Di cosa si tratta? Come posso capire di averlo? Come posso gestirlo? Quando serve intervenire?

Di cosa si tratta?
Il riflesso di emissione forte è un flusso di latte che scende e arriva al bambino con un getto decisamente più forte. È connesso con il momento della “calata”, quando il tuo corpo produce latte e lo fa arrivare al seno. Solitamente si presenza infatti dopo pochi secondi che il bambino ha iniziato a fare suzione, perché grazie alla sua suzione inizia in te il meccanismo di produzione. Il flusso forte è presente al momento di arrivo del latte, dopo pochi secondi/minuti si placa. Potrebbe capitare più volte all’interno della stessa poppata, allo stesso seno. La causa è di natura ormonale, e solitamente si risolve o si ridimensiona dopo le prime 6-8 settimane dal parto grazie ad una nuova modifica dei livelli ormonali che rientrano come in pre gravidanza. Capita a volte che il flusso forte persista anche oltre le prime settimane. E spesso diventa sfidante per la diade gestire la poppata. Nel tempo il bambino impara a trovare il suo modo di stare al seno, il suo modo di gestire quei momenti di flusso forte. A volte serve intervenire affinché possiate vivervi quanto più serenamente possibile le poppate, e affinché il seno sia per lui/lei sempre un modo per rilassarsi, oltre che per nutrirsi.
Come posso capire di averlo?
Ecco cosa vive chi ha un riflesso di emissione forte
La mamma…. – -sente il seno che si riempie anche tra le poppate – potrebbe perdere latte durante il giorno anche se non allatta – vasospasmo causato dal gesto del bambino di serrare con le gengive il seno per gestire il flusso. Questo vuol dire dolore al seno tra le poppate, un dolore che spesso non si sa spiegare perché appunto avviene quando il bambino non è attaccato al seno. (Vedi articolo su vasospasmo) – ragadi e/o dolore al capezzolo a causa di un attacco al seno meno profondo, anche questo gesto messo in atto dal bambino per cercare di gestire il flusso – vive il momento della poppata con ansia e preoccupazione
Per il bambino… – occhi spalancati – suzione veloce – suono di deglutizione forte, sta deglutendo un bolo di latte troppo grande. – porta la testa indietro mentre è attaccato al seno – Serra il seno con le gengive – si stacca e piange, sembra volere il latte ma si rifiuta di attaccarsi. Ci prova e si stacca dinuovo – feci verdastre e spumose, sempre o a volte, causate dal flusso forte di latte che viene ingerito troppo velocemente dal bambino – sta al seno il minimo indispensabile e non cerca il seno per addormentarsi – rallentamento nella crescita in peso. Per gestire il flusso forte si fa tanta fatica. Questo comporta a volte che il bimbo si addormenta al seno senza aver preso la parte di latte più grassa che arriva in un secondo momento. Spesso poi si tende a cambiare seno e anche questo non aiuta, perché il piccolo deve ricominciare da capo, fa fatica e non avrà il suo latte per intero.
Tutto questo per la diade potrebbe risultare stressante certamente., sorgono dubbi e si crede di sbagliare qualcosa o come spesso capita, si pensa di non avere abbastanza latte o che per qualche motivo si stia riducendo, perché prima non capitava! La produzione di latte non è questione di fortuna, è connessa ad un meccanismo che il tuo corpo mette in atto da quando attacchi il bambino al seno. Una adeguata produzione di latte dipende da quanto il bambino sta al seno, dalla sua richiesta. Fidarsi di se e conoscere come funziona il proprio corpo è importante anche per superare i mille momenti di incertezza che una madre può vivere. Sapere aiuta! E sapere che il comportamento del bambino ha sempre un perché ma che quel perché non è causato dal latte ma da altro, può certamente aiutare!
Il primo mese di vita del bambino solitamente non vengono notate particolari difficoltà o perlomeno non subito. Tutto è sempre soggettivo da donna a donna e da bambino a bambino.
Il bambino per istinto, per sua natura, cerca sempre di trovare una soluzione affinché abbia il suo latte e possa stare bene.
Nessun bambino si lascia morire di fame, cerca sempre di farsi sentire e di trovare il modo per avere ciò che gli serve!
Come posso gestirlo?
