affinché possa stare bene sempre!

Un abbraccio a te!

Perla da latte Vescica da latte Milk blister Ho un puntino bianco sul seno! E fa male!

Di cosa si tratta?

Si è ostruito un foro del capezzolo!

Come capisco di averla?

Si presenta come un puntino bianco o giallognolo sul capezzolo o su areola.

Sentirai dolore proprio dove c’è il puntino o appena dietro.

Comprimendo il seno come a voler fare uscire il latte, potresti vedere l’ampolla rigonfiarsi

Perché mi capita?

Un dotto ostruito racconta di un seno non drenato efficacemente!

Può capitare perché il bimbo fa poppate distratte, quindi si attacca e si stacca, perché ha altro a cui pensare, e allora non drena come dovrebbe.

Oppure può capitare se si attacca a distanza di troppe ore da precedente poppata

O se si addormenta facilmente non drenando bene il seno

O ancora perché hai una iperproduzione e quindi al di là delle eseigenze di baby producendo latte in più che non viene drenato bene, puoi avere una o più perle da latte

Dipende dalla sua età, valuta il suo andamento del momento e se noti un distanziamento di tempo maggiore, o che produci oltre la sua richiesta, potresti fare una spremitura manuale lieve di pochi secondi prima che scenda una calata, così da frenarla!

E sarai comunque sempre pronta per il tuo bambino in ogni momento!

Ma avrai evitato ostruzione, ingorgo e altro…!!!

Come gestirla?

Potrebbe durare giorni e anche settimane e poi andar via spontaneamente grazie alla suzione del tuo bambino.

Causa fastidio o dolore durante la suzione, ma anche dopo!

Ecco che allora te ne accorgi e hai l’esigenza di toglierla.

Tra i vari metodi, il più efficace che ti consiglio è il caldo umido sul seno unito ai sali epsom, che trovi facilmente in farmacia o parafarmacia o anche online.

Ecco la procedura:

2 cucchiaini di sale

1 tazza ampia

Sciogli il sale in poca acqua calda (potresti mettere tazza in microonde) e poi aggiungi restante acqua così da ottenere temperatura calda, ma senza bruciarti!

A questo punto immergi il seno nella tazza per qualche secondo

Continua a fare impacchi sul seno con la stessa acqua finché la sentirai calda, aiutandoti con una tovaglietta che immergerai e strizzerai, poggiandola poi sul capezzolo/areola.

Al termine di questa procedura, prova a scrostare molto delicatamente la perla di latte con la tovaglietta stessa o con una unghia.

Delicatamente! Quindi non forzare!

Non serve toglierla, potresti farti una lesione cutanea.

Sarà poi la suzione del bambino a fare tutto il resto.

Se non ti viene semplice toglierla, non insistere.

Al prossimo bagno di sali e impacchi successivi andrà meglio, vedrai!

Potrai ripetere tutto per 3-4 volte al giorno.

Mi preme consigliarti di non avere fretta nel toglierla, perché troppo spesso vengo contatta per gestire il fastidio cutaneo che le mamme provano dopo averl grattato via la perla troppo velocemente!

Ti creeresti una lesione, andresti incontro a probabile infezione batterica, avresti fastidio di certo durante la suzione anche più che con la perla di latte!

Piano piano andrà via!

Questa procedura è efficace!

Altra procedura valida è mettere su capezzolo e areola olio di oliva, e fare un dolce massaggio con una lieve pressione.

Sempre prima della poppata.

Capita che ai bimbi dia fastidio il sapore.

Per pulirsi usare sempre del caldo umido, magari una tovaglietta.

Mai Il freddo o salviettine

Avresti più fastidio!

L’utilizzo di un ago sterile per rompere ampolla lo sconsiglio vivamente!

Il fai da te in questi casi può davvero farti male!

Se lo riterrai opportuno e in via marginale, qualora altri metodi non funzionino, rivolgiti ad una ostetrica o al tuo medico per effettuare questa procedura!

Ti inserisco alcune immagini di perle di latte

Adesso sai cosa fare se capita!

Un abbraccio a te!