

È ora di togliere il pannolino!
È ora di togliere il pannolino???
🤔🤔🤔
Stai decidendo che è il momento giusto per togliere il pannolino al tuo bimbo.
E lo pensi perché…
Siamo in estate, e quindi può stare svestito senza prendersi un colpo di freddo per cui poi potrebbe stare male😕
Vorresti portarlo al nido a settembre e si sa…al nido si va senza pannolino! 😕
Vorresti fargli fare danza o calcio o nuoto…e sai che gli insegnanti ti chiederanno se porta ancora il pannolino…😕
Insomma, ci siamo! Devi toglierlo!
Comprato vasino, quello carino che sembra un cagnolino☺️
Comprati slip, quello del suo personaggio preferito ☺️
…
Sono passate 3 settimane
E ancora nulla
Il pannolino è sempre lì
E neanche una pipì fuori
Non vuole stare senza pannolino, glielo propongo! Ma lui niente
Mi dice chiaramente “no!”
Che faccio?!?
Ma quanta pressione c’è sulle mamme e sui bambini?!? Tanta, troppa! Scadenze e tappe di sviluppo secondo criteri standardizzati per tutti. Una cultura che quasi perseguita le famiglie!
Davvero abbiamo bisogno di questa fretta?!?
Inoltre si dice ormai da secoli che togliere il pannolino sia un momento da vivere entro i 3 anni! Perché poi la scuola vuole i bambini senza pannolino, così come le attività varie che si possono svolgere extra scolastiche. Ma anche tutte le persone che poi dicono “ma così grande ancora il pannolino porti?!?”, rivolgendosi al tuo piccolo bimbo che certamente non comprende quell’affermazione. E tu…tu entri nel loop “perché le altre riescono ed io no?!?”
Facciamo un passo indietro…
Hai scelto tu di fare questo passo o il tuo bimbo ti ha mostrato dei segnali di prontezza?🤔😕
E se ti ha mostrato dei segnali li hai colti?
Siamo un po’ anche noi mamme vittime del tempo e delle scadenze, non solo a causa degli altri, ma come forma mentis. Ma hai provato a proporre di stare senza pannolino ad un bimbo di pochi mesi? Quasi tutte mi rispondereste di no, troppo presto, non capirebbe…e cose simili.
E se invece ti dicessi che a partire dai gesti e dal linguaggio il bambino a modo suo può già affrontare questo cambiamento molto prima di quanto ti aspettassi? Intorno ai 10-11 mesi nasce nel bambino l’esigenza di imitare, ma non solo una esigenza ma anche una maturazione motoria tale per cui riesce a farlo! Ecco che rendersi conto di essere in grado di fare ciò che fai tu lo rende felice, lo fa sentire appagati e soddisfatto ! E attraverso gesti e linguaggio inizia a comunicare davvero tutto!
Capita spesso che si attenda l’età verso i 3 anni (perché è così che si fa!) per proporre al bimbo di togliere il pannolino. In realtà già dal primo anno, ma volendo anche prima ascoltando i loro segnali e aiutandoli a comprendere come gestirli, i bambini si potrebbero mostrare pronti.
Inoltre nell’età solitamente consigliata per togliere il pannolino(quasi 3 anni) i bambini stanno maturando una conoscenza di se per cui preferiscono scegliere tutto ciò che li riguarda, dal vestiario, al cibo, a cosa fare, dove andare, quanto tempo stare in un posto…tutto! E inserire in questo momento della crescita una decisione non sua, certamente potrebbe rendere tutto molto sfidante!
“Ma tutti fanno così, ed è sempre andata bene”
Una frase che in ogni ambito in cui viene utilizzata racconta l’abilità dell’uomo nel frenarsi verso il miglioramento, il nuovo…e che limita ogni possibile strategia diversa dal passato solo perché “che senso ha cambiare qualcosa che va bene così!”
E chi ha detto che va bene? Va bene per chi? Forse per te ma non per me! A cosa servono allora gli studi sulla psicologia dello sviluppo, la ricerca sul perché degli atteggiamenti dei bambini…?!?
E perché limitarsi ad una possibilità tra mille?!? Ne vale la pena?!?
Ascoltare e guidare i bambini è davvero la chiave per esserci nel modo più rispettoso possibile! Lo vedi allattando, te ne rendi conto accudendo il tuo bimbo…ti parla anche se non parla, una competenza innata di saper ascoltare e dare valore ai propri bisogni e un modo sempre in evoluzione di chiedere aiuto per realizzarli…
Tutto inizia dalla loro voglia di imitare…
Togliere il pannolino diventa una esigenza per i bambini ad un certo punto della loro vita!
Perché comprendono che possono muoversi meglio!
Il bambino manda dei segnali di prontezza:
- indica con la mano il pannolino quando fa un bisogno
- dai 12-18 mesi sono in grado di dire anche a voce che hanno fatto pipì o cacca
- quando cambi pannolino ti mostra l’esigenza di non averlo rimesso
- Noti che ti imita! E allora potrai sfruttare questa sua nuova capacità per mostrargli le sue possibilità!
Detto questo, non importa a che età sia, parla con lui/lei e raccontagli le sue possibilità. Racconta e non metti in pratica, a meno che lui non accolga subito quella volontà, e allora ok. Raccontare attraverso storie, sfruttando il gioco con i suoi pupazzi e peluche, e attraverso te stessa e i tuoi gesti che potrai enfatizzare quando tocca a te a madre in bagno, sia prima che dopo, mostrandoti serena e soddisfatta alla fine, questi sono i gesti con cui potresti avviare questo cambiamento e renderlo fattibile Ai suoi occhi.