– Puoi assumere posizioni che per gravità aiutano la gestione del flusso. Quindi schiena indietro, comoda, sostenuta da cuscini, semireclinata o sdraiata – estrai latte manualmente o con tiralatte prima della poppata e se si ripresenta anche durante la poppata, è un gesto molto utile che permette di evitare al bambino il momento di flusso forte. Estrai per 1-2 minuti prima di attaccarlo, oppure non appena noti i primi segnali di difficoltà (occhi spalancati, suzione veloce, testa indietro…). Staccalo dolcemente inserendo il tuo dito tra la sua bocca e il seno, estrai latte (potresti anche darglielo subito dopo che lo hai estratto dalla stessa tazzina in cui lo raccogli) e poi riattaccalo. Capirai ben presto i tempi a te necessari di estrazione, ti sto parlando di 1-2 min ma ogni corpo è diverso. Saprai capirlo anche grazie al bambino che sarà sereno al seno
Quando serve intervenire?
Quando il momento della poppata risulta sfidante da gestire, sia per te che pee il bambino
Quando noti che stando al seno il minimo indispensabile, la crescita non sia ottimale. E allora potrebbe essere necessario effettuare questi gesti (posizioni adeguate ed estrazione lieve). A volte diventa utile e necessario, ma anche per scelta oltre che per necessità, estrarre del latte e farlo al bambino in altro modo (bicchiere, siringa, biberon). Devi poter valutare e scegliere per voi le strategie che più senti nelle tue corde. L’obiettivo è il vostro benessere, di entrambi, e non solo del bambino.
Se il primo mese avviene una crescita esponenziale più alta, che poi si riduce bruscamente nel secondo mese, potrebbe essere un segnale del riflesso di emissione forte. Il bambino crescendo diventa più consapevole e anche competente fisicamente, quindi impara a gestirlo ma a volte è davvero troppo stancante senza un aiuto, ecco che si addormenta spesso al seno senza avere tutto il suo latte.
Altra dinamica che potresti vivere è legata ad una crescita elevata il primo mese che poi si adegua di più alle sue reali esigenze dal secondo mese! Si adegua vuol dire che questa crescita rispecchia ciò che realmente gli serve, mentre all’inizio si ritrovava a dover gestire e ingoiare troppo latte, imparando a gestire il flusso impara anche a rispettare le reali esigenze di fame. Quindi cresce meno, ma magari cresce quanto dovrebbe, e non “poco”. Si pensa ad una crescita scarsa in relazione a quella avuta il primo mese, ma se si vive un riflesso di emissione forte questo potrebbe non essere del tutto vero.
E ricorda anche che dal terzo mese la crescita in peso rallenta per natura, e così dal 5-6 mese, dal 9-10 mese e dai 12 mesi…e così via. È normale crescendo prendere sempre meno peso, si cresce in tempi adeguati alla propria specie.
Un vitellino ha la necessità di camminare e cercarsi il cibo già dopo poche settimane dal parto, ecco perché il latte della mucca è più grasso e proteico, per far fronte alle esigenze del suo cucciolo.
Stessa cosa avviene per noi umani, il latte materno si adegua perfettamente alle esigenze di crescita del bambino , e cambia nel tempo proprio per far fronte ai cambiamenti che vive.
Un alimento unico, specie-specifico, che permette di dare al bambino tutto ciò che serve e soprattutto che permette al bambino di autoregolarsi stando al seno secondo le sue esigenze di fame.
Che meraviglia!
Ci crediamo un’idea di ciò che vorremmo…di che tipo di madri vorremmo essere, di che tipo di allattamento vorremmo vivere…e poi arriva la realtà con tutte le sue sfumature. Crearsi delle aspettative può destabilizzare. La tua storia, la vostra storia, la state scrivendo giorno dopo giorno. Una storia unica, personale, in continua evoluzione. Cerca di vivermela così, come viene. Un’adeguamento continuo con un unico obiettivo…il benessere!
Al di là di come “sarebbe dovuta andare”, cerca di goderti “come sta andando”!
Stai facendo del tuo meglio con gli strumenti che hai!
Se stai vivendo un allattamento poco sereno e pensi di rivederti nelle dinamiche descritte, contattami e gestiamo insieme tutto questo!
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