
Il tuo bimbo cresce!
Lo vedi che sta seduto da solo, state iniziando introduzione alimenti, vedi come si muove e afferra tutto, come comunica attraverso il suo corpo cosa vuole, dove vuole andare…
Cresce e cambia davanti ai tuoi occhi!
E cominci a chiederti…
“Quando dormirà da solo?”
“Lo sto abituando male tenendolo con me nel letto?”
“Non mi lascia neanche un secondo, vuole stare solo con me, cosa sto sbagliando?”
“Non riesce a giocare da solo, a dormire da solo, sono io il problema?
“I figli degli altri dormono da soli, mangiano tutta la pappa, quando si esce sono tranquilli, si lasciano prendere in braccio da altri…”
“I figli degli altri”…
Cosa fa la mente umana quando vive un disagio, una situazione che crea incertezze e perplessità?
Cerca il paragone, cerca quelle situazioni che possano somigliare alla propria cosi da poter dire “allora non sono l’unica!”
E nel cercare ci si imbatte in situazioni molto diverse dalla propria, ma la tua attenzione ricadrà proprio su quegli aspetti che secondo te non vanno bene, quelle situazioni che non vivi serenamente, come il sonno, la notte, il non sapere come metterlo in culla, il tuo bisogno di autonomia e di tempo…
“Il mio bimbo è grande! Ma ancora dorme incollato a me e si sveglia tante volte la notte per attaccarsi al seno. Come posso farlo dormire in culla? Inserendo la formula forse dormirebbe tutta la notte?”
“ Il mio bimbo è grande!”… Sei certa di questo? Cosa vuol dire “grande”?
Il tuo bimbo è fuori dal tuo grembo da pochi mesi. Mesi ancora insufficienti per un completo adattamento a questa vita. Tutto, davvero tutto di questo mondo per lui è nuovo! Odori, sapori, rumori, emozioni, sensazioni, ogni cosa è vissuta per la prima volta, ogni esperienza diventa vissuto che il cervello elabora e immagazzina. Un viaggio in continua scoperta. E per scoprire questo mondo, per riuscire ad esplorare dal singolo oggetto, ad un ambiente, fino a conoscere altre persone…è necessario che il proprio riferimento ci sia, che tu ci sia per lui!
Ogni diade, ogni famiglia, vive le sue difficoltà. E queste difficoltà sono soggettive e uniche, ciò che per te potrebbe essere un problema, come il dormire insieme, per un’altra mamma magari non lo è. Lei potrebbe vivere con disagio introduzione alimenti, e tu no….
Il nostro vissuto conta, conta sempre!
Certamente se una delle due parti di una diade non è serena, anche l’atra parte ne risente, si è connessi.
Fare paragoni può aiutare nella logica del “cercare conforto”, ma destabilizza nella logica del “lei è una madre migliore di me”. Perché non siamo uguali! E facendo un paragone stai solo estrapolando un pezzettino di una visuale intera che non hai! Stai guardando solo ciò che vuoi guardare per cercare la conferma che stai sbagliando e trovare soluzioni!
Prova ad allargare lo zoom.
Cosa conosci della diade con cui fai paragoni?
Se ti va di confrontarti con altre diadi, conoscile, vivile, ascolta e percepisci ogni sfumatura di loro. Solo allora potrai vedere ogni particolare, e scopriresti che ognuno vive le sue difficoltà, e che sono diverse dalle tue, ma non per questo meno complesse da vivere! Noterai anche che le dinamiche vissute con più serenità, accettate, affrontate con forza e consapevolezza, sono quelle che meno destabilizzano quella diade.
J.Bowlby psicoanalista dei primi del 900, fu il primo ad esaminare il comportamento dei bambini, in primis tra di loro, e poi in riferimento alla loro storia personale, per cercare di cogliere cosa influisse sul loro benessere del momento ma anche futuro.
I suoi studi portarono alla scoperta di una connessione preziosa e fondamentale tra il bambino e il suo riferimento primario, chi si occupa di lui, chi lo accudisce, chi lui riconosce come rifugio, come presenza costante. Scoprì che la relazione tra bambino e madre, o riferimento primario, non solo era di importanza unica per il benessere presente, ma che contribuiva a creare una “base sicura” per tutta la vita!
Esserci, rispondere alle sue richieste, mostrarsi interessato ai suoi bisogni, saper ascoltare, accompagnare, comprendere, ma anche saper comunicare le proprie emozioni, parlare ed esprimere cosa si prova al bambino, dando valore a se oltre che a lui/lei…tutto questo nei primi 3 anni di vita più che in tutta la vita intera, crea quel senso di sicurezza, quella sensazione di “poter fare tutto”, che poi accompagnerà il bambino in ogni momento della sua crescita!
Questa è la “teoria dell’attaccamento” di Bowlby, poi confermata anche da altri psicoanalisti nel tempo. Non solo confermata, ma anche apprezzata per i notevoli risvolti sul benessere del bambino oggi, e uomo domani.