Cosa puoi fare?
👉🏻Quando devi andare in bagno con gesti e parole racconta che hai un bisogno da fare, e poi corri verso il bagno! E alla fine attraverso sempre espressioni facciali e gesti potrai raccontare quanto ti senti bene avendo fatto il tuo bisogno! 👉🏻 offri a lui/lei la possibilità di sedersi sul gabinetto dopo di te, utilizzando un semplice riduttore
👉🏻potresti proporre di leggere una storia insieme. Le tue parole e le immagini lo/la aiuteranno a rilassare la muscolatura e a lasciarsi andare…. 👉🏻potresti proporre di stare in slip e magari di fare una corsa insieme che gli permetta di notare quanto si stia comodi così 🤗. 👉🏻quando arriva la pipì e non ha il pannolino, fai i complimenti al tuo piccolo! Portalo in bagno nel gabinetto, e raccontagli che va bene così! Che imparerà a trattenerla e se te lo dice fate la corsa al bagno insieme!
Dagli fiducia!
E incoraggialo a ritentare! 👉🏻vivetevela con serenità! Non importa se estate o inverno, se ha 1 anno o 3, se altri pensano che sia troppo tardi o troppo presto. Ascolta il tuo bimbo, osservalo, cogli i suoi segnali di prontezza! E viviti con lui/lei i suoi progressi!
Nostro compito da genitori è proprio questo!
Accompagnarli nella crescita mostrando loro cosa possono fare, dando dei limiti laddove sia necessario, e attraverso l’esempio mostrare come si può reagire e agire verso se stessi e con gli altri. Sei la persona che ama più al mondo. Il suo riferimento primario!
Da fastidio bagnarsi con la pipì, ci sta! E se chi ami ti racconta che va tutto bene, allora va tutto bene!!!
Qualunque storia racconti questo momento della vostra crescita, se pensi che qualcosa non vada, se lo state vivendo con ansia e sembra non si possa andare avanti…allora fermati! Fai reset! Prenditi del tempo e Riparti dall’inizio.
Per un periodo di almeno 3-4 settimane, non parlate più di togliere il pannolino. Racconta al tuo bambino che scegli di aspettare che sia lui a chiederti, che ti dispiace aver insistito. E ritrovate un equilibrio, senza forzature, senza aspettative, senza corse contro il tempo!
Passato questo periodo, che potrebbe essere anche più lungo se noterai ancora una scia di stress nel riprendere questo argomento, potresti iniziare a proporre di togliere il pannolino giocando! Si esatto, giocando! Tu sei un personaggio e il tuo bimbo è un altro personaggio e nel fare le scenette tu bimbo mostri la necessità di correre senza pannolino…e porti avanti la scena come se accadesse a voi! Mostrando come i due personaggi gestiscono la situazione
Oppure ancora…il bambolotto da accudire, a cui cambiare il pannolino, dare da mangiare, mettere a dormire…e nello stesso modo inserire le dinamiche dette.
Anche nel gioco è sempre il piccolo a mostrare alla mamma che ha una esigenza, in questo caso togliere il pannolino, e la mamma lo asseconda.
I bambini vanno accompagnati nella scoperta delle loro possibilità
Vale per il movimento…li mettiamo a terra e scoprono cosa possono fare con il loro corpo nello spazio
Vale per il linguaggio…si esprimono attraverso la lallazione e imparano dai loro esempi a strutturare le parole
Vale per gli alimenti…i loro segnali di prontezza ci raccontano che possiamo introdurre altro cibo, rispettando i loro tempi e le loro necessità (o almeno così dovrebbe andare…anche se oggi si vive per step, scadenze…purtroppo!)
E vale anche per il pannolino! Saper cogliere i loro segnali (che molto spesso arrivano prima di quanto ci si aspetti!) è la chiave per approcciare un cambiamento e viverlo con serenità. Per te, per i tuoi figli, per tutta la famiglia e chi è coinvolto nell’accudimento dei piccoli. Ma se non si colgono si può sempre mostrare una porta aperta, attraverso cui lui o lei potrà vedere cosa può fare, e una precedente negazione allo stare senza pannolino ora diventa possibilità e divertimento!
Una precisazione a parte per la gestione della pupù. Potresti infatti notare che con la pipì riesce a regolarsi e la fa seppur a volte non arriva a destinazione, ma ci arriverà! Mentre per la pupù trattiene e attende o non riesce a comunicarlo perché cerca privacy e la sente come una cosa più intima da gestire. Una strategia potrebbe essere quella di creare un angolino apposito dove andare quando sente quel bisogno. Quindi raccontagli che in quell’angolo potrà andare quando vorrà, che nessuno lo disturberà, che tu sei sempre lì e appena chiama arriverai. Un angolo dove potrà fare cacca senza doversi nascondere. E come lo decidiamo questo posto? Deve essere per forza in bagno? Valuta dove tende a mettersi quando fa cacca nel pannolino, solitamente si accovacciano sulle gambe anche mentre giocano, cerca di notare dove capita e se sceglie un posto più di altri. Potresti mettere li, in quel posto scelto, un libro che solitamente leggete in bagno, se non si trova in bagno, e ripetere più volte al giorno quella lettura in quell’angolo ricordandogli che li può fare pupù quando vuole è serenamente! Mostrare serenità e non avere fretta e ciò che lo aiuterà di più. fidati di questo! Una volta scoperta la libertà difficilmente un bambino ci vuole rinunciare.
Non esiste una strada che non possa avere nuove prospettive! Se pensi di non averne, scrivimi! Sono qui per te!
Un abbraccio