Allattare la notte. Tra benefici e difficoltà

Allattare la notte sin da subito diventa la parte dell’allattamento “meno gradita” dalle mamme.

Vari studi raccontano che si da la colpa del sonno mancato all’allattamento notturno.

Le cause più raccontate sono:

Scomodità

Risvegli continui

Difficoltà a riaddormentarsi per la madre

Letto condiviso

Difficoltà a far dormire il bambino in culla

Discussioni con il partner che spesso non dorme con la diade

Stanchezza costante a causa della mancanza di sonno

A questo si aggiungono dubbi riguardo

allattamento notturno e:

⁃ possibili carie del bambino

⁃ nutrire troppo il bambino

⁃ svezzamento che tarda a causa dell’allattamento, soprattutto notturno per le tante volte in cui il piccolo si attacca

Facciamo chiarezza!

Inizio raccontandoti come cambia il tuo latte la sera/notte rispetto al giorno.

Il latte diventa più ricco in grassi, aumenta anche la melatonina (c’è un picco verso le 18:30-19) ormone utile al sonno nel momento dell’addormentamento.

Questo permette al bambino di poter riposare meglio e di avere i suoi momenti di sonno profondo la sera/notte.

Grazie alla gestione del sonno adeguata di tutta la giornata.

Voglio raccontarti anche che allattare la notte vuol dire gestire al meglio la produzione in generale, grazie al fatto che la prolattina aumenta la produzione di latte, induce un senso di rilassamento nella madre, ha un ritmo circadiano e i suoi livelli in circolo aumentano nelle ore notturne, per cui le cellule della ghiandola mammaria producono una maggiore quantità di latte la notte.
La produzione di prolattina è infatti agevolata dal riposo e dall’assenza di luce. Poppate notturne frequenti facilitano l’incremento della produzione di latte e l’aumento di peso del tuo bambino. Questo spiega anche perché, se la notte il piccolo o la piccola si attacca al seno più spesso, la mattina seguente potresti avere l’impressione di avere più latte e avvertire il seno pieno.

Per attaccarsi “spesso” cosa si intende?

C’è la madre che racconta risvegli ogni ora

Altre volte si parla di 6-8 risvegli

Altre ancora 2-3

È tutto molto soggettivo

E gioca un ruolo importante la gestione del sonno nelle 24h, l’alimentazione del bambino, il suo movimento libero….

Dalle 19 circa si sera fino alle 5-6 del mattino tendenzialmente un bambino potrebbe ricercare la sua associazione al sonno 2-5 volte

Poi ci sono scatti di crescita, passaggi di crescita, progressioni del sonno, e quindi tutto cambia sempre in modo soggettivo, spesso destabilizzando la diade.

Sapere aiuta!

Sapere che questi sono momenti legati alla crescita, sapere che non si è le sole a vivere queste dinamiche grazie al confronto con altre mamme, sapere che esserci non è viziare, ma è raccontare che può contare su di te oggi e per sempre …

Aiutati così! Ricercando le tue risposte, togliendoti ogni dubbio grazie ai riferimenti che scegli di avere! E allora tutto potrebbe essere meno complicato!

E soprattutto, dedicati a te! Al tuo benessere!

Parliamo adesso dei motivi per cui allattare la notte viene associato a mancanza di sonno e difficoltà generali della madre.

Ti chiedo….tu che allatti, hai mai provato ad alzarti la notte per preparare la formula 3-5 volte, per nutrire il tuo piccolo dalle 18-19 di sera alle 5-6 del mattino (orario considerato notte dal bambino piccolo)?

Se consideriamo il tempo adeguato per preparare la formula in polvere in sicurezza secondo le linee guida (almeno 15-20 min), certamente sia tu che il bambino avreste un effettivo risveglio ogni volta.

Consideriamo che quelli che chiamiamo comunemente “risvegli” altro non sono che ricerca della propria associazione al sonno e nutrimento, ma il tutto avviene dormendo, rimanendo distesi, e mantenendo un sonno attivo seppure in fase rem (il sonno dei bambini è per lo più leggero per il 70-75% del totale sonno)

Quindi il bambino soddisfa la propria esigenza di sonno, come ogni altra sua esigenza grazie alla sua innata competenza nel gestire se stesso.

Il problema qui riguarda la mamma!

Addormentarsi una volta svegliate per la maggior parte delle mamme non risulta semplice affatto!

Il tempo che si riprende il sonno che poco dopo arriva una nuova richiesta

Ecco che ci si ritrova a non dormire

Sentendosi frustrate poi la mattina e stanche durante la giornata!

Ma Perché questa difficoltà di addormentamento?

Spesso avviene quello che viene chiamato “eco dei pensieri”

Altre volte il corpo reagisce allo stress impedendo il sonno sereno a causa del rilascio di cortisolo

Può incidere una alimentazione non adeguata

Incide certamente il non avere un villaggio attorno per crescita e accudimento del bambino!

Fumo e tabacco hanno un ruolo importante sulla qualità del sonno

E poi le emozioni…la frustrazione, il sentirsi non adeguate, non appagate, tutto questo incide!

E allora i vari risvegli-non risvegli del bambino diventano causa di qualcosa che ha cause ben più profonde dell’allattamento!

E a ben guardare, allattare risulta essere uno strumento valido e di aiuto, rispetto alla formula da preparare e al doversi alzare in generale!

Ciò che spesso capita allattando la notte riguarda la comodità della madre.

Il dover “subire” una posizione per il rischio che il bambino/la bambina si svegli e pianga, è tra i disagi che più mi vengono raccontati dalle mamme da sempre!

Il timore che il bambino pianga, o si svegli, o mostri quanto una tua scelta possa non essere gradita in quel momento, è un timore che andrebbe capito fino in fondo.

Serve agire curandosi di se oltre che del bambino.

Siete una diade, e meritate entrambi benessere

Nessuna dei due dovrebbe subire nulla

Anzi!

Dovresti sentirti serena nel gestire il vostro allattamento nel modo più rispettoso delle vostre esigenze!

Cambia posizione se stai scomoda!

E se il bambino/la bambina risente del cambio, vedrai che mantenendo il contatto riprenderà sonno!

Hai mai provato davvero?!?

E se serve, ritenta e ritenta

Lotta per te!

Insisti per stare bene facendo stare bene chi ami.

Altra storia è la possibilità di dissociare seno e addormentamento per il bambino.

Esigenza che spesso nasce proprio da una frustrazione generale nella gestione del sonno personale, della giornata, di se.

Te ne parlerò in altro articolo.

Stai facendo del tuo meglio per il tuo bambino

Adesso fai del tuo meglio per te stessa!

Per scoprire che puoi farcela, serve tentare, serve saper gestire il bambino e le sue emozioni con serenità e consapevolezza.

Sei tu l’adulta

Tu conosci le emozioni

Tu sai gestirle

Tu sai che lui/lei può stare comodo e dormire anche se cambi posizione!

Lui/lei non lo sa!

Non sa gestire le emozioni che prova e per farlo piange!

Non conosce le sue possibilità

Ciò che vive “qui ed ora” per lui è per sempre!

Non sa andare avanti nel tempo per almeno i suoi primi 2 anni!

Tu sei la sua guida!

Forza a te!

Ti abbraccio

Pubblicato da gangiuli

Consulente professionale allattamento IBCLC, Insegnante di massaggio infantile, Educatrice prima infanzia in formazione. Ideatrice progetto "la mamma sei tu"

Lascia un commento