Personalità e base sicura hanno dunque una forte connessione.
In che modo il sonno influisce su tutto questo?
Il sonno è connesso alla veglia!
Alimentazione
Movimento
Contatto
Appagamento
Soddisfazione
Sentirsi visti ascoltati e amati
Tutto contribuisce ad un sonno sereno.
“Educare al sonno” è possibile?
Educare vuol dire “tirar fuori”, si riferisce dunque alla capacità di un riferimento con esperienza di saper estrapolare da chi ha meno esperienza, competenze innate, e saper dare loro valore, dargli un seno nella vita quotidiana.
Nulla a che fare con metodi per dormire, il forzare finché non si accetta un cambiamento.
Questo non è educare, questo è costringere altri al tuo volere.
Si impara a camminare crescendo, a parlare, a mangiare…allo stesso modo si impara a dormire! Il sonno matura e cambia con la crescita. Tu puoi esserci, accompagnare il tuo bambino alla scoperta delle sue competenze, guidarlo assecondando i suoi bisogni, osservandolo e comprendendo cosa ti sta dicendo, cosi da cogliere i suoi segnali e favorire quel bisogno. Scegliendo di informarti, saprai cosa puoi fare per ottimizzare tutti gli aspetti aspetti della sua vita, sonno incluso.
Così facendo lo vedrai sereno, appagato, e lo sarai anche tu!
Si cresce dormendo! Ed è mentre si dorme che si possono provare forti fastidi, tante emozioni, momenti importanti della crescita difficili da gestire per il bambino da solo!
E’ mentre si dorme che il cervello fa suo ogni momento vissuto, ogni emozione. Tutto intorno si spegne, non ci sono stimoli da gestire al momento, e allora si elabora, si analizza, si salva, si crea memoria, un gran lavoro che il cervello compie durante il sonno.
E poi c’è il corpo, un corpo che sfoga la sua energia e le competenze che via via acquisisce, anche nel sonno, ma a cui serve muoversi durante i momenti di veglia, per sfogare l’energia prodotta e dormire poi al meglio!
Ci sono momenti della crescita in cui tutto questo è più forte!
Il primo anno di vita in generale è il più intenso in assoluto per la gestione non solo del sonno, ma come crescita sotto ogni aspetto, fisico emotivo neurologico.
Abbiamo visto cosa accade da 0 a 6 mesi (vedi articolo precedente)
Ti parlo adesso della fascia di età 7-10 mesi.
7 mesi. Seconda progressione! ( la prima l’avete vissuta a circa 4 mesi) e “passaggio di crescita”
Di che si tratta?
Una progressione è un momento di grande sviluppo del bambino (NB non parlo di “regressione”, perche credo che non si torni mai indietro, tutto si evolve in avanti, sempre!)
Un “passaggio di crescita” è un cambiamento più emotivo e neurologico, che fisico.
In generale…
Noterai dei cambiamenti nei suoi movimenti, più maturi e consapevoli, ma anche nel suo modo di interagire, di comunicare e di comprendere cosa accade intorno a lui.
Vedrai cambiamenti evidenti in pochi giorni! Cambiamenti che non arrivano senza un percorso di crescita, che comporta:
– Maggiori risvegli notturni
– Bisogno di contatto
– Pianti nel sonno
– Nuove paure
– Difficoltà di addormentamento
– Finestre di veglia più ampie, a singhiozzo.
– Tanto movimento fisico nel sonno
Come gestire questo momento?
Intanto saperlo aiuta tanto! Una consapevolezza che dona forza. E poi ricorda che si tratta di un momento!
Il tuo bimbo cambia, e cambierà spesso nei prossimi mesi. Cercare di adeguarsi ai suoi cambiamenti è la chiave. Una ricerca di equilibrio continua, ma necessaria.
Il movimento è un bisogno! Serve stare a terra, scoprire e affinare le proprie abilità motorie, ma anche esplorare e avere nuovi stimoli. Un bisogno così forte che se non sfogato si ripresenta anche dormendo! Può capitare anche se hai fatto del tuo meglio per stimolare e far muovere tuo figlio, ma anche questo aspetto se ottimizzato può influire sul sonno!
La qualità del tempo che trascorrete insieme è importante!
Un tempo in cui si può muovere liberamente, ma non da solo, con te!
L’autonomia nel gioco è spesso una aspettativa dei genitori che arriva troppo precocemente rispetto alla realtà. E anche in questo caso si fanno mille tentativi cercando e sperando che giochi in autonomia così da poter cucinare, pulire, e fare altro…ma i bambini non sono pronti!
E’ sfidante rincorrere un obbiettivo quando questo non è raggiungibile, o non lo è in quel momento!
Si finisce per vivere tutto con ansia, ricorrere il tempo diventa una corsa continua!
Fermati!
