Come dare biberon a richiesta?

Cosa vuol dire dare il biberon a richiesta?

E come si fa?

L’OMS indica la modalità “a richiesta” anche per chi fornisce latte al lattante in altre modalità diverse rispetto al seno. Sottolinea che il neonato nasce competente su se stesso e sui suoi bisogni, e la necessità di renderlo parte attiva del suo nutrimento, come se fosse allattato al seno.

Vediamo insieme cosa vuol dire in pratica allattare a richiesta

A richiesta = ogni richiesta mostrata con segnali di fame, al di là di orari e tabelle

Il bambino conosce i suoi bisogni e li manifesta attraverso l’atteggiamento del corpo quando è molto piccolo, inserisce parole e gesti in più man mano che cresce

Riconoscere questo dono come valido e dare importanza a questa innata e meravigliosa competenza, è la chiave per un nutrimento ottimale, al di là che avvenga al seno o attraverso altri strumenti.

Si nasce anche dotati di tanti riflessi, che ci permettono di muoverci e di gestire anche l’ingresso di latte del nostro corpo. Parlo del riflesso di suzione. Come ogni riflesso si scatena dietro stimolo e quindi parte non appena viene toccato il palato del bambino. Non è affatto semplice fermarsi una volta che lo stimolo persiste! E allora bere dal biberon può risultare davvero sfidante per i bambini, avviene tutto così velocemente da non permettere al famoso dono di autoregolazione e di saper sentire se stessi, di non attivarsi.

Esiste una connessione tra intestino e cervello, una connessione che permette di mandare segnali di sazietà, di fame, di sete, in maniera autonoma e soprattutto al bisogno reale e non per orari. Quando si mangia velocemente questa connessione subisce delle interferenze, non riesce a pieno ad ottemperare al suo ruolo di “mediatore del bisogno” utile affinché si possa mangiare se si ha fame ma anche fermarsi se si è sazi.

In quanto tempo si mangia al biberon?

E in quanto tempo si mangia al seno?

È qui che ti chiedo di porre l’attenzione.

Che tu abbia allattato oppure no, devi sapere che nutrirsi al seno da piccolissimi richiede tempo, tempo utile per inserire all’interno del pasto dei riposini affinché i muscoli in atto possano riposare e poi attivarsi dinuovo,

finché nelle settimane non diventano sempre più tonici e allora possano permettere di nutrirsi in meno tempo

Ma per quanto nei mesi il tempo al seno cambi (per mangiare intendo, al di là del tempo coccoloso!) sempre di 5-10 minuti parliamo intorno ai 3-4 mesi. Prima con le varie pause molto di più!

Al biberon sin dai primissimi giorni si mangia in un tempo che può variare dai 30 secondi ai 2 minuti. Parlo ovviamente di bambini sani che non ritardino nel mangiare per problemi legati alla suzione o ad altro.

Un tempo decisamente diverso

Un modo di alimentarsi tanto veloce!

L’OMS ha allora deciso di approfondire questo argomento all’interno del comunicato riguardante la salute del bambino nei suoi primi mille giorni. E raccomanda appunto di agire seguendo quello che sono doti innate del bambino ed esigenze fisiologiche del corpo umano.

Ecco le indicazioni utili:

1. posizionare baby quasi seduto e non sdraiato. Questo gli permetterà di gestire meglio la suzione e il riflesso di suzione che nelle prime settimane è molto forte e non sa bene gestirlo, non si ferma e tutto va giù velocemente!

2. Offrire il biberon attraverso il metodo del pace feeding, quindi attendere apertura bocca del bambino che così accoglie la tettarella in bocca, e non forzare dunque l’ingresso, strofinando la tettarella tra naso e bocca finché non sia pronto ad accettarla

3. Mantenere la bottiglia parallela al pavimento, riempiendo la tettarella a metà e sempre facendo arrivare latte nei fori

4. IMPORTANTISSIMO: far fare al bambino delle pause. L’ideale sarebbe simulare il suo atteggiamento al seno. Se stai allattando osservando potrai notare la sua suzione iniziale con 8-12 movimenti continui, poi pausa e scendono 7-10, pausa, 6-5 pausa e poi prende un andamento di 4-5 suzioni pausa e così via fino al pisolino o finché non ha finito. Questo in linea generale l’andamento al seno nei primi mesi di vita. Simulare al biberon vorrebbe dire fermarsi spesso, molto spesso! Mi sono resa conto nella mia esperienza pratica che fare tutte queste pause stressa molto chi sta nutrendo il bambino con biberon, e allora solitamente in consulenza consiglio di fare uno stop ogni 10-15 suzioni. Pochi secondi di pausa utili al bambino a mangiare lentamente, digerire in modo ottimale, e di sentire quella famosa connessione tra intestino e cervello che gli permette di autoregolarsi anche al biberon!