Serve fermarsi, il tuo bambino ha bisogno di te adesso, a terra, un gioco in cui interagite.
Ogni stimolo, ogni interazione, ogni emozione, fa parte della relazione che state costruendo, del suo sentirsi sicuro, del suo sapere di poter davvero fare tutto! Grazie al fatto che sei con lui!
Farsi aiutare in questo è certamente importante, ma capisco che spesso si è a casa soli con il proprio bimbo e non sempre si è pronte e attive come lui vorrebbe h24!
E va bene così!
Cosi come va bene se lavori tante ore e quando torni vorresti un momento per te.
Il tuo benessere vale quanto il suo
La tua stanchezza pesa il doppio se non ti dai il tempo di ricaricarti
E quindi ogni risveglio seppur fisiologico, risulta una difficoltà e lo vivrai con frustrazione.
Progressione e passaggio di crescita del settimo mese durano circa 10-15 giorni, sempre considerando la soggettività di ogni bimbo, ma incide molto anche come la diade nel suo insieme vive questi momenti.
E subito dopo noterai quanto sta crescendo! Uno sviluppo veloce ed evidente!
– 9-10 mesi. Fine dell’esogestazione e nuovo passaggio di crescita
Queste poche settimane tra il settimo e il decimo-undicesimo mese sono molto intense per il tuo bambino, e di conseguenza lo saranno per te!
Oppure no!
Potresti notare dei piccoli cambiamenti, ma accoglierli come momentanei, e superare tutto con serenità!
Si avvia la fine dell’esogestazione.
E’ stato 9 mesi nel tuo grembo (endogestazione), e 9 mesi fuori dal grembo (esogestazione), un tempo in cui ha potuto conoscere la sua vita grazie a te, al tuo esserci. E’ pronto per esplorare il mondo, ha voglia di farlo! Ma allo stesso tempo noterai una grande ricerca di te, di contatto, sia di giorno che di notte! Ha bisogno di conferme ora più che mai! Si allontana da te, ma ha bisogno di avere la conferma che sei li, quindi torna indietro.
Anche in questi momenti potresti credere di sbagliare qualcosa, ma non è così!
State vivendo un passaggio di crescita tra i più intensi per bisogno di presenza e contatto. Essere visti, sentiti e amati sono bisogni sempre presenti, ma adesso lo sono maggiormente!
Non cercare di sfuggire! Non cercare soluzioni a tutti i costi! Potresti perderti…
Vale molto la qualità del tempo insieme, il vostro interagire, il gioco condiviso, queste sono le cose che puoi fare, questi sono i modi per accompagnarlo in questo momento così sfidante per lui. E assecondare il suo bisogno di riposo, le sue finestre di veglia, cogliere i segnali di sonno e accompagnarlo nel suo addormentamento!
Il bimbo a questa età prova “ansia da separazione”, paura dell’altezza, paura dei rumori forti, paura di fare il bagnetto. Potresti notare delle differenze quando lo metti sul fasciatoio per il cambio, o in vaschtetta per il bagnetto. Momenti che fino a pochi giorni prima vivevate serenamente, e che ora diventano difficili da gestire.
Capita!
Lui fa i conti con nuove paure, e tu ti chiedi cosa stia accadendo!
Cosa puoi fare?
Potresti provare a spostare il momento del bagnetto, magari al pomeriggio. Inseriscilo nel gioco, e non prima della messa a letto serale quando è stanco e tutto si vive con maggiore intensità, o la mattina appena svegli, momento in cui potrebbe aver bisogno di contatto con te e interazione nel gioco libero, a terra.
Oppure se serve salta il bagnetto ogni tanto!
Potresti lavarlo facendogli toccare l’acqua nel lavandino, e mantenere comunque la sua igiene. Cerca di evitarVI momenti di stress. Sono momenti, passeranno, te ne accorgerai. Nel frattempo, come detto…adeguarsi al cambiamento è la chiave!
L’ansia da separazione oltre che di giorno, la noterai la notte. Nei suoi risvegli ti cercherà per conferma che tu sia li. Il sonno matura come matura ogni altra sua capacità, fidati di questo!
La sua ricerca di te è intensa lo so, ma è un bisogno, attraverso cui state costruendo non solo una relazione nel presente, ma anche la sua personalità e il suo benessere nel futuro!
Si, è così!
Stai coltivando il suo benessere!
Potresti notare la paura di stare con altri, degli estranei ma anche di parenti e amici, anche questo fa parte della sua “ansia da separazione” e del bisogno di conferme.
Non stai sbagliando nulla!
Il tuo bambino non ha nulla che non vada!
Interagire attraverso te con gli altri, è la strategia che funziona!
E se torni da lavoro e sembra esplodere in pianto e stanchezza quando ti vede, è perché sa che con te può esprimere ogni emozione, non serve trattenere, tu sei il suo posto sicuro! Anche accogliere questi momenti, è dare conferma di esserci!
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