5. Attendi che sia lui a richiedere ancora latte prima di proseguire! Si esatto, sarà lui o lei a chiederti ancora latte, diventa parte attiva del suo nutrimento! Non sta subendo un flusso o una posizione o un riflesso di suzione ancora forte, sta chiedendo per sé di proseguire! Potrebbe anche NON chiedere! Eh si, potrebbe fare pause più lunghe, potrebbe fare anche un pisolino…esattamente come farebbe al seno avendo la possibilità di scegliere per se cosa fare.

6. Noterai che nelle prime pause la richiesta avviene piangendo, man mano che prosegui sarà sempre meno evidente fino a che potrebbe appunto esserci una pausa più lunga. Fidati di lui/lei!

7. Il latte appena estratto o scaldato (latte materno o formula) puoi darlo entro 1 ora/1 ora e mezza tenuto in ambiente a temperatura intorno ai 18-20 gradi (come quella che abbiamo tutti in casa), senza mai scaldarlo di nuovo. Se dovesse restare latte non sarà più adatto oltre questi tempi, in caso di latte materno potrai utilizzarlo magari nel bagnetto o per pulire gli occhi e le parti intime di baby. Il latte appena estratto invece potrai riporlo in frigo perché non lo avevi scaldato.

Dando il biberon in questa modalità, ma anche latte dal cucchiaino, o con siringa o dal bicchiere, darai al tuo bambino o alla tua bambina la possibilità di mangiare quanto serve, lentamente e rispettando i suoi reali bisogni di fame. Noterai che non si mangia più in 1 minuto ma in almeno 10-15 min, e magari con riposino in mezzo! Molto diverso dal metodo standard di dare biberon!!!

Mi riferisco a bambini che si mostrano attivi e reattivi, che sanno farsi sentire quando hanno fame, e che dunque non sono letargici e/o affetti da possibili patologie che non permettono loro di esprimere i loro bisogni a pieno. In questi casi serve trasferire nutrimento seguendo indicazioni del pediatra e in quantità necessarie, spesso seguendo le tabelle.

Per monitorare andamento di un allattamento con biberon o altri strumenti dati in modo ottimale come descritto sopra, si valutano sempre almeno 24h

⁃ dopo la prima settimana almeno 5-6 pannolini di pipì in 24h e feci ad ogni poppata o 2-4 volte al giorno (andamento molto soggettivo, si guarda quadro generale)

⁃ Benessere generale del bambino

⁃ Quantità e qualità delle poppate

⁃ Andamento crescita generale (peso dal pediatra)

Chi ci dovrebbe dare queste indicazioni?

Ospedali

Pediatri

Personale sanitario tutto

In generale chi si occupa del materno infantile

Chi ci racconta tutto questo?

Raramente ho sentito dare queste indicazioni ad una mamma, e anche in quei casi si trattava di indicazioni generiche della serie “fallo mangiare piano” e mai specifiche

Ora sai

Ti sto raccontando che in questo modo potrai nutrire baby secondo le sue reali necessità

Quindi non c’è rischio di iper nutrimento!

Rischio che puntualmente vive chi viene nutrito al biberon non a richiesta ma seguendo le tabelle o anche inserendo poppate in più ai primi segnali di stress del bambino, che grazie alla suzione gestisce molte dinamiche e che si ritrova a mangiare piu di quanto gli servirebbe.

Lo stomaco allora risponde dilatandosi per far fronte a quelle entrate…

E così si sviluppa la tendenza all’obesità

Basta davvero poco

La salute a tavola nasce sin dalla prima infanzia

Una educazione alimentare che baby saprà riportare a tavola grazie al fatto che si è riconosciuto e dato valore ad un prezioso dono con cui tutti noi nasciamo: sentire noi stessi e sapere di cosa abbiamo bisogno!

Allattare al seno o osservare come si comporta un bambino al seno ci insegna come natura vuole che ci si comporti mangiando

Non ci resta che agire così!

Detto questo, allattare al seno è ciò che meglio nutre ogni cucciolo. Le raccomandazioni da parte di OMS, UNICEF e di tutte le organizzazioni mondiali sono verso l’allattamento al seno

E per favorire allattamento serve supporto, servono informazioni e serve incoraggiamento.

Tu e solo tu genitore puoi valutare come accudire e gestire l’alimentazione del tuo bambino o della tua bambina

Le mie indicazioni riguardano il sostegno ad ogni tua possibilità.

Stai facendo del tuo meglio!

Avanti tutta!

La mamma sei tu❤️

Pubblicato da gangiuli

Consulente professionale allattamento IBCLC, Insegnante di massaggio infantile, Educatrice prima infanzia in formazione. Ideatrice progetto "la mamma sei tu"